Cap. XXV - Dinamica del disastro
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Questo capitolo sul libro non è riportato perchè giudico impossibile da illustrare senza il supporto della animazione

Resta ancora da discutere sul fatto relativo alla dinamica dell’incidente, quindi se il velivolo si è distrutto nell’arco di quattro/cinque secondi come ormai concordano tutti (Consulenti dell’Ass. Familiari, Periti Giudiziari e consulenti di parte inquisita. Anche l’Autorità Giudiziaria, abbiamo visto, ha accettato tutte le critiche che ci sono state rivolte e quindi, sembra,  ne condivide le conclusioni (....a tutta la documentazione prodotta da quei consulenti)

Vediamo alla fine la interpretazione della dinamica del disastro fatta propria dall’Autorita Giudiziaria

Procedimento penale 527/84 G.I.
Ordinanza di rinvio a giudizio
Cap. III – Il contesto esterno. Pag. 3923 – pag. 3948

– 23. Traiettoria 1, 2b, 8a, 9a, 12, 13a, 19, e plots successivi al 19. Tutte le perizie che si sono succedute nel tempo hanno avuto come base comune il riconoscimento che i plots in questione individuano almeno due tracce distinte, con la seguente associazione traccia-plots:
traccia 1: plots -17, -12, 2b, (3), (4), (6), 8a, 9a, 12, 13a, 19 (le parentesi indicano plots non associati in tutte le perizie);
traccia 2: tutti gli altri plots.
Tale correlazione basata sui dati di distanza azimuth e velocità, è evidente dal semplice esame delle figg.2 e 3 allegate alle note del CPR depositate l’8 aprile 1999, ove i plots precedenti (ad eccezione del -17 e -12 fuori scala) sono rappresentati in funzione delle distanze e dell’azimuth rispettivamente.
La differenza tra le varie perizie è dovuta unicamente alla diversa interpretazione che è stata data alle due tracce. Tali interpretazioni sono state, come già riportato, fondamentalmente due:
A) la traccia 1 rappresenta un velivolo di bassa area equivalente radar (un caccia militare) che da una rotta parallela del DC9 ha virato per portarsi su una rotta di attacco ortogonale alla traiettoria del DC9. La traccia 2 è costituita dagli echi dei frammenti del DC9.
B) La traccia 1 è costituita dal corpo sostanzialmente integro del DC9, che avendo ancora capacità di sostentamento in volo, è disceso planando e quindi rimanendo in visibilità radar sino al plot 19. La traccia 2 è costituita dagli echi dei frammenti del DC9.
Alcune varianti minori alle due interpretazioni precedenti non modificano la sostanza delle due ipotesi contrapposte, che ulteriormente semplificate possono essere così riformulate:
A) la traccia 1 è dovuta ad un caccia che attacca, mentre la traccia 2 sono i frammenti del DC9.
B) La traccia 1 è il corpo principale del DC9, mentre la traccia 2 sono i suoi frammenti, negando così la presenza di velivoli estranei nell’intorno del DC9 al momento dell’incidente.
In particolare l’interpretazione A concorda con l’analisi compiuta a pochi giorni dall’incidente dall’americano Lund e pochi mesi dopo dall’esperto Macidull, anch’esso americano; fatta propria dalla perizia Blasi e poi nel supplemento dai periti Lecce, Migliaccio e Imbimbo; mentre la B lo è stata viceversa dai periti Blasi e Cerra.
La perizia Misiti merita un’analisi a parte, sia perchè compiuta quattordici anni dopo il fatto e da un collegio composto di un numero maggiore di esperti, sia perchè disponeva di una maggiore quantità di dati rispetto alle altre perizie. In questa perizia è stato dimostrato per mezzo dell’esame dei frammenti recuperati dell’aeromobile e la conoscenza del luogo del recupero, che la parte di maggiori dimensioni del DC9 poteva restare in visibilità radar fino al plot 19 (cioè per circa 54s), di fatto dichiarando inammissibile la prima parte dell’interpretazione B. Ne doveva discendere in via logica, in base a quanto detto in precedenza, come l’unica interpretazione possibile fosse la A. Ed invero nella perizia Misiti viene presa in considerazione questa interpretazione, addirittura arricchita dall’ipotesi che la traccia 1 rappresenti non solo uno ma due caccia, spiegando così il plot anomalo 1 che non trovava spiegazioni convincenti in altre perizie. Proprio basandosi su questa interpretazione il collegio Misiti ha recuperato, in un area individuata dalla velocità e direzione di detta traccia, il serbatoio supplementare di un caccia.
A questo punto la conclusione dell’analisi avrebbe dovuto essere una sola: la traccia 1 rappresenta un aereo militare oppure una coppia di aerei militari che effettuano un’azione di attacco nei confronti del DC9. Invece senza alcuna motivazione, tale interpretazione viene rigettata a favore dell’altra che associa ogni plot a pezzi del DC9 in caduta. Tale associazione risulta talmente ardua, che si è costretti a supporre frammentazioni successive di alcuni frammenti per rendere tecnicamente possibile l’associazione per alcuni di tali plots. Il fenomeno delle frammentazioni successive è quantomeno singolare se non impossibile dal punto di vista frattografico. Se si considera infine che i plots che non trovano una naturale associazione con pezzi in caduta sono proprio i plots 2b, 8a, 9a, 12, 13a e 19, che viceversa correlano i plots -12 e -17con la traccia di un aereo militare, appare assolutamente sorprendente che non sia stata presa in considerazione l’interpretazione A, di gran lunga più semplice e lineare, e già abbondantemente considerata nel passato.
Con le conclusioni della perizia Misiti si è venuti a negare anche l’esistenza di almeno due tracce, ipotesi mai messa in discussione da nessuno nel passato. La stridente contraddizione fra l’analisi e le conclusioni contenute in quella perizia determina la serie di quesiti aggiuntivi al collegio, alcuni dei quali, quelli radaristici, intesi a chiarire proprio quelle contraddizioni. Sul valore delle risposte già s’è a lungo scritto. Esse non sono servite assolutamente a dirimere questioni e a diradare le perplessità che questa perizia e le successive risposte avevano provocato. Il giudizio di questo Ufficio è stato da ultimo corroborato dalle conclusioni della perizia radaristica e dall’esame di materiale proveniente da sequestri in siti AM.

Successivamente:
Nessuna di questa lunga serie di interpretazioni sostanzialmente concordi fu mai presa in considerazione dal collegio Misiti, tanto meno confutata. E al termine di questo lungo percorso resta come valida, di certo la più forte, l’interpretazione A, quella secondo cui la traccia 1 rappresenta un velivolo di bassa area equivalente radar, un caccia militare che da una rotta parallela al DC9 ha virato per portarsi su una rotta di attacco ortogonale alla traiettoria del DC9; e la traccia 2 è costituita dagli echi dei frammenti del DC9.
Un’interpretazione quindi che dà uno scenario complesso, ben diverso da quello sostenuto, non si sa quanto interessatamente – o meglio ben si desume – da militari, consulenti e periti. Scenario complesso, sia per il numero dei velivoli presenti sia per le correlazioni tra di essi, dal quale possono e devono trarsi le cause della caduta del velivolo civile.

Come si vede si parla di due “tracce”, la 1 relativa al caccia (o ai caccia) aggressore. (plots -17, -12, 2b, (3), (4), (6), 8a, 9a, 12, 13a, 19)
La 2 relativa a “frammenti” del DC9 (tutti gli altri plots).
Guardano l’animazione si internet si avrà la chiara percezione dinamica di quello che si intende dire
- La "traccia 1" in giallo è il caccia aggressore
- La "traccia 2" in rosso è il DC9 che precipita

Appare chiaro che, a parte i quattro plot doppi nei quali si vedono due oggetti in cielo, nei restanti plot appare un solo oggetto.
Per di più l’ultimo plot attribuito al caccia aggressore è il n. 19, mentre poi questo sparisce e restano solo i “frammenti” del DC9 che continuano a presentarsi come un unico oggetto in cielo fino al plot n. 31, e quindi fino a 186 secondi dopo l’incidente, con il radar che lo batte ogni 6 secondi.
Quindi l’A.G. sta ora duramente contestando proprio per l’interpretazione dei plot dopo l’evento che ci da la Comm. Misiti. Rileggiamola:
Nel Vol.IV parte VIII cap. 2.1.1 Possibile successione e concatenazione degli eventi:
- Comma 4 : A seguito dell'evento che ha causato l'incidente, si e` avuto il distacco e la frammentazione in volo della parte posteriore della fusoliera in massima parte sovrastante il pavimento compresa approssimativamente fra le stazioni 642 e 877, il distacco di entrambi i motori, del tronco di coda e dell'estremita` della semiala sinistra.
Il cedimento e il distacco di questi elementi e` avvenuto nell'arco di 4/5 secondi.

Ora appare chiaro che, secondo la Comm. Misiti, in cinque secondi (quindi ancora prima del plot n. 1 relativo alla prima battuta dopo “l’evento”) il DC9 era già privo di motori, coda ed estremità dell’ala sinistra.
Di conseguenza appare chiaro che, essendo la “traccia” 2 (il DC9, il pallino rosso) composta di un solo plot fino al plot 31 essa è relativa al resto dell’aereo, quello che in altre parti è stato chiamato “il grosso”, e quindi all’aereo privo di motori, coda e estremità dell’ala sinistra (per una lunghezza di circa 3 metri)
Appare ancora chiaro, dalla posizione del plot n. 31, che in questi 186 secondi “il grosso” dell’aereo ha percorso, rispetto al suolo, circa cinque miglia (circa 9Km)
Insomma ha volato, perché la soglia minima di detenzione su quella posizione per il radar di Ciampino è di 20.000 piedi.
E quindi “il grosso” avrebbe percorso cinque miglia (9Km) verso est perdendo solo 5000 piedi (1.500 metri) di quota in 186 secondi
Quindi “planava”, non c’è dubbio. Planava anche per le conclusioni dell’A.G., intendo.

In sostanza si dovrebbe ammettere che l’aereo così menomato (senza motori, coda e tre metri dell'ala sinistra) sia potuto planare come se fosse stato sano.
Il che è inammissibile: l’aereo può planare solo se è sano, con tutti i pezzi al loro posto.
Se l’aereo si frammenta in 4/5 secondi non può poi planare per 186 secondi, Se accettiamo che plana per 186 secondi non si può sostenere che si sia frammentato.
Non se ne esce.
Quindi, secondo me, è perfettamente condivisibile l'ipotesi che "nella scena" ci siano almeno due aerei, ma non è condivisibile il continuare a riferirsi a "frammenti" del DC9.

La questione della dinamica dell’incidente continua ad essere della massima importanza.
Se la critica alla distruzione in quota poteva sembrare un esercizio astratto quando si discuteva l’ipotesi esplosione di una bomba nella toilette, nello scenario accettato dall’Autorità Giudiziaria diventa determinante. La presenza di altri aerei, militari, presuppone l’aggressione, e quindi il lancio di missili, ma con una classe di missili diversa a seconda se l’aereo rimane integro o si distrugge in quota, lo abbiamo visto proprio dalla “casistica”.
E cambiare la classe del missile, quindi il probabile colpevole, deve essere basato su elementi certi, non sulla pretesa che il DC9 privo di coda e motori plani per tre minuti.
 
 

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