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| Questo capitolo è presente anche sul libro senza disegni e immagini |
Mentre aspettiamo che la commissione di indagine giudiziaria per il
supplemento di perizia radaristica (che chiameremo per comodità
collegio radaristico) ci risponda sull'’ipotesi di guerra elettronica vorrei
affrontare un argomento meno tecnico e più “leggero”.
Come ho già detto “l’affaire Ustica” è stato nella massima
attenzione dei media per anni e anni. Quindi oltre l’attenzione e le notizie
scaturite da atti ufficiali, quali anticipazioni parziali delle perizie
tecniche o la consegna delle stesse alla magistratura, oppure le audizioni
alla “Commissione Stragi” ci sono state tutte le notizie di contorno che
venivano create ad arte da vari personaggi che evidentemente operavano
con professionalità ed erano gestiti da “centrali” che sono rimaste
oscure, oppure create da mitomani in cerca di pubblicità e da giornalisti
poco seri che gli davano credito, oppure da persone in buona fede che erano
convinte di poter dare un contributo all’inchiesta, ma che in realtà,
oggettivamente, depistano! (io secondo molti sarei in quest’ultima categoria)
Tutta questa attività depistatoria è descritta nella
“Sentenza di rinvio a giudizio” in centinaia di pagine, e le “vittime”,
almeno per i depistatori professionisti, erano in genere i giornalisti
(e avete visto con l'animazione sulla sequenza del disastro uno degli esempi
che queste operazioni ottengono)
Una regola basilare di un bravo “depistatore” (esperto di tecniche
di controinformazione, si potrebbe dire in gergo tecnico) è che
chiunque vede ciò che è disposto a vedere e sente ciò
che è disposto a sentire.
Ad esempio il giornalista in cerca di uno “Scoop” si beve volentieri
qualsiasi corbelleria se questa coincide con alcune convinzioni che si
già era fatto, contiene elementi in parte veri, e segue il filone
delle “rivelazioni” degli altri media.
E così alla fine i direttori dei giornali e i responsabili di
redazione danno di matto se gli proponi un servizio su Ustica, e l’opinione
pubblica non ci capisce più niente.
Che è appunto quello che le “centrali di depistaggio”, se esistono,
si prefiggevano. (con lo scopo evidente di "gestire" l'informazione ad
uso di questo o di quel potentato, oppure in ricatto di questo o quel potentato,
le variabili sono infinite)
Quindi non voglio accusare o irridere di nessuno, ma descrivere alcuni
“effetti” conseguenti a questa situazione.
Ad esempio una volta fui invitato a scrivere un articolo per una rivista
di Ufologia, fatta da gente seria, appassionata di questi fenomeni “incomprensibili”
legati, secondo loro, alle visite degli alieni, e che si mise in contatto
con me proprio perché un altro gruppo ufologico aveva pubblicato
una ipotesi “aliena” sul disastro di Ustica e quindi cercavano un intervento
di chi conoscesse la materia.
Io feci un articolo proprio in funzione “antiufologica” (non ci posso
fare niente, non ci credo...) , prendendo a modello proprio la traccia
AJ450 (quella della guerra elettronica) per dimostrare come un oggetto
in cielo che mostrasse caratteristiche di volo “strane” fosse in realtà
riconducibile ad una attività più che “umana”. E quindi chi
cercava gli “alieni” non si doveva fidare “dell’apparenza incoerente”.
I palloni stratosferici da ricerca scientifica che il CNR lanciava dalla
Sicilia è vero che volano a decine di km di altezza, ma sono grossi
come il Colosseo, e infatti ogni tanto in Spagna vedevano gli “UFO”
Poiché U.F.O. sta per le parole inglesi Unidentified Flyng Obiect
usai nell’articolo il termine UFO (specificando fin dall’inizio che intendevo
un UFO terrestre e non “alieno”)
Beh, da quel momento ho dovuto chiamare AJ450 “volo sconosciuto”, “velivolo
estraneo”, “aereo misterioso”, insomma in tutti i modi meno che UFO, perché
ho ricevuto delle e-mail in cui mi chiedevano perché ora dicevo
che ad abbattere il DC9 erano stati i marziani!
Una delle migliori che ho sentito, ad una cena con gli ex compagni
di liceo, è di una compagna di scuola con “fidanzato ex radarista”
la quale sosteneva che il DC9 si era schiantato contro lo “scudo spaziale”
americano, che quindi assumeva la forma di una serranda d’acciaio che calava
dallo spazio. La sera di Ustica lo stavano collaudando.
Un’altra, sempre buona, era la teoria che l’abbattimento era dovuto
all’azione di un uccello suicida addestrato dalla C.I.A. per abbattere
Gheddafi. La povera bestia avrebbe clamorosamente sbagliato bersaglio,
fra l’esecrazione dei verdi-animalisti, dei verdi-arcobaleno e dei verdi
e basta. Alle mie perplessità rispose che una volta un Condor era
stato avvistato mentre volava a settemila metri (in effetti il DC9 volava
a 7.600 metri) e che era risaputo che la C.I.A. addestrava i delfini per
scopi militari. Quindi, con socratico sillogismo, (il treno fischia, Socrate
fischia, Socrate è un treno) era giunto alla certezza che per forza
la CIA doveva aver anche addestrato un uccello suicida per abbattere Gheddafi.
Se non capivo questo che “detective” ero?
E mi ha fatto venire il dubbio: fosse stato il barbagianni......
Per un certo periodo si discusse seriamente sulla stampa della possibilità
che il DC9 fosse ammarato con tutti i passeggeri vivi, tenuto a galla fino
all’alba da navi militari prontamente accorse e poi, accertato che era
l’aereo sbagliato (Gheddafi evidentemente non c’era……), affondato a colpi
di bombe a mano dopo aver sterminato i passeggeri a raffiche di mitra.
Qualcuno sarebbe stato addirittura tenuto sott’acqua coi remi!
Quella del volo di Gheddafi è la “leggenda metropolitana” che
ha avuto più successo e ancora adesso è l’ipotesi più
accarezzata, lo “scenario” più invocato. Tutto si basa sulle dichiarazioni
di un sottufficiale radarista in servizio a Marsala la sera del disastro.
Interrogato dal magistrato nel 1990 dichiarò che lui aveva ricevuto
per quella sera un piano di volo da Tripoli a Varsavia. Di qui la certezza
granitica, durata anni, che su quell’aereo Tripoli-Varsavia ci dovesse
essere Gheddafi e che gli americani gli avessero teso un agguato. Avvertito
da servizi segreti “amici” (quelli italiani….) il suo aereo, identificato
con la traccia AJ411 denominata “Zombie” (il morto che cammina, da qui
si capisce che c’era la premeditazione), avrebbe “virato su Malta” salvando
il colonnello dal proditorio attacco! Ma gli americani avrebbero poi comunque
abbattuto il DC9 italiano.
Gli “scettici” (evidentemente dei lacchè degli americani al
soldo della CIA, sarei io) si domandarono: ma se Gheddafi andava in su,
verso nord, perché gli americani avrebbero dovuto abbattere uno
che veniva giù, verso sud. Che sono scemi? Evidentemente lo hanno
fatto per rabbia – era la risposta -, per non essere riusciti ad abbattere
Gheddafi. Il cosiddetto “furor americanus” al posto del “furor germanicus”
di cui ci racconta Giulio Cesare nel suo “De Bello Gallico”! (come stavo
bene al Liceo…..)
Poi, indagando indagando, venne fuori che la sigla “Zombie” si da a
tutti i voli avvistati che non hanno presentato il piano di volo ma che
non interessano il territorio nazionale (insomma uno che se ne va per i
fatti suoi fuori dai confini nazionali), oppure a voli pur autorizzati
al sorvolo del territorio nazionale ma appartenenti ai Paesi del Patto
di Varsavia (i comunisti!, brrrr) o ad altri paesi "potenzialmente ostili".
Ce ne sono a centinaia. E che AJ411 era un pacifico volo della Aereoflot
(le linee aere dell'Unione Sovietica) che partito da Brazzaville (Congo)
andava a Budapest. Non portava Gheddafi e non aveva mai virato su Malta.
Allora fu necessaria una correzione: Il volo di Gheddafi da Tripoli
a Varsavia non appare sugli schermi radar perché sarebbe decollato
nel periodo in cui il radar di Marsala non registrava (e quindi fra le
19.04Z e le 19.48Z). Una volta decollato, saputo che gli americani avevano
già abbattuto il DC9 (forse per provare i missili?!) aveva “virato
su Malta” (alla “virata su Malta” sembra che non ci si possa rinunciare:
se il Colonnello “vira su Malta” è ovvio che è vero. Dicendo
che semplicemente era rimasto a dormire la cosa ha meno mordente)
Ma, se l’aereo di Gheddafi parte dall’Africa dopo le 19Z sarebbe arrivato
sul punto dell’agguato dopo circa un’ora, dopo le 20Z. E allora, oltre
che sparare a uno che veniva dalla direzione sbagliata gli avrebbero sparato
pure un’ora prima? Gli si erano guastati gli orologi, oltre che le bussole?
Ah già, provavano i missili....
Oddio, questo deve essere proprio al soldo della CIA, è il commento
naturale. Irride al “centro del problema ricostruttivo”!
(Una dritta, per rinfrescare la storia, se ce ne fosse la necessità:
Sull'aereo di Gheddafi c'era la sua guardia del corpo, che come si sa è
formata da decine di femmine superaddestrate e totalmente votate al leader.
Dopo che "vira su Malta", per sottrarsi al proditorio attacco degli amerikani
deve fortunosamente ad atterrare su un'isola deserta. E li il povero Colonnello,
novello Ulisse, ha il suo bel daffare con tutte quelle amazzoni........)
Però alla fine l’ipotesi del volo di Gheddafi ha dovuto essere
abbandonata. Ma è stata subito sostituita da un’altra, pure questa
politicamente pagante.
Il concetto più o meno è questo:
Un povero proletario del terzo mondo se ne tornava in Africa a bordo
del suo Mig 23. Era solo, disarmato e spaurito, perché sapeva che
in cielo c’era gente cattiva, dal grilletto facile. Così, quasi
a cercare protezione, si era accodato a un aereo civile, così rassicurante
con tutti quei finestrini accesi.
Ma un americano, bianco, cattivo e del Texas……
Insomma, non se ne esce.
Che la Libia c’entri qualcosa con il disastro di Ustica ormai lo hanno capito pure i sassi (fra l’altro lo ha ripetuto più di una volta lo stesso Colonnello Gheddafi) ma allora lo scenario deve necessariamente prevedere che l’aereo libico fosse la vittima degli americani. E’ “il centro del problema ricostruttivo”, per dirla con uno degli avvocati. E se ti metti a obiettare di tempi, direzioni etc. ti dicono subito che di cose tecniche gli avvocati non ci capiscono niente (è acclarato) e quindi è inutile stare a discutere. Gli avvocati devono solo “leggere” le conclusioni a cui arrivano i tecnici per poi usarle come materia processuale. Ma se le conclusioni dei tecnici non sono in linea con il “centro del problema ricostruttivo” allora si incavolano.
Così mi sono fatto una “teoria”. Per scherzo eh, per carità.
La teoria del missile “pagante”
Cioè ‘sto missile deve essere pagante “politicamente”, perché
serva a suonare il trombone dell’antiamericanismo di maniera (questa è
una valle di lacrime….. ma come ci si piange bene!), e pagante economicamente,
perché se l’aereo lo hanno abbattuto gli “amerikani” qualche soldo
si prende, se lo avesse abbattuto Gheddafi quello al massimo ti fa un proclama
politico, ma di questi ce ne fanno già a iosa tutti i giorni……
Allora per trovare il "missile pagante" bisogna mettersi i "paraocchi
virtuali" che filtrano tutto quello che non riconduce al centro del problema
ricostruttivo..... (insomma uno ogni tanto può pure scherzare)
Ma non è solo sugli uccelli suicidi o sui voli del leader libico
che nascono le leggende metropolitane. Anche su altri aspetti dell’inchiesta.
Una per esempio è sul numero di schegge che dovrebbe aver trafitto
il DC9 se fosse stato colpito da un missile. Migliaia di schegge! Nuvola
di Schegge! Altissimo numero di schegge! Se non hai trovato il DC9 sforacchiato
come uno scolapasta vuol dire che il missile non c’era!
Allora uno si chiede: ma quanto pesa ‘sto missile?
Se la testa pesa circa 10Kg e la metà è esplosivo rimangono
schegge per altri cinque Kg. Se sono “migliaia” devono essere come le capocchie
di spillo! Ci abbattono giusto i passeri…….
Altra leggenda metropolitana è che “non si può seriamente
sostenere che il DC9 dopo essere stato colpito da due missili è
arrivato in acqua sostanzialmente integro”
A prima vista sembra inattaccabile: missili, nuvole di schegge, terrificanti
esplosioni……, ma se osserviamo la casistica le cose stanno diversamente:
abbiamo il Boeing 747 della Corean Airwais abbattuto dai sovietici
sopra la penisola di Sakalin: colpito da due missili ha planato per diversi
minuti (mentre l'altoparlante diceva: "legate le cinture, questa è
una discesa di emergenza!") e si è distrutto solo con l’impatto
in mare. Un BAC 1-11 sopra l’Angola negli anni 70: Un Mig 21 angolano
gli ha lanciato due missili: il primo ha centrato un motore, il secondo
ha centrato lo stesso motore subito dopo che si era staccato, e l’aereo
è riuscito comunque ad atterrare. Poi abbiamo il Douglas DC8
italiano, dell’Alitalia, colpito da un missile all’ala sinistra sopra
la Siria negli anni ’70. Un passeggero ha scattato le fotografie in volo
con l’ala devastata da un buco passante di un metro (il missile, un Atoll
a guida IR, è esploso fra i due motori trapassando poi l’ala), e
l’aereo è riuscito ad atterrare.
Ancora un aereo di linea italiano, il 26 giugno 70 un altro DC8
dell’Alitalia della linea Teheran-Roma pilotato dal comandante Pizzo,
si trovò in mezzo ad un combattimento aereo e venne attinto a sinistra
della cabina di pilotaggio da un missile siriano Alkalai (a guida radar,
che non si autoguidò in coda sulle fiamme dei reattori ma andò
dritto verso il corpo) sfuggito al bersaglio costituito da un caccia israeliano.
Sulla cabina, non trapassata, si arrestò tutto il missile senza
che la testata esplosiva partisse.
il 14 aprile 70 un DC8 della Ethiopian Airlines fu attinto da
un missile SA-2 egiziano, a bassa velocità dato che proveniva da
un combattimento tra aerei non vicini, che si infilò nella carlinga
senza esplodere.
Poi ancora abbiamo un Mig 15 cinese, che nel 1958 è atterrato
con infilato dentro un missile AIM9B Sidewinder lanciatogli contro da un
F86 Sabre della Cina Nazionalista (è in questo modo che i sovietici
hanno potuto “copiarlo” e costruire l’Atoll)
Più recentemente abbiamo avuto un Boeing 727 della D.H.L.
colpito da un missile SA7 Strela (spalleggiabile, all'infrarosso) in atterraggio
a Baghdad nel dicembre 2003 e che è atterrato con un principio di
incendio all'ala sinistra. E un F18 dei Marines colpito da un missile
iracheno (a guida infrarossa) durante la guerra Desert Storm, anche questo
riuscito ad atterrare.
Naturalmente abbiamo anche casi di aerei colpiti da missili che si
sono distrutti in quota, come ad esempio l’Airbus iraniano colpito
dalla nave americana Vencennes nel Mar Rosso.
Ma mentre per i primi casi si trattava dei missili più piccoli,
quelli da “dogfigth”, della classe de Sidewinder (Atoll, Magic, Pyton etc)
nel caso dell’Airbus iraniano si trattava di un missile mare-aria “Standard”,
e quindi della classe più grossa (Sparrow, Apex, Matra 530 etc.).
Insomma, dipende da che tipo di missile era e dove è esploso,
non che “non si può seriamente sostenere”.
Anzi, se stiamo alla casistica dovremmo dire che i missili all’infrarosso
vanno proprio sui motori, e i missili a guida radar vanno proprio in fusoliera.
Che i missili piccoletti hanno sempre lasciata integra la struttura quando
hanno colpito grossi aerei civili (sei casi su sei, il 100%!), con danni
tanto limitati da permettergli di atterrare (cinque casi su sei, l'83%).
Mentre i missili più grossi, per l’unico caso che si conosce, l’Airbus
iraniano, hanno distrutto in volo l’aereo.
Questa drammatica sequenza fotografica è stata scattata da un
passeggero di un Douglas DC8 dell'Alitalia che sorvolava la Siria negli
anni 70. Il missile, probabilmente lanciato durante uno scontro fra velivoli
siriani e israeliani che avveniva molto più in basso, arriva dal
basso ed esplode esattamente fra i due motori. Il corpo morto attraversa
l'ala e si perde.
Dimostra che i missili all'infrarosso vanno a colpire i motori, che
le schegge della testa non sono migliaia, e che i missili da "dogfigth"
difficilmente riescono a stroncare la struttura di un grosso aereo civile.
In questo caso il DC8 italiano è riuscito ad atterrare.
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Quì si vedono i danni ai motori. Il missile è esploso a qualche metro dal motore, ha danneggiato le capottature e lasciato qualche decina di fori di scheggia (io ne conto venti, non le "migliaia" di cui si favoleggia) |
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Qui vediamo il varco sull'ala sinistra dal quale fuoriesce il carburante.
Come si vede il missile non ha causato incendio.
Si nota pure che sull'ala non ci sono fori di scheggia. |
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In questo ingrandimento si vede il varco lasciato dal corpo morto del
missile, da cui sta fuoriuscendo il carburante.
Come si vede i missili "colpiscono" gli aerei. Invece nell'inchiesta si è sviluppata una autorevole corrente di pensiero convinta che i missili gli aerei non li colpiscono. Gli passano vicino e li colpiscono con migliaia di schegge. E' "rocambolesco" pensare che i missili colpiscano gli aerei... |
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Ormai il carburante è tutto fuoriuscito e si vede che l'aereo
sta virando per portarsi a un aereoporto.
Se questo squarcio si fosse aperto in fusoliera si sarebbe allargato a causa dell'indebolimento delle strutture e la decompressione avrebbe trascinato fuori persone, arredi e bagagli. Se invece di un missile all'infrarosso fosse stato a guida radar sarebbe finito in fusoliera, come negli altri esempi citati. |
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| Questo è un F18 dei Marines colpito durante la guerra del golfo
(Desert Storm)
Come si vede il missile all'infrarosso ha colpito con precisione uno dei due motori, distruggendone la parte terminale e, si suppone il motore stesso. L'altro motore, nonostante si trovi molto vicino a quello colpito, ha permesse all'aereo di atterrare. Anche questo episodio dimostra che i missili all'infrarosso si dirigono sui motori |
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| Questa drammatica immagine è stata ripresa sopra Baghdad a dicembre
2003, quando questo Boeing 727 della D.H.L. è stato colpito da un
missile spalleggiabile SA7 Strela. Anche in questo caso il missile si è
diretto contro il motore sinistro, danneggiando l'ala e causando l'incendio
del carburante che fuoriusciva dai serbatoi danneggiati.
E' un altro esempio di come i missili all'infrarosso si dirigano sui motori. |
Voglio chiarire una cosa: io non ce l'ho ne con la Libia ne con il Colonnello
Gheddafi.
Anzi, mi sta pure simpatico, perchè la sua rivoluzione cercava
l'indipendenza politica ed economica dagli stranieri, e perchè è
stato il primo leader arabo a lavorare seriamente per l'emancipazione femminile.
E a dimostrazione di quanto il Colonnello sia diverso dagli altri leader
arabi si rammenti che si è schierato subito contro l'integralismo
di Bin Laden e soci, perchè (lo ha dichiarato lui) "ci riporterebbe
al Califfato".
Insomma, secondo me, il modello vero di Gheddafi è più
Ataturk che Nasser.
Certo il Colonnello ha un caratteraccio, ma è un leader che
da trenta anni sta sulla scena mondiale e si fa rispettare.
E' uno su cui il giudizio definitivo lo darà la "storia", e
non capita a molti.
Però se vogliamo dare credito al suo volo la notte di Ustica
e al proditorio attacco degli “amerikani” bisogna che sui nastri radar
qualche piccolo riscontro, almeno un microscopico indizio, lo troviamo.
Se no tanto vale che buttiamo relitto e nastri radar nella spazzatura e
facciamo l’inchiesta andando in giro a registrare i vari proclami politici
sull’argomento.
Che è esattamente quello che molti pretendono.
Poichè stiamo "spigolando" in attesa che arrivi questa risposta
sulla radaristica rientro su un altro argomento.
Come si ricorderà il primo lavoro, quello sui missili, era per
la prima parte dedicato alla critica della Perizia Misiti, quella che concludeva
"bomba nella toilette", soprattutto per quanto riguardava la pretesa dinamica
del disastro (aereo che si distrugge nell'arco di 4/5 secondi)
Ci sono tornato poi con un'altra nota tecnica in cui, dopo aver sentito
il radioastronomo, confermavo che le misure fatte con il radio-sole al
tramonto non potevano essere precise, e che quindi la pretesa misura dell'errore
dell'allineamento radar di 2,25^, ottenuta con questo sistema, era campata
in aria. Che fosse stata "aggiustata" per rendere possibile la distruzione
in quota altrimenti improponibile. Invece con l'errore angolare del radar
il velivolo si avvicinava ai relitti di circa 7 Km e quindi era possibile
(ignorando tutte le altre evidenze contrarie) fare i famosi calcoli matematici
che dimostravano l'ipotesi della dinamica indicata dal Collegio Misiti.
Per cui si è preoccupato di contestare la mia contestazione
l'Ing. Giubbolini (C.T. per la parte inquisita), con una critica serrata
ma anche un po ironica, dicendo praticamente che ero un ignorante, che
non capivo niente della materia, di andarmi ad "acculturare" etc. etc.
Così sono stato costretto a riesaminare tutta la questione (eh,
mi aveva dato del somaro...), anche in relazione alla "selezione" dei plot
del sole al tramonto a cui si accennava in perizia.
Infatti il Collegio Misiti faceva risalire la misura del disallineamento
del radar rispetto al nord geografico all'esame dei falsi echi radar generati
dal sole al tramonto, che danno la posizione del sole rispetto all'antenna
del radar e quindi, conosciute le "effemeridi" (ora del tramonto) si ricavava
il tutto.
Bene, non solo fanno la "selezione", perchè tagliano via gli
ultimi 13 minuti di registrazione dei falsi plot generati dal sole al tramonto,
ma fanno tramontare il sole cinque minuti prima. E ne consegue che se fosse
giusto quello che sostengono l'antenna del radar dovrebbe stare, invece
che sull'aereoporto di Fiumicino (dove in effetti sta), addirittura sui
Monti Marsicani, nel Parco Nazionale d'Abruzzo.
Naturalmente ci faccio un'altra nota tecnica e la consegno all'Ufficio,
ma o non l'hanno ricevuta o si è persa, perchè non ce ne
è traccia da nessuna parte (però è pubblicata su internet
e ve la potete andare a leggere)
Chi volesse verificare può fare come ho fatto io. Si prende
il programma "Cybersky" (http://www.cybersky.com), mette dentro le coordinate
geografiche dell'antenna del radar di Ciampino (antenna del radar Marconi
sull'aereoporto di Fiumicino) (12^13’11" Long. E - 41^47’51" Lat. N) e
potranno verificare che il 27/6/80 il sole è tramontato alle 18.50
.
.
Fin da quando è cominciata la mia partecipazione all'inchiesta
come CT è sorto il problema che io "non ero all'altezza" degli esperti
di tutte le parti.
Non ero nemmeno laureato, come facevo a cimentarmi con persone di elevato
spessore scientifico?
La cosa era considerata un'offesa, relativa alla mentalità di
chi non ammette di doversi confrontare con chi non ha "titoli" pari suoi.
Al punto che una volta, esaminando i fori di scheggia rilevati sul
relitto, uno di questo soloni mi fa: Lei che scuole ha fatto?
L'asilo, rispondo io. Allora lei ci vuole accusare .......
Vi risparmio il resto, e naturalmente non siamo potuti entrare nel
merito del foro di scheggia, che poi era quello che gli interessava ottenere.
Insomma c'era gente convinta che dipendeva tutto dal piedistallo: più
alto era e più l'enunciato era corretto.
Ma allora se Romeo avesse nominato CT il Papa vinceva lui, ha pure
l'Infallibilità!
Battute a parte, io non mi sentivo affatto "non all'altezza". Avevo
una preparazione diversa, questo si, tecnica piuttosto che scientifica.
Ma proprio per questo, forse, in grado di distiguere quello che era "realistico"
da quello che era spesso sono una enunciazione teorica, magari supportata
matematicamente (con tutto il rispetto per i matematici, si rischia di
fare la fine del pollo di Trilussa: la matematica ci dice che ne abbiamo
mangiato uno a testa, ma in realtà qualcuno se ne è mangiati
due e qualcuno niente)
Esempio: il radar è disallineato e il velivolo era 7 km a est
rispetto alla posizione che si credeva.
Allora significa che "tutti" i velivoli venivano condotti da Ciampino
con quell'errore: centinaia di voli al giorno per anni e anni. E' una fesseria,
anche se la supporti matematicamente.
E continuamente, in tutta l'inchiesta, ritroveremo enunciati "teorici"
che poi sono completamente inattendibili dal punto di vista "tecnico":
i tubi di gomma che dovrebbero essere rimasti nelle camere di combustione
a mille gradi senza bruciarsi, la scala anteriore che miracolosamente va
a finire assieme ai motori, le migliaia di schegge che farebbero pesare
la testata del missile qualche quintale, etc. etc.
A dire che l'elemento "tecnico" non ci stava proprio fuori posto.
E poi, insomma, ero cresciuto nell'ambiente della ricerca, venivano
da mezzo mondo a farmi fare "il cuore" di esperienze che costavano centinaia
di miliardi e che andavano montate al CERN o all'MIT o chissà dove.
Ho sempre discusso di questioni tecniche con scienziati e ricercatori,
e nessuno si offendeva. L'Esercito Italiano mi affidava la produzione di
strumenti ottici per miliardi, e vi garantisco che gli ufficiali del servizio
tecnico di Artiglieria (quelli che sulle mostrine hanno la testa della
Medusa) sono capaci di giudicare se quello con cui discutono è "all'altezza"
o un pesce lesso.... facevo le finestre per le centrali nucleari e i rivelatori
di particelle per i palloni stratosferici...... ditte come la mia ce ne
erano quattro in tutta europa (Gran Bretagna, Svizzera, Germania e, appunto,
Italia)
Non vedo perchè avrei dovuto sentirmi "non all'altezza".
E infatti non mi ci sentivo.
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