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| Questo capitolo è presente anche sul libro ma in forma ridotta e, ovviamente, senza disegni e animazioni |
Finalmente arriva la consegna della perizia radaristica fatta dal collegio
Collegio Radaristico, iniziata a ottobre ’95 e terminata il 16/6/97.
Noi (io e Mario Cinti) della parte civile Itavia (o meglio, della parte
civile Aldo Davanzali, ex proprietario dell’Itavia) abbiamo consegnato
la nostra “Nota tecnica radaristica” alla fine di Luglio ’96, e quindi
i periti nominati da giudice hanno avuto tutto il tempo di valutare le
nostre osservazioni.
Come si ricorderà abbiamo indicato che AJ450 è un aereo
che con una azione di guerra elettronica si sottrae all’identificazione
e in pratica è quello che abbatte il DC9. La traccia KA011 è
stata creata proprio a seguito, tre ore dopo, della riconosciuta correlazione
di AJ450 con il disastro. AJ453 è una traccia che va verso l'Africa
e sulla quale alle 18.21Z (40 minuti prima del disastro), per una evidente
anomalia (la traccia viene battuta una seconda volta mentre il fascio radar
è diretto in altra direzione) il Fighter Allocator ed Intercept
Controller attivano una procedura di intercettazione creando la traccia
sintetica AJ000 cod. 76 (assegnata all’intercettore pilotato), l’unica
“intercettazione” della giornata.
Poi la traccia AJ423, il ricognitore, e le tracce AJ000 e LL000, successive
al disastro, che insieme a KA011 sono le uniche della giornata con. Cod
45 Kilo, e tutte e tre stanno immobili ma evidentemente stanno ad indicare
qualcosa e sono state create per qualche determinato motivo.
Ora, finalmente, ce lo dirà il collegio dei periti giudiziari.
Vediamo quindi come in “Perizia radaristica” sono descritte queste
tracce.
Capitolo LXXXVII
Perizia radaristica Dalle Mese ed altri - 16.06.97.
- AA450 Friend - Iniziata dal TPO alle 18.39.135; aggiornata dallo
stesso alle 18.58.386, 427 e 464; alle 19.01.094 il TPO la cancella perché
scaduta di qualità (sino a quel momento era condotta in automatico
dal sistema).
Non può essere un velivolo in quanto i valori di velocità
sono bassissimi, la quota iniziale è di 67.873ft fino ad arrivare
a 36.937ft (da notare che non vi sono richieste di quota, per cui gli aggiornamenti
della stessa sono effettuati automaticamente dal sistema). Potrebbe trattarsi
di pallone sonda in discesa, di errata inizializzazione in zona di clutter
o infine tracciamento del sole al tramonto. È impossibile determinarlo
dalla THR a disposizione.
Va notato che, anche se non vi sono riscontri di palloni sonda impiegati
da enti italiani in quel frangente, potrebbe trattarsi di un pallone sonda
lanciato in precedenza da enti francesi dalla Corsica.
- AJ453 Zombie - Iniziata dal TPO alle 18.09.044, appare in THR alle 18.09.119 con denominativo AA037, correla per una battuta con la remota LL437, le viene cambiato il denominativo in AJ453 ad opera del TPO alle 18.11.453. Il tracciamento termina per qualità=0 verso Tunisi. Per probabile esercizio del Fighter Allocator ed Intercept Controller, tale traccia ha subito un Pair su Trapani alle 18.22.075, dando origine all'intercettore sintetico AJ000 (trattasi di esercizio in quanto non vi è stato nulla di fatto).
- AJ000 Synthetic Interceptor - Trattasi dell'intercettore sintetico (SIM) creato su Trapani in seguito all'azione di Pair da parte del Fighter Allocator sull’AJ453 alle 18.22.075. Non ha consistenza né si rimuove in quanto l’azione non ha avuto seguito.
- AJ000 Kilo - È una traccia non-velocity iniziata dal TPO alle 22.33.318 quale punto di riferimento.
- KA011 Kilo - È iniziata dal TPO alle 22.38.431. Ha molto bassa velocità, in ascesa da 44kft a 60kft (18.000 metri). Trattasi di probabile pallone sonda.
Insomma, i palloni sonda da uno diventano due e l’intercettazione è
stata avviata per “esercizio”
Si indica che AJ453 è uno “Zombie” (cod. 56, quindi un velivolo
non identificato, potenzialmente ostile, che non ha presentato piano di
volo), ma nulla si dice sul fatto che stava sorvolando il territorio nazionale,
e quindi avrebbe dovuto essere stato necessariamente “intercettato” per
l’identificazione a vista.
E nulla si dice sul fatto che AJ453 è la prosecuzione del volo
LL437 seguito dal radar militare di Poggio Ballone, e che quindi non solo
come “Zombie” ha sorvolato la Sardegna, ma anche il resto del territorio
nazionale, da nord a sud.
E, ovviamente, nulla si commenta sull’ipotesi di guerra elettronica
o sulle interrogazioni parlamentari relative alle apparecchiature da guerra
elettronica vendute all’estero contro il parere degli Stati Maggiori e
del servizio di sicurezza militare.
Nulla di nulla.
Però almeno stavolta mi sono risparmiato gli insulti, e mi pare
già un gran risultato.
Naturalmente non è che ci arrendiamo.
Ci rivolgiamo ad un esperto, il Prof. Vito Vincenzo Polcaro, “Primo
Ricercatore” e direttore del Servizio di Radarmetereologia del C.N.R. (Consiglio
Nazionale delle Ricerche) il quale esamina la traccia AA450-AJ450 e la
nostra “Nota tecnica radaristica” del luglio ’95.
Riporto per intero la sua relazione che, ovviamente, consegnamo subito
al Magistrato
Relazione relativa alle domande poste riguardo alla traccia radar
di Marsala AA450-AJ450.
Riguardo alle domande postemi, debbo in primo luogo precisare che
ad alcune di esse posso rispondere in base alla mia conoscenza di principi
generali di fisica e astronomia, ad altre anche come testimone diretto,
in quanto il giorno 27/06/80 mi trovavo alla base di lancio di palloni
stratosferici di Trapani-Milo, come componente del "team" scientifico dell'esperimento
dello IAS-CNR di Frascati HXM-80M, lanciato da tale base il giorno 10/08/80.
Inoltre, posso esprimere un motivato parere su altre ipotesi in base ad
una precedente esperienza personale, essendo stato per tre anni (1974,
'75, '76) responsabile del reparto Radarmeteorologia dell'Istituto di Fisica
dell'Atmosfera del CNR.
In questa mia triplice veste, posso affermare quanto segue:
1) La traccia radar di Marsala denominata AA450-AJ450 non puo` assolutamente
essere stata determinata dal Sole al tramonto sia perche`, come gia` stabilito
dai Periti Cinti e Di Stefano, si muoveva da Ovest verso Est, mentre il
moto apparente del Sole e` da Est verso Ovest, sia perche` il Sole, il
giorno 27/06/80, era tramontato a Marsala alle ore 18:34.36,6 UT; Quindi
alle 18:39 UT (momento di apparizione di AA450-AJ450 nda) si trovava gia`
0,35 deg sotto l'orizzonte ed alle 18:59 UT (momento di scomparsa di AA450-AJ450
nda) ben 4,13 deg sotto l'orizzonte (dati calcolati mediante il programma
di Astronomia Posizionale "Planetario" V5.2 di P. Massimino, Osservatorio
Astronomico di Catania). Il Sole non poteva percio` ormai entrare neanche
in un lobo laterale del radar di Marsala. Inoltre, al momento di passaggio
all'orizzonte (ripeto: circa 5 minuti prima dell'inizio della traccia AA450-AJ450)
l'Azimut del Sole era di 299deg 59min; La sua immagine si proiettava ben
a Sud dell'inizio dell traccia radar in questione Devo anche sottolineare
che e` sorprendente che il proponente di questa ipotesi, prima di enunciarla,
non abbia ritenuto opportuno almeno verificare l'ora del tramonto.
2) Riguardo all'ipotesi di una inizializzazione errata in zona di
clutter dell'operatore, confermo l'affermazione di Cinti e Di Stefano che
e` impossibile, essendo l'operatore tornato per tre volte sulla traccia,
che ogni volta abbia commesso esattamente lo stesso errore.
3) L'ipotesi di un pallone sonda merita un approfondimento maggiore.
Innanzitutto, si puo` escludere decisamente che l'oggetto generante la
traccia possa essere stato un pallone stratosferico aperto, destinato a
sperimentazione scientifica, in quanto, nell'area mediterranea esistevano
nel 1980 (ed esistono anche oggi) solo due basi di lancio: quella appunto
di Trapani-Milo, gestita all'epoca dal CNR ed ora dall'ASI, e quella di
Air sur l'Adour, in Francia, gestita dal CNES (vedi ad es. ESA-SP 152 "European
rocket and balloon programmes and related research, 1980). Alla data dell'evento
la base di Air sur l'Adour era chiusa, essendo l'equipe di lancio del CNES
impegnata appunto alla base di Milio, nell'ambito del programma di collaborazione
con il CNR denominato "Odissea '80". Inoltre, nel Giugno 1980, oltre al
gruppo francese anche quello della NASA (l'unico ente scientifico che effettuasse
allora lanci di palloni stratosferici al di fuori del territorio nazionale
e dei territori polari) si trovava alla base di Milo, sicche` nessun lancio
di palloni stratosferici ad uso scientifico puo` essere avvenuto nell'area
mediterranea nel Giugno 1980, se non dalla stessa base di Milo. Ma il 27/06/80
nessun lancio fu` effettuato da tale base come e` deducibile dalla documentazione
del CNR e dell'ASI, oltre che dalla mia personale esperienza.
Rimane da considerare la possibilita` di un pallone sonda chiuso
in caucciu` lanciato al fine di effettuare un radiosondaggio metereologico.
Bisogna innanzitutto considerare che, (come fatto notare da Cinti
e Di Stefano) all'epoca il Servizio Metereologico dell'Aereonautica effettuava,
da tutte le sue stazioni di radiosondaggio, solo due misure, alle 12 ed
alle 24 e che, per le piccole dimensioni e per i materiali dei quali sono
costituiti sia i palloni che le radiosonde che trasportano, questi oggetti
non danno eco radar rilevanti. Essi sono pero` di norma dotati, proprio
per questo motivo, di un "corner reflector" radar, costituito da un poliedro
di rete metallica di un metro di lato.
La traccia fornita da tale riflettore e` tuttavia molto debole e
si distingue immediatamente in quanto, per la rotazione del riflettore,
e` lampeggiante in modo molto tipico.
Personalmente comunque, durante la mia esperienza di radarmetereologia,
non sono mai riuscito a seguire tali tracce a piu` di 100 Km dal sito radar,
in nessuna condizione di propagazione, pur operando con un raffinato radar
da ricerca scientifica "Selenia 200", particolarmente adatto alla tracciatura
di segnali molto deboli.
In secondo luogo, come gia` segnalato da Cinti e Di Stefano, il
vento stratosferico e` geostrofico e quello dell'alta stratosfera, dopo
il "turn around di primavera" (che tipicamente, alla latidudine di Milo,
si verifica sempre in Aprile o Maggio), si stabilizza in direzione da Est
a Ovest (ed infatti i palloni stratosferici lanciati da Milo in Estate
vengono recuperati in Spagna o in America, a seconda della durata del volo)
e non cambia piu` per molti mesi, fino al cosiddetto "Turn around autunnale",
che sulla Sicilia non si verifica mai prima della fine d'Agosto (e spesso
molto piu` tardi)
Posso testimoniare personalmente che alla fine del Giugno 1980 la
direzione del vento stratosferico sulla Sicilia Occidentale era definitivamente
stabilizzata in direzione Est verso Ovest nell'alta stratosfera ( come
d'altronde e` anche ovvio che fosse), tanto e` vero che si stava svolgendo
la campagna di lancio di palloni stratosferici scientifici, che prevedevano
il recupero dei carichi utili in Spagna.
Ad ogni buon conto, non c'e` motivo di avanzare ipotesi sulla direzione
dei venti ad alta quota nel giorno in questione, in quanto i relativi radiosondaggi
delle ore 12 e 24 di Marsala, Napoli, Cagliari etc. "devono" ancora essere
conservati negli appositi archivi del Servizio Metereologico dell'AM e
non potranno che confermare quanto precedentemente enunciato.
Bisogna infine considerare che un pallone chiuso di caucciu` per
radiosondaggi "non scende mai", perche` e` progettato per scoppiare quando
raggiunge la massima quota di interesse (ed e` appunto per questo motivo
che e` chiuso).
Quando cio` accade, la sonda discende appesa ad un paracadute.
Ora, i paracadute impiegati sono praticamente uguali in tutti i
tipi di radiosonde. La curva di discesa e` quindi ben determinata ed, in
caso di carico nominale del paracadute, comporta che la discesa da 22.000
a 12.800 metri di quota impieghi 12 minuti e non 19, dato che la sua velocita`
di discesa media e` di 12,5 mt/sec tra tali quote. D'altro canto, pur assumendo
per assurdo un carico molto inferiore al carico nominale (cioe` che qualcuno
possa aver usato un tipo di radiosonda non standard, molto piu` leggera
di quelle Autovox usate dal servizio metereologico dell'AM dell'epoca,
il che mi pare di per se un'ipotesi poco verosimile), una velocita` di
discesa corrispondente ad una perdita di circa 9.000 mt (tra le quote citate)
in 19 min. corrisponde ad una velocita` di discesa di 7.8 mt/sec, che e`
assolutamente troppo bassa, data la scarsa efficienza del paracadute alle
basse pressioni corrispondenti a tali altezze.
In definitiva quindi:
- La velocita` di discesa della traccia e` troppo lenta per essere
compatibile con quella di una radiosonda in discesa.
- (la traccia) si spostava in direzione opposta a quella di qualsiasi
mezzo non propulso da un motore in volo a quella quota.
- L'eco radar e` troppo forte per essere generato da una sonda metereologica
a 200 Km di distanza.
- Sicuramente non esistevano palloni stratosferici scientifici in
volo in quella zona in quel giorno.
- La velocita` orizzontale della traccia e` troppo lenta per essere
compatibile con quella di un aereo stratosferico ( ad esempio un U2) (aereo
spia USA che vola ad altissime quote nda).
- (la traccia) non poteva essere stata generata dal Sole, gia` tramontato,
o da un errore dell'operatore radar.
Roma, 23/07/1997
Dr. Ing. Vito Francesco Polcaro
Primo Ricercatore CNR
Istituto di Astrofisica Spaziale
V. Enrico Fermi FRASCATI
Insomma, a me pareva ovvio fin da principio: se il sole tramonta verso
Ovest AA450-AJ450 non può essere il tracciato del sole al tramonto,
perché AJ450 va verso Est. Se gli strumenti che costruivo proprio
per i palloni stratosferici del CNR li recuperavano in Spagna o in Amazzonia,
insieme al pallone, non è che questo poteva andare verso la Turchia
o l’Afganisthan.
Però potrebbe essere una sottile tecnica per costringere chi
legge a darmi ragione. Potrei essere uno che tenta di allontanare il dibattito
processuale dal “centro del problema ricostruttivo” usando argomentazioni
capziose e fuorvianti: un capolavoro di sofistica!
Il giudice pone ai periti giudiziari dei “quesiti aggiuntivi”, fra cui alcuni sulle tematiche indicate da noi, e finalmente, almeno, se ne parla.
Perizia radaristica – Risposte a quesiti aggiuntivi Dalle Mese ed
altri
06.12.97.
Nella parte quarta la risposta al quesito n.5 dell’Ufficio. In effetti
dopo il deposito della perizia radaristica, sono stati consegnati da periti
di parte relazioni con osservazioni su diversi punti di detta perizia,
come sono
stati rilevati fatti meritevoli da parte del collegio di ulteriori
approfondimenti. Ragion per cui i radaristi D.M, D., e T. affrontano anche
le seguenti questioni:
1. quesiti relativi alla traccia AA450/AJ450 posti nella relazione
“II nota tecnica dei consulenti di parte lesa Di Stefano e Cinti nell’ambito
della perizia radaristica del giugno 97”, datata luglio 97;
2. osservazioni contenute nella relazione “Commenti alla perizia
dei consulenti di parte civile (Cinti e Di Stefano)” a firma dell’ing.
M.Giubbolini, datata 16.10.97;
3. integrazioni allo scenario radar visto radar della D.A. e dai
radar di Fiumicino;
4. Assenza di codici militari.
La traccia AA450/AJ450.
Nella II Nota Tecnica dei consulenti di parte lesa Di Stefano e
Cinti, datata 31.07.97, si pongono alcune questioni relative alla interpretazione
della traccia AA450/AJ450, registrata a Marsala alle 18.39.13. Le risposte
alle questioni poste sono riportate di seguito.
2.1. L'eventualità che la traccia AJ450 fosse dovuta a disturbo
elettronico non è stata presa in considerazione dal CP per i seguenti
motivi.
La traccia subisce aggiornamenti continui di quota senza che vi
siano richieste o inserimenti in merito da parte dell'operatore. Ciò
significa inequivocabilmente che l'aggiornamento della quota avviene da
parte del sistema in modo automatico, il radar di quota cioè fornisce
al sistema quote rilevate effettivamente.
Se il radar di sorveglianza fosse stato disturbato elettronicamente
in maniera da causare la presenza di una falsa traccia, il radar di quota
non avrebbe potuto rilevare quote effettive poiché nulla sarebbe
esistito nello spazio aereo che avrebbe potuto dare adito ad una rilevazione
di quota.
Né si può ipotizzare che anche il radar di quota fosse
disturbato contemporaneamente poiché esso opera in una banda di
frequenze ben diversa da quella in cui opera il radar di sorveglianza.
2.2. Contrariamente a quanto affermato nella relazione Di Stefano-
Cinti, l'inizializzazione in area di clutter (cattive condizioni meteo
o di visibilità) non può essere esclusa.
Infatti in tali aree, anche se il sistema non è in grado
di distinguere con il software i plots dovuti alla presenza di un velivolo
da quelli estrapolati dall'estrattore e quindi non è in grado di
condurre una traccia, l'operatore stesso, utilizzando il video radar grezzo,
potrebbe essere in grado di vedere nel disturbo un velivolo, iniziarlo
manualmente, tentare di lasciare al computer il compito del tracciamento,
intervenire in caso negativo ed infine cancellarlo perché non conducibile
nemmeno manualmente.
In tal caso l'errore consisterebbe non nell'aver aggiornato una
traccia in zona di clutter, ma nell'aver erroneamente valutato la presenza
di una traccia in tale zona.
Tale ipotesi non può quindi essere definitivamente eliminata
anche perché nessuno è in grado di escludere a priori che
nei dintorni della AJ450 non vi fosse del clutter effettivo o che nel clutter
non fosse presente un
velivolo.
2.3. Per quanto concerne le delucidazioni relative ai palloni sonda
sia stratosferici che meteo, il CP prende atto di quanto esposto.
2.4. Infine, sempre relativamente alla inizializzazione della AJ450,
va segnalato che all'epoca dell'incidente i siti Nadge della DA avevano
a loro disposizione un certo set di programmi di utilità da impiegare
al di fuori delle normali operazioni.
Tra gli altri era in dotazione il programma SSP (Solar Strobe Program)
di ausilio per l'allineamento del radar al Nord. Tale programma faceva
uso della posizione di una traccia di opportunità creata dall'operatore
in corrispondenza del fascio di disturbo causato dal sole al tramonto.
La posizione di tale traccia in azimuth, e quindi quella del sole al tramonto,
unicamente a dati rilevati dalle effemeridi, veniva usata come input per
il programma SSP, il quale a sua volta forniva in output le modalità
di allineamento al Nord del radar, che si realizzavano posizionando opportunamente
degli switches disponibili in sala apparati dei siti della DA.
Si è obiettato che la posizione della AA450 si trova ad alcuni
gradi oltre, in senso orario, a quella del sole al tramonto a Marsala.
Si è allora verificata la posizione dell'ultimo rilevamento di Marsala
del DC9 rispetto a quello di Fiumicino (vedasi Fig.4.a) riportando in scala
identica quanto visto da Fiumicino (vedasi Fig.4.b) su cartina di Marsala.
Si è potuto verificare un divario di circa 6 gradi tra i
due rilevamenti.
Successivamente, tenuto conto che il sole al tramonto si presenta
presso i due siti nella stessa posizione perché si assume che il
sole sia all'infinito rispetto ai radar, si è riportato su Marsala
l'azimuth del sole al tramonto visto da Fiumicino (vedasi Figg.4.c e 4.d)
e si è verificato che tra la traccia iniziata a Marsala e l'azimuth
del sole al tramonto a Fiumicino vi è un pari divario di circa 6
gradi.
Ciò significa che Marsala avrebbe visto la fascia del sole
al tramonto in corrispondenza dell'azimuth su cui la AA450 era stata inizializzata.
Resterebbe da verificare per quanto tempo ancora il radar di Marsala
fosse disturbato dal sole al tramonto dopo il tramonto stesso, considerando
anche che lo stesso radar era situato sopra il livello del mare.
Ciò che si vuole evidenziare e che ha importanza al fine
dell'impiego di una traccia di comodo per il programma SSP è che
tale traccia venga inizializzata sul corretto azimuth e quindi da parte
dell'operatore laddove si è presentato l'ultimo fascio di disturbo.
In conclusione, il CP anche in questo caso non vuole eliminare definitivamente
tale eventualità.
Insomma, niente. Ci risiamo con gli “allineamenti” del radar. Prima
si pretendeva che quello di Ciampino fosse disallineato col nord geografico
di 2,25^, e quindi conducesse gli aerei, al limite della sua portata, con
un errore geografico di una decina di Km. Ora i gradi diventano 6 e il
radar militare condurrebbe i caccia intercettori con un errore, a quella
distanza, di una trentina di Km. Meno male che non c’è la guerra,
sennò quando il radar militare dovesse guidare gli intercettori
contro il nemico chissà che confusione che ne verrebbe fuori!
Anche se ammettessimo la “eventualità” indicata dal collegio
peritale resterebbe sempre il fatto che il sole tramonta a Ovest e AJ450
va a Est: per ipotizzare che fosse il sole dovremmo ammettere che quella
sera la terra girasse a rovescio, come pure dovremmo ammettere che girasse
a rovescio se volessimo continuare a sostenere che è un pallone
sonda.
Dico: non è che qualcuno se ne sarebbe accorto? (e rieccoci
con le sofisticate tecniche di cattura della mente che “obbligano” il lettore
a darmi ragione e allontanano il dibattito processuale dal “centro del
problema ricostruttivo”.)
Comunque ripropongo la cartina del C.N.R da cui si può vedere
che i palloni stratosferici da ricerca vanno da Est verso Ovest.
![]() |
| Disegno tratto da "History of the transmediterranean strospheric balloon campaigns" (L. Scarsi, Dip. di Energetica e applicazioni di fisica and Istituto di Fisica Cosmica e Informatica - C.N.R. Palermo) |
Va beh, consoliamoci. Mi sembra che a focalizzarsi sul “centro del problema
ricostruttivo” siano già in molti, per cui posso andare per la mia
strada.
Vediamo se dalla perizia radaristica posso trovare qualche informazione
utile.
Per la traccia KA011 era importante, secondo me, sapere “chi” l’aveva
fatta e “perché”.
Qui sembra che ci sia un risultato:
- KA011 Kilo - È iniziata dal TPO alle 22.38.431. Ha molto bassa velocità, in ascesa da 44kft a 60kft (18.000 metri). Trattasi di probabile pallone sonda.
(facciamo l’ultima considerazione sui palloni sonda e poi lasciamo perdere:
sappiamo per certo che nell’80 i palloni sonda metereologici venivano lanciati
a mezzogiorno e mezzanotte, alle 12 e alle 24. A noi sono stati consegnati
i tabulati delle tracce radar di Marsala dalle 11.15Z del 27 giugno alle
4.24Z del 28 Giugno.
Dove stanno i tracciati dei palloni metereologici delle 12 e delle
24?
Che fa, il radar vede i palloni alle 18.40Z e alle 22.39Z ma non li
vede più alle 12 e alle 24?)
Dicevamo, su KA011
“E’ iniziata dal TPO” (Track Product Officier). La definizione giusta
dovrebbe essere “inizializzata”, ma sembra proprio che sia stata “creata”
da Marsala. Non sappiamo ancora perché ma almeno sappiamo da “chi”
Ma il centro radar militare di Marsala ha la sigla identificativa della
Nato, che è AJ.
Poiché il sistema della Nato è integrato e la sigla AJ
identifica appunto la stazione radar. Quindi se invece di “AJ” in questo
caso ha usato “KA” un motivo ci deve essere.
Il motivo dell’utilizzo della sigla KA da parte della stazione radar
di Marsala era stato chiaramente indicato dalla registrazione di una telefonata
avvenuta proprio la sera del disastro, fra un operatore radar di Marsala,
il sergente Loi, e un interlocutore sconosciuto che si trovava a Martinafranca.
Martinafranca, in Puglia, è il Comando Regione Aerea meridionale,
e quindi il centro di decisione e coordinamento sia delle stazioni radar
che delle basi dei caccia intercettori.
La telefonata si svolge alle 19.04Z, pochi minuti dopo il disastro.
“Moro” è il nome identificativo del centro radar di Marsala, da
cui parte la telefonata, “X” è Martinafranca.
Nr.11 (sarebbe la telefonata n.11)
Canale 18 ore 19.04Z:
Moro: sì? Pronto?...Pronto?...Pronto?
X: pronto?
Moro: pronto?
X: sì.
Moro: senti, un'informazione.
X: volevi fare?
Moro: voglio un'informazione.
X: dimmi.
Moro: io qua sto controllando un pallone.
X: dagli un paio di calci!
Moro: eh.
X: e fai un gol (vedi tu).
Moro: e qua come... in un elenco che c'ho qua io, dovrebbe essere
fatto Kilo Alpha 11 e designato Kilo.
X: il pallone?
Moro: eh, il velivolo adibito al test scientifico, pallone razzo,
velivolo non pilotato, giusto?
X: ma non lo so in questo momento, ma normalmente non l'abbiamo
fatto, può darsi che adesso si fa, c'hai qualche disposizione tu?
Moro: no, io qua c'ho un elenco su sulle cose no, e mi ritrovo pure
questo.
X: Kilo Alpha 11?
Moro: eh, vedi se mi puoi dare qualche informazione.
X: poi ti faccio sapere, eh.
Moro: vabbè ciao...avanti?
Dunque tutto chiaro: Kilo Alpha 11 (KA011) è la sigla che si
usa quando si avvista un pallone sonda. Qualsiasi sito radar della NATO,
a quanto sembra, quando avvista un “pallone sonda” (evidentemente lo decide
un sergente maggiore) ha un librone dove c’è scritta la sigla che
deve utilizzare, KA011.
Nel 1990, quando si “ascoltò” per la prima volta questo nastro
pensai che si riferisse ad AJ450 (di KA011 non sapevo nemmeno l’esistenza)
che era l’unico “pallone” preesistente.
Ma poi, quando ho visto sui tabulati radar la traccia KA011, ho concluso
che questa telefonata contiene elementi tutti da considerare.
1) AA450-AJ450 nasce alle 18.40Z e muore alle 18.59Z. E’ evidente che
non si riferisce a questo
2) KA011 nasce alle 22.39Z, ben tre ore e quaranta dopo. Il sergente
aveva facoltà divinatorie?
3) Resta l’ipotesi che lui abbia identificato il “pallone sonda” con
AJ450, e poi gli è venuto il dubbio: Se ne vedo un altro è
meglio che chiedo che sigla ci devo mettere. E quindi telefona alla sala
operativa di Martinafranca per chiedere conferma, visto che “io qua
c'ho un elenco su sulle cose no, e mi ritrovo pure questo..."
Forse è proprio da questa telefonata che i periti giudiziari
della radaristica concludono che KA011 è probabilmente un pallone
sonda?
C’è da notare un’altra cosa. Il sergente Loi è la persona
che dichiara, il 2 ottobre dell'89, che lui aveva un piano di volo Tripoli-Varsavia,
da cui nascerà tutta la storia del volo di Gheddafi, lo Zombie!
Ma, se l’indicazione che emerge dalla telefonata può essere accettata
quando non sai niente e non hai visto le tracce radar, appare una grossa
corbelleria quando le tracce le hai viste, le hai studiate, stampate etc.
etc.
Ma quale pallone sonda. KA011 sta immobile in cielo per oltre sei ore,
fino alla fine del nastro. Che era un pallone col freno a mano?
Anzi, questa telefonata, a questo punto, mi convince ancora di più
che KA011 è la chiave per capire tutta la faccenda.
Un elemento ce l’ho, e sta nella perizia radaristica che è un
documento ufficiale: è stata “iniziata” dal “TPO”, da Marsala.
Ora mi devono dire “perché” l’hanno fatta.
E vado per farfalle
Nell'Agosto '97, alcune motovedette Tunisine sequestrano dei pescherecci
italiani che pescavano in acque internazionali. La Capitaneria di Porto
di Mazara del Vallo lo configura come un "atto di pirateria internazionale"
e ordina alle navi in zona di esporre la bandiera col la lettera K.
L’esposizione della bandiera K, riportarono i giornali che dettero
risalto all’episodio, segnala l’avvenuto atto di pirateria e autorizza
le navi militari di qualsiasi paese presenti in zona a intervenire per
riportare la legalità.
Vuoi vedere che, derivando il codice di navigazione aerea da quello
marittimo, i radaristi di Marsala creando la traccia KA011 volevano indicare
la stessa cosa. E cioe` che AJ450 aveva compiuto un atto di pirateria,
cioe` aveva abbattuto il DC9 Itavia?
Perché l’aggressione contro un velivolo civile si configura
come un atto di pirateria piuttosto che un atto di guerra.
Quindi, proprio perché sapevo “chi” aveva fatto KA011 avevo
quindi una risposta sul “perché” l’avesse fatta.
Quindi ne facemmo una breve nota per il magistrato, descrivendo l’ipotesi.
Ma ormai non c’era da aspettarsi niente, e potevamo solo aspettare
la fine del lavoro istruttorio, prima con la requisitoria dei tre Pubblici
Ministeri, e poi con l’Ordinanza di rinvio a giudizio.
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