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| Questo capitolo sul libro non è riportato perchè giudico impossibile da illustrare senza il supporto della animazione |
Resta ancora da discutere sul fatto relativo alla dinamica dell’incidente, quindi se il velivolo si è distrutto nell’arco di quattro/cinque secondi come ormai concordano tutti (Consulenti dell’Ass. Familiari, Periti Giudiziari e consulenti di parte inquisita. Anche l’Autorità Giudiziaria, abbiamo visto, ha accettato tutte le critiche che ci sono state rivolte e quindi, sembra, ne condivide le conclusioni (....a tutta la documentazione prodotta da quei consulenti)
Vediamo alla fine la interpretazione della dinamica del disastro fatta propria dall’Autorita Giudiziaria
Procedimento penale 527/84 G.I.
Ordinanza di rinvio a giudizio
Cap. III – Il contesto esterno. Pag. 3923 – pag. 3948
– 23. Traiettoria 1, 2b, 8a, 9a, 12, 13a, 19, e plots successivi
al 19. Tutte le perizie che si sono succedute nel tempo hanno avuto come
base comune il riconoscimento che i plots in questione individuano almeno
due tracce distinte, con la seguente associazione traccia-plots:
traccia 1: plots -17, -12, 2b, (3), (4), (6), 8a, 9a, 12, 13a, 19
(le parentesi indicano plots non associati in tutte le perizie);
traccia 2: tutti gli altri plots.
Tale correlazione basata sui dati di distanza azimuth e velocità,
è evidente dal semplice esame delle figg.2 e 3 allegate alle note
del CPR depositate l’8 aprile 1999, ove i plots precedenti (ad eccezione
del -17 e -12 fuori scala) sono rappresentati in funzione delle distanze
e dell’azimuth rispettivamente.
La differenza tra le varie perizie è dovuta unicamente alla
diversa interpretazione che è stata data alle due tracce. Tali interpretazioni
sono state, come già riportato, fondamentalmente due:
A) la traccia 1 rappresenta un velivolo di bassa area equivalente
radar (un caccia militare) che da una rotta parallela del DC9 ha virato
per portarsi su una rotta di attacco ortogonale alla traiettoria del DC9.
La traccia 2 è costituita dagli echi dei frammenti del DC9.
B) La traccia 1 è costituita dal corpo sostanzialmente integro
del DC9, che avendo ancora capacità di sostentamento in volo, è
disceso planando e quindi rimanendo in visibilità radar sino al
plot 19. La traccia 2 è costituita dagli echi dei frammenti del
DC9.
Alcune varianti minori alle due interpretazioni precedenti non modificano
la sostanza delle due ipotesi contrapposte, che ulteriormente semplificate
possono essere così riformulate:
A) la traccia 1 è dovuta ad un caccia che attacca, mentre
la traccia 2 sono i frammenti del DC9.
B) La traccia 1 è il corpo principale del DC9, mentre la
traccia 2 sono i suoi frammenti, negando così la presenza di velivoli
estranei nell’intorno del DC9 al momento dell’incidente.
In particolare l’interpretazione A concorda con l’analisi compiuta
a pochi giorni dall’incidente dall’americano Lund e pochi mesi dopo dall’esperto
Macidull, anch’esso americano; fatta propria dalla perizia Blasi e poi
nel supplemento dai periti Lecce, Migliaccio e Imbimbo; mentre la B lo
è stata viceversa dai periti Blasi e Cerra.
La perizia Misiti merita un’analisi a parte, sia perchè compiuta
quattordici anni dopo il fatto e da un collegio composto di un numero maggiore
di esperti, sia perchè disponeva di una maggiore quantità
di dati rispetto alle altre perizie. In questa perizia è stato dimostrato
per mezzo dell’esame dei frammenti recuperati dell’aeromobile e la conoscenza
del luogo del recupero, che la parte di maggiori dimensioni del DC9 poteva
restare in visibilità radar fino al plot 19 (cioè per circa
54s), di fatto dichiarando inammissibile la prima parte dell’interpretazione
B. Ne doveva discendere in via logica, in base a quanto detto in precedenza,
come l’unica interpretazione possibile fosse la A. Ed invero nella perizia
Misiti viene presa in considerazione questa interpretazione, addirittura
arricchita dall’ipotesi che la traccia 1 rappresenti non solo uno ma due
caccia, spiegando così il plot anomalo 1 che non trovava spiegazioni
convincenti in altre perizie. Proprio basandosi su questa interpretazione
il collegio Misiti ha recuperato, in un area individuata dalla velocità
e direzione di detta traccia, il serbatoio supplementare di un caccia.
A questo punto la conclusione dell’analisi avrebbe dovuto essere
una sola: la traccia 1 rappresenta un aereo militare oppure una coppia
di aerei militari che effettuano un’azione di attacco nei confronti del
DC9. Invece senza alcuna motivazione, tale interpretazione viene rigettata
a favore dell’altra che associa ogni plot a pezzi del DC9 in caduta. Tale
associazione risulta talmente ardua, che si è costretti a supporre
frammentazioni successive di alcuni frammenti per rendere tecnicamente
possibile l’associazione per alcuni di tali plots. Il fenomeno delle frammentazioni
successive è quantomeno singolare se non impossibile dal punto di
vista frattografico. Se si considera infine che i plots che non trovano
una naturale associazione con pezzi in caduta sono proprio i plots 2b,
8a, 9a, 12, 13a e 19, che viceversa correlano i plots -12 e -17con la traccia
di un aereo militare, appare assolutamente sorprendente che non sia stata
presa in considerazione l’interpretazione A, di gran lunga più semplice
e lineare, e già abbondantemente considerata nel passato.
Con le conclusioni della perizia Misiti si è venuti a negare
anche l’esistenza di almeno due tracce, ipotesi mai messa in discussione
da nessuno nel passato. La stridente contraddizione fra l’analisi e le
conclusioni contenute in quella perizia determina la serie di quesiti aggiuntivi
al collegio, alcuni dei quali, quelli radaristici, intesi a chiarire proprio
quelle contraddizioni. Sul valore delle risposte già s’è
a lungo scritto. Esse non sono servite assolutamente a dirimere questioni
e a diradare le perplessità che questa perizia e le successive risposte
avevano provocato. Il giudizio di questo Ufficio è stato da ultimo
corroborato dalle conclusioni della perizia radaristica e dall’esame di
materiale proveniente da sequestri in siti AM.
Successivamente:
Nessuna di questa lunga serie di interpretazioni sostanzialmente
concordi fu mai presa in considerazione dal collegio Misiti, tanto meno
confutata. E al termine di questo lungo percorso resta come valida, di
certo la più forte, l’interpretazione A, quella secondo cui la traccia
1 rappresenta un velivolo di bassa area equivalente radar, un caccia militare
che da una rotta parallela al DC9 ha virato per portarsi su una rotta di
attacco ortogonale alla traiettoria del DC9; e la traccia 2 è costituita
dagli echi dei frammenti del DC9.
Un’interpretazione quindi che dà uno scenario complesso,
ben diverso da quello sostenuto, non si sa quanto interessatamente – o
meglio ben si desume – da militari, consulenti e periti. Scenario complesso,
sia per il numero dei velivoli presenti sia per le correlazioni tra di
essi, dal quale possono e devono trarsi le cause della caduta del velivolo
civile.
Come si vede si parla di due “tracce”, la 1 relativa al caccia (o ai
caccia) aggressore. (plots -17, -12, 2b, (3), (4), (6), 8a, 9a, 12, 13a,
19)
La 2 relativa a “frammenti” del DC9 (tutti gli altri plots).
Guardano l’animazione si internet si avrà la chiara percezione
dinamica di quello che si intende dire
- La "traccia 1" in giallo è il caccia aggressore
- La "traccia 2" in rosso è il DC9 che precipita
Appare chiaro che, a parte i quattro plot doppi nei quali si vedono
due oggetti in cielo, nei restanti plot appare un solo oggetto.
Per di più l’ultimo plot attribuito al caccia aggressore è
il n. 19, mentre poi questo sparisce e restano solo i “frammenti” del DC9
che continuano a presentarsi come un unico oggetto in cielo fino al plot
n. 31, e quindi fino a 186 secondi dopo l’incidente, con il radar che lo
batte ogni 6 secondi.
Quindi l’A.G. sta ora duramente contestando proprio per l’interpretazione
dei plot dopo l’evento che ci da la Comm. Misiti. Rileggiamola:
Nel Vol.IV parte VIII cap. 2.1.1 Possibile successione e concatenazione
degli eventi:
- Comma 4 : A seguito dell'evento che ha causato l'incidente, si
e` avuto il distacco e la frammentazione in volo della parte posteriore
della fusoliera in massima parte sovrastante il pavimento compresa approssimativamente
fra le stazioni 642 e 877, il distacco di entrambi i motori, del tronco
di coda e dell'estremita` della semiala sinistra.
Il cedimento e il distacco di questi elementi e` avvenuto nell'arco
di 4/5 secondi.
Ora appare chiaro che, secondo la Comm. Misiti, in cinque secondi (quindi
ancora prima del plot n. 1 relativo alla prima battuta dopo “l’evento”)
il DC9 era già privo di motori, coda ed estremità dell’ala
sinistra.
Di conseguenza appare chiaro che, essendo la “traccia” 2 (il DC9, il
pallino rosso) composta di un solo plot fino al plot 31 essa è relativa
al resto dell’aereo, quello che in altre parti è stato chiamato
“il grosso”, e quindi all’aereo privo di motori, coda e estremità
dell’ala sinistra (per una lunghezza di circa 3 metri)
Appare ancora chiaro, dalla posizione del plot n. 31, che in questi
186 secondi “il grosso” dell’aereo ha percorso, rispetto al suolo, circa
cinque miglia (circa 9Km)
Insomma ha volato, perché la soglia minima di detenzione su
quella posizione per il radar di Ciampino è di 20.000 piedi.
E quindi “il grosso” avrebbe percorso cinque miglia (9Km) verso est
perdendo solo 5000 piedi (1.500 metri) di quota in 186 secondi
Quindi “planava”, non c’è dubbio. Planava anche per le conclusioni
dell’A.G., intendo.
In sostanza si dovrebbe ammettere che l’aereo così menomato (senza
motori, coda e tre metri dell'ala sinistra) sia potuto planare come se
fosse stato sano.
Il che è inammissibile: l’aereo può planare solo se è
sano, con tutti i pezzi al loro posto.
Se l’aereo si frammenta in 4/5 secondi non può poi planare per
186 secondi, Se accettiamo che plana per 186 secondi non si può
sostenere che si sia frammentato.
Non se ne esce.
Quindi, secondo me, è perfettamente condivisibile l'ipotesi
che "nella scena" ci siano almeno due aerei, ma non è condivisibile
il continuare a riferirsi a "frammenti" del DC9.
La questione della dinamica dell’incidente continua ad essere della
massima importanza.
Se la critica alla distruzione in quota poteva sembrare un esercizio
astratto quando si discuteva l’ipotesi esplosione di una bomba nella toilette,
nello scenario accettato dall’Autorità Giudiziaria diventa determinante.
La presenza di altri aerei, militari, presuppone l’aggressione, e quindi
il lancio di missili, ma con una classe di missili diversa a seconda se
l’aereo rimane integro o si distrugge in quota, lo abbiamo visto proprio
dalla “casistica”.
E cambiare la classe del missile, quindi il probabile colpevole, deve
essere basato su elementi certi, non sulla pretesa che il DC9 privo di
coda e motori plani per tre minuti.
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