Cap. XXI - Spigolature
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Questo capitolo è presente anche sul libro senza disegni e immagini

Mentre aspettiamo che la commissione di indagine giudiziaria per il supplemento di perizia radaristica (che chiameremo per comodità collegio radaristico) ci risponda sull'’ipotesi di guerra elettronica vorrei affrontare un argomento meno tecnico e più “leggero”.
Come ho già detto “l’affaire Ustica” è stato nella massima attenzione dei media per anni e anni. Quindi oltre l’attenzione e le notizie scaturite da atti ufficiali, quali anticipazioni parziali delle perizie tecniche o la consegna delle stesse alla magistratura, oppure le audizioni alla “Commissione Stragi” ci sono state tutte le notizie di contorno che venivano create ad arte da vari personaggi che evidentemente operavano con professionalità ed erano gestiti da “centrali” che sono rimaste oscure, oppure create da mitomani in cerca di pubblicità e da giornalisti poco seri che gli davano credito, oppure da persone in buona fede che erano convinte di poter dare un contributo all’inchiesta, ma che in realtà, oggettivamente, depistano! (io secondo molti sarei in quest’ultima categoria)
Tutta questa attività depistatoria è descritta nella “Sentenza di rinvio a giudizio” in centinaia di pagine, e le “vittime”, almeno per i depistatori professionisti, erano in genere i giornalisti (e avete visto con l'animazione sulla sequenza del disastro uno degli esempi che queste operazioni ottengono)
Una regola basilare di un bravo “depistatore” (esperto di tecniche di controinformazione, si potrebbe dire in gergo tecnico) è che chiunque vede ciò che è disposto a vedere e sente ciò che è disposto a sentire.
Ad esempio il giornalista in cerca di uno “Scoop” si beve volentieri qualsiasi corbelleria se questa coincide con alcune convinzioni che si già era fatto, contiene elementi in parte veri, e segue il filone delle “rivelazioni” degli altri media.
E così alla fine i direttori dei giornali e i responsabili di redazione danno di matto se gli proponi un servizio su Ustica, e l’opinione pubblica non ci capisce più niente.
Che è appunto quello che le “centrali di depistaggio”, se esistono, si prefiggevano. (con lo scopo evidente di "gestire" l'informazione ad uso di questo o di quel potentato, oppure in ricatto di questo o quel potentato, le variabili sono infinite)
Quindi non voglio accusare o irridere di nessuno, ma descrivere alcuni “effetti” conseguenti a questa situazione.
Ad esempio una volta fui invitato a scrivere un articolo per una rivista di Ufologia, fatta da gente seria, appassionata di questi fenomeni “incomprensibili” legati, secondo loro, alle visite degli alieni, e che si mise in contatto con me proprio perché un altro gruppo ufologico aveva pubblicato una ipotesi “aliena” sul disastro di Ustica e quindi cercavano un intervento di chi conoscesse la materia.
Io feci un articolo proprio in funzione “antiufologica” (non ci posso fare niente, non ci credo...) , prendendo a modello proprio la traccia AJ450 (quella della guerra elettronica) per dimostrare come un oggetto in cielo che mostrasse caratteristiche di volo “strane” fosse in realtà riconducibile ad una attività più che “umana”. E quindi chi cercava gli “alieni” non si doveva fidare “dell’apparenza incoerente”. I palloni stratosferici da ricerca scientifica che il CNR lanciava dalla Sicilia è vero che volano a decine di km di altezza, ma sono grossi come il Colosseo, e infatti ogni tanto in Spagna vedevano gli “UFO”
Poiché U.F.O. sta per le parole inglesi Unidentified Flyng Obiect usai nell’articolo il termine UFO (specificando fin dall’inizio che intendevo un UFO terrestre e non “alieno”)
Beh, da quel momento ho dovuto chiamare AJ450 “volo sconosciuto”, “velivolo estraneo”, “aereo misterioso”, insomma in tutti i modi meno che UFO, perché ho ricevuto delle e-mail in cui mi chiedevano perché ora dicevo che ad abbattere il DC9 erano stati i marziani!
Una delle migliori che ho sentito, ad una cena con gli ex compagni di liceo, è di una compagna di scuola con “fidanzato ex radarista” la quale sosteneva che il DC9 si era schiantato contro lo “scudo spaziale” americano, che quindi assumeva la forma di una serranda d’acciaio che calava dallo spazio. La sera di Ustica lo stavano collaudando.
Un’altra, sempre buona, era la teoria che l’abbattimento era dovuto all’azione di un uccello suicida addestrato dalla C.I.A. per abbattere Gheddafi. La povera bestia avrebbe clamorosamente sbagliato bersaglio, fra l’esecrazione dei verdi-animalisti, dei verdi-arcobaleno e dei verdi e basta. Alle mie perplessità rispose che una volta un Condor era stato avvistato mentre volava a settemila metri (in effetti il DC9 volava a 7.600 metri) e che era risaputo che la C.I.A. addestrava i delfini per scopi militari. Quindi, con socratico sillogismo, (il treno fischia, Socrate fischia, Socrate è un treno) era giunto alla certezza che per forza la CIA doveva aver anche addestrato un uccello suicida per abbattere Gheddafi. Se non capivo questo che “detective” ero?
E mi ha fatto venire il dubbio: fosse stato il barbagianni......
Per un certo periodo si discusse seriamente sulla stampa della possibilità che il DC9 fosse ammarato con tutti i passeggeri vivi, tenuto a galla fino all’alba da navi militari prontamente accorse e poi, accertato che era l’aereo sbagliato (Gheddafi evidentemente non c’era……), affondato a colpi di bombe a mano dopo aver sterminato i passeggeri a raffiche di mitra. Qualcuno sarebbe stato addirittura tenuto sott’acqua coi remi!
Quella del volo di Gheddafi è la “leggenda metropolitana” che ha avuto più successo e ancora adesso è l’ipotesi più accarezzata, lo “scenario” più invocato. Tutto si basa sulle dichiarazioni di un sottufficiale radarista in servizio a Marsala la sera del disastro. Interrogato dal magistrato nel 1990 dichiarò che lui aveva ricevuto per quella sera un piano di volo da Tripoli a Varsavia. Di qui la certezza granitica, durata anni, che su quell’aereo Tripoli-Varsavia ci dovesse essere Gheddafi e che gli americani gli avessero teso un agguato. Avvertito da servizi segreti “amici” (quelli italiani….) il suo aereo, identificato con la traccia AJ411 denominata “Zombie” (il morto che cammina, da qui si capisce che c’era la premeditazione), avrebbe “virato su Malta” salvando il colonnello dal proditorio attacco! Ma gli americani avrebbero poi comunque abbattuto il DC9 italiano.
Gli “scettici” (evidentemente dei lacchè degli americani al soldo della CIA, sarei io) si domandarono: ma se Gheddafi andava in su, verso nord, perché gli americani avrebbero dovuto abbattere uno che veniva giù, verso sud. Che sono scemi? Evidentemente lo hanno fatto per rabbia – era la risposta -, per non essere riusciti ad abbattere Gheddafi. Il cosiddetto “furor americanus” al posto del “furor germanicus” di cui ci racconta Giulio Cesare nel suo “De Bello Gallico”! (come stavo bene al Liceo…..)
Poi, indagando indagando, venne fuori che la sigla “Zombie” si da a tutti i voli avvistati che non hanno presentato il piano di volo ma che non interessano il territorio nazionale (insomma uno che se ne va per i fatti suoi fuori dai confini nazionali), oppure a voli pur autorizzati al sorvolo del territorio nazionale ma appartenenti ai Paesi del Patto di Varsavia (i comunisti!, brrrr) o ad altri paesi "potenzialmente ostili". Ce ne sono a centinaia. E che AJ411 era un pacifico volo della Aereoflot (le linee aere dell'Unione Sovietica) che partito da Brazzaville (Congo) andava a Budapest. Non portava Gheddafi e non aveva mai virato su Malta.
Allora fu necessaria una correzione: Il volo di Gheddafi da Tripoli a Varsavia non appare sugli schermi radar perché sarebbe decollato nel periodo in cui il radar di Marsala non registrava (e quindi fra le 19.04Z e le 19.48Z). Una volta decollato, saputo che gli americani avevano già abbattuto il DC9 (forse per provare i missili?!) aveva “virato su Malta” (alla “virata su Malta” sembra che non ci si possa rinunciare: se il Colonnello “vira su Malta” è ovvio che è vero. Dicendo che semplicemente era rimasto a dormire la cosa ha meno mordente)
Ma, se l’aereo di Gheddafi parte dall’Africa dopo le 19Z sarebbe arrivato sul punto dell’agguato dopo circa un’ora, dopo le 20Z. E allora, oltre che sparare a uno che veniva dalla direzione sbagliata gli avrebbero sparato pure un’ora prima? Gli si erano guastati gli orologi, oltre che le bussole?
Ah già, provavano i missili....
Oddio, questo deve essere proprio al soldo della CIA, è il commento naturale. Irride al “centro del problema ricostruttivo”!
(Una dritta, per rinfrescare la storia, se ce ne fosse la necessità: Sull'aereo di Gheddafi c'era la sua guardia del corpo, che come si sa è formata da decine di femmine superaddestrate e totalmente votate al leader. Dopo che "vira su Malta", per sottrarsi al proditorio attacco degli amerikani deve fortunosamente ad atterrare su un'isola deserta. E li il povero Colonnello, novello Ulisse, ha il suo bel daffare con tutte quelle amazzoni........)
Però alla fine l’ipotesi del volo di Gheddafi ha dovuto essere abbandonata. Ma è stata subito sostituita da un’altra, pure questa politicamente pagante.
Il concetto più o meno è questo:
Un povero proletario del terzo mondo se ne tornava in Africa a bordo del suo Mig 23. Era solo, disarmato e spaurito, perché sapeva che in cielo c’era gente cattiva, dal grilletto facile. Così, quasi a cercare protezione, si era accodato a un aereo civile, così rassicurante con tutti quei finestrini accesi.
Ma un americano, bianco, cattivo e del Texas……
Insomma, non se ne esce.

Che la Libia c’entri qualcosa con il disastro di Ustica ormai lo hanno capito pure i sassi (fra l’altro lo ha ripetuto più di una volta lo stesso Colonnello Gheddafi) ma allora lo scenario deve necessariamente prevedere che l’aereo libico fosse la vittima degli americani. E’ “il centro del problema ricostruttivo”, per dirla con uno degli avvocati. E se ti metti a obiettare di tempi, direzioni etc. ti dicono subito che di cose tecniche gli avvocati non ci capiscono niente (è acclarato) e quindi è inutile stare a discutere. Gli avvocati devono solo “leggere” le conclusioni a cui arrivano i tecnici per poi usarle come materia processuale. Ma se le conclusioni dei tecnici non sono in linea con il “centro del problema ricostruttivo” allora si incavolano.

Così mi sono fatto una “teoria”. Per scherzo eh, per carità.
La teoria del missile “pagante”
Cioè ‘sto missile deve essere pagante “politicamente”, perché serva a suonare il trombone dell’antiamericanismo di maniera (questa è una valle di lacrime….. ma come ci si piange bene!), e pagante economicamente, perché se l’aereo lo hanno abbattuto gli “amerikani” qualche soldo si prende, se lo avesse abbattuto Gheddafi quello al massimo ti fa un proclama politico, ma di questi ce ne fanno già a iosa tutti i giorni……
Allora per trovare il "missile pagante" bisogna mettersi i "paraocchi virtuali" che filtrano tutto quello che non riconduce al centro del problema ricostruttivo..... (insomma uno ogni tanto può pure scherzare)

Ma non è solo sugli uccelli suicidi o sui voli del leader libico che nascono le leggende metropolitane. Anche su altri aspetti dell’inchiesta.
Una per esempio è sul numero di schegge che dovrebbe aver trafitto il DC9 se fosse stato colpito da un missile. Migliaia di schegge! Nuvola di Schegge! Altissimo numero di schegge! Se non hai trovato il DC9 sforacchiato come uno scolapasta vuol dire che il missile non c’era!
Allora uno si chiede: ma quanto pesa ‘sto missile?
Se la testa pesa circa 10Kg e la metà è esplosivo rimangono schegge per altri cinque Kg. Se sono “migliaia” devono essere come le capocchie di spillo! Ci abbattono giusto i passeri…….
Altra leggenda metropolitana è che “non si può seriamente sostenere che il DC9 dopo essere stato colpito da due missili è arrivato in acqua sostanzialmente integro”
A prima vista sembra inattaccabile: missili, nuvole di schegge, terrificanti esplosioni……, ma se osserviamo la casistica le cose stanno diversamente: abbiamo il Boeing 747 della Corean Airwais abbattuto dai sovietici sopra la penisola di Sakalin: colpito da due missili ha planato per diversi minuti (mentre l'altoparlante diceva: "legate le cinture, questa è una discesa di emergenza!") e si è distrutto solo con l’impatto in mare. Un BAC 1-11 sopra l’Angola negli anni 70: Un Mig 21 angolano gli ha lanciato due missili: il primo ha centrato un motore, il secondo ha centrato lo stesso motore subito dopo che si era staccato, e l’aereo è riuscito comunque ad atterrare. Poi abbiamo il Douglas DC8 italiano, dell’Alitalia, colpito da un missile all’ala sinistra sopra la Siria negli anni ’70. Un passeggero ha scattato le fotografie in volo con l’ala devastata da un buco passante di un metro (il missile, un Atoll a guida IR, è esploso fra i due motori trapassando poi l’ala), e l’aereo è riuscito ad atterrare.
Ancora un aereo di linea italiano, il 26 giugno 70 un altro DC8 dell’Alitalia della linea Teheran-Roma pilotato dal comandante Pizzo, si trovò in mezzo ad un combattimento aereo e venne attinto a sinistra della cabina di pilotaggio da un missile siriano Alkalai (a guida radar, che non si autoguidò in coda sulle fiamme dei reattori ma andò dritto verso il corpo) sfuggito al bersaglio costituito da un caccia israeliano. Sulla cabina, non trapassata, si arrestò tutto il missile senza che la testata esplosiva partisse.
il 14 aprile 70 un DC8 della Ethiopian Airlines fu attinto da un missile SA-2 egiziano, a bassa velocità dato che proveniva da un combattimento tra aerei non vicini, che si infilò nella carlinga senza esplodere.
Poi ancora abbiamo un Mig 15 cinese, che nel 1958 è atterrato con infilato dentro un missile AIM9B Sidewinder lanciatogli contro da un F86 Sabre della Cina Nazionalista (è in questo modo che i sovietici hanno potuto “copiarlo” e costruire l’Atoll)
Più recentemente abbiamo avuto un Boeing 727 della D.H.L. colpito da un missile SA7 Strela (spalleggiabile, all'infrarosso) in atterraggio a Baghdad nel dicembre 2003 e che è atterrato con un principio di incendio all'ala sinistra. E un F18 dei Marines colpito da un missile iracheno (a guida infrarossa) durante la guerra Desert Storm, anche questo riuscito ad atterrare.
Naturalmente abbiamo anche casi di aerei colpiti da missili che si sono distrutti in quota, come ad esempio l’Airbus iraniano colpito dalla nave americana Vencennes nel Mar Rosso.
Ma mentre per i primi casi si trattava dei missili più piccoli, quelli da “dogfigth”, della classe de Sidewinder (Atoll, Magic, Pyton etc) nel caso dell’Airbus iraniano si trattava di un missile mare-aria “Standard”, e quindi della classe più grossa (Sparrow, Apex, Matra 530 etc.).
Insomma, dipende da che tipo di missile era e dove è esploso, non che “non si può seriamente sostenere”.
Anzi, se stiamo alla casistica dovremmo dire che i missili all’infrarosso vanno proprio sui motori, e i missili a guida radar vanno proprio in fusoliera. Che i missili piccoletti hanno sempre lasciata integra la struttura quando hanno colpito grossi aerei civili (sei casi su sei, il 100%!), con danni tanto limitati da permettergli di atterrare (cinque casi su sei, l'83%). Mentre i missili più grossi, per l’unico caso che si conosce, l’Airbus iraniano, hanno distrutto in volo l’aereo.

Questa drammatica sequenza fotografica è stata scattata da un passeggero di un Douglas DC8 dell'Alitalia che sorvolava la Siria negli anni 70. Il missile, probabilmente lanciato durante uno scontro fra velivoli siriani e israeliani che avveniva molto più in basso, arriva dal basso ed esplode esattamente fra i due motori. Il corpo morto attraversa l'ala e si perde.
Dimostra che i missili all'infrarosso vanno a colpire i motori, che le schegge della testa non sono migliaia, e che i missili da "dogfigth" difficilmente riescono a stroncare la struttura di un grosso aereo civile. In questo caso il DC8 italiano è riuscito ad atterrare.
 
Quì si vedono i danni ai motori. Il missile è esploso a qualche metro dal motore, ha danneggiato le capottature e lasciato qualche decina di fori di scheggia (io ne conto venti, non le "migliaia" di cui si favoleggia)
Qui vediamo il varco sull'ala sinistra dal quale fuoriesce il carburante. Come si vede il missile non ha causato incendio.
Si nota pure che sull'ala non ci sono fori di scheggia.
In questo ingrandimento si vede il varco lasciato dal corpo morto del missile, da cui sta fuoriuscendo il carburante.
Come si vede i missili "colpiscono" gli aerei.
Invece nell'inchiesta si è sviluppata una autorevole corrente di pensiero convinta che i missili gli aerei non li colpiscono. Gli passano vicino e li colpiscono con migliaia di schegge.
E' "rocambolesco" pensare che i missili colpiscano gli aerei...
Ormai il carburante è tutto fuoriuscito e si vede che l'aereo sta virando per portarsi a un aereoporto.
Se questo squarcio si fosse aperto in fusoliera si sarebbe allargato a causa dell'indebolimento delle strutture e la decompressione avrebbe trascinato fuori persone, arredi e bagagli.
Se invece di un missile all'infrarosso fosse stato a guida radar sarebbe finito in fusoliera, come negli altri esempi citati.
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Questo è un F18 dei Marines colpito durante la guerra del golfo (Desert Storm)
Come si vede il missile all'infrarosso ha colpito con precisione uno dei due motori, distruggendone la parte terminale e, si suppone il motore stesso. L'altro motore, nonostante si trovi molto vicino a quello colpito, ha permesse all'aereo di atterrare.
Anche questo episodio dimostra che i missili all'infrarosso si dirigono sui motori
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Questa drammatica immagine è stata ripresa sopra Baghdad a dicembre 2003, quando questo Boeing 727 della D.H.L. è stato colpito da un missile spalleggiabile SA7 Strela. Anche in questo caso il missile si è diretto contro il motore sinistro, danneggiando l'ala e causando l'incendio del carburante che fuoriusciva dai serbatoi danneggiati.
E' un altro esempio di come i missili all'infrarosso si dirigano sui motori. 
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Ma se argomenti in questo modo poi ti accusano di usare arti malefiche per “costringere” chi legge a darti ragione.
Quindi i lettori più astuti avranno capito perché mi agito tanto, per la faccenda relativa alla dinamica del disastro: cambia la classe del missile. E se il missile è a guida radar, come è indubitabile che sia, ed è di quelli piccoletti, allora non c’è niente da fare. E’ quello che fa sistema d’arma con il Mig 23 versione “Export”.
Se invece l’aereo si distrugge in quota allora il missile è di quelli grossi allora il potrebbe solo essere o francese (Matra 530), inglese (Skyflash), sovietico (Apex), ma soprattutto americano (Sparrow).
E quindi: Un povero proletario del terzo mondo……..

Voglio chiarire una cosa: io non ce l'ho ne con la Libia ne con il Colonnello Gheddafi.
Anzi, mi sta pure simpatico, perchè la sua rivoluzione cercava l'indipendenza politica ed economica dagli stranieri, e perchè è stato il primo leader arabo a lavorare seriamente per l'emancipazione femminile. E a dimostrazione di quanto il Colonnello sia diverso dagli altri leader arabi si rammenti che si è schierato subito contro l'integralismo di Bin Laden e soci, perchè (lo ha dichiarato lui) "ci riporterebbe al Califfato".
Insomma, secondo me, il modello vero di Gheddafi è più Ataturk che Nasser.
Certo il Colonnello ha un caratteraccio, ma è un leader che da trenta anni sta sulla scena mondiale e si fa rispettare.
E' uno su cui il giudizio definitivo lo darà la "storia", e non capita a molti.

Però se vogliamo dare credito al suo volo la notte di Ustica e al proditorio attacco degli “amerikani” bisogna che sui nastri radar qualche piccolo riscontro, almeno un microscopico indizio, lo troviamo. Se no tanto vale che buttiamo relitto e nastri radar nella spazzatura e facciamo l’inchiesta andando in giro a registrare i vari proclami politici sull’argomento.
Che è esattamente quello che molti pretendono.

Poichè stiamo "spigolando" in attesa che arrivi questa risposta sulla radaristica rientro su un altro argomento.
Come si ricorderà il primo lavoro, quello sui missili, era per la prima parte dedicato alla critica della Perizia Misiti, quella che concludeva "bomba nella toilette", soprattutto per quanto riguardava la pretesa dinamica del disastro (aereo che si distrugge nell'arco di 4/5 secondi)
Ci sono tornato poi con un'altra nota tecnica in cui, dopo aver sentito il radioastronomo, confermavo che le misure fatte con il radio-sole al tramonto non potevano essere precise, e che quindi la pretesa misura dell'errore dell'allineamento radar di 2,25^, ottenuta con questo sistema, era campata in aria. Che fosse stata "aggiustata" per rendere possibile la distruzione in quota altrimenti improponibile. Invece con l'errore angolare del radar il velivolo si avvicinava ai relitti di circa 7 Km e quindi era possibile (ignorando tutte le altre evidenze contrarie) fare i famosi calcoli matematici che dimostravano l'ipotesi della dinamica indicata dal Collegio Misiti.


Per cui si è preoccupato di contestare la mia contestazione l'Ing. Giubbolini (C.T. per la parte inquisita), con una critica serrata ma anche un po ironica, dicendo praticamente che ero un ignorante, che non capivo niente della materia, di andarmi ad "acculturare" etc. etc.
Così sono stato costretto a riesaminare tutta la questione (eh, mi aveva dato del somaro...), anche in relazione alla "selezione" dei plot del sole al tramonto a cui si accennava in perizia.
Infatti il Collegio Misiti faceva risalire la misura del disallineamento del radar rispetto al nord geografico all'esame dei falsi echi radar generati dal sole al tramonto, che danno la posizione del sole rispetto all'antenna del radar e quindi, conosciute le "effemeridi" (ora del tramonto) si ricavava il tutto.
Bene, non solo fanno la "selezione", perchè tagliano via gli ultimi 13 minuti di registrazione dei falsi plot generati dal sole al tramonto, ma fanno tramontare il sole cinque minuti prima. E ne consegue che se fosse giusto quello che sostengono l'antenna del radar dovrebbe stare, invece che sull'aereoporto di Fiumicino (dove in effetti sta), addirittura sui Monti Marsicani, nel Parco Nazionale d'Abruzzo.
Naturalmente ci faccio un'altra nota tecnica e la consegno all'Ufficio, ma o non l'hanno ricevuta o si è persa, perchè non ce ne è traccia da nessuna parte (però è pubblicata su internet e ve la potete andare a leggere)
Chi volesse verificare può fare come ho fatto io. Si prende il programma "Cybersky" (http://www.cybersky.com), mette dentro le coordinate geografiche dell'antenna del radar di Ciampino (antenna del radar Marconi sull'aereoporto di Fiumicino) (12^13’11" Long. E - 41^47’51" Lat. N) e potranno verificare che il 27/6/80 il sole è tramontato alle 18.50
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Fin da quando è cominciata la mia partecipazione all'inchiesta come CT è sorto il problema che io "non ero all'altezza" degli esperti di tutte le parti.
Non ero nemmeno laureato, come facevo a cimentarmi con persone di elevato spessore scientifico?
La cosa era considerata un'offesa, relativa alla mentalità di chi non ammette di doversi confrontare con chi non ha "titoli" pari suoi.
Al punto che una volta, esaminando i fori di scheggia rilevati sul relitto, uno di questo soloni mi fa: Lei che scuole ha fatto?
L'asilo, rispondo io. Allora lei ci vuole accusare .......
Vi risparmio il resto, e naturalmente non siamo potuti entrare nel merito del foro di scheggia, che poi era quello che gli interessava ottenere.
Insomma c'era gente convinta che dipendeva tutto dal piedistallo: più alto era e più l'enunciato era corretto.
Ma allora se Romeo avesse nominato CT il Papa vinceva lui, ha pure l'Infallibilità!

Battute a parte, io non mi sentivo affatto "non all'altezza". Avevo una preparazione diversa, questo si, tecnica piuttosto che scientifica. Ma proprio per questo, forse, in grado di distiguere quello che era "realistico" da quello che era spesso sono una enunciazione teorica, magari supportata matematicamente (con tutto il rispetto per i matematici, si rischia di fare la fine del pollo di Trilussa: la matematica ci dice che ne abbiamo mangiato uno a testa, ma in realtà qualcuno se ne è mangiati due e qualcuno niente)
Esempio: il radar è disallineato e il velivolo era 7 km a est rispetto alla posizione che si credeva.
Allora significa che "tutti" i velivoli venivano condotti da Ciampino con quell'errore: centinaia di voli al giorno per anni e anni. E' una fesseria, anche se la supporti matematicamente.
E continuamente, in tutta l'inchiesta, ritroveremo enunciati "teorici" che poi sono completamente inattendibili dal punto di vista "tecnico": i tubi di gomma che dovrebbero essere rimasti nelle camere di combustione a mille gradi senza bruciarsi, la scala anteriore che miracolosamente va a finire assieme ai motori, le migliaia di schegge che farebbero pesare la testata del missile qualche quintale, etc. etc.
A dire che l'elemento "tecnico" non ci stava proprio fuori posto.

E poi, insomma, ero cresciuto nell'ambiente della ricerca, venivano da mezzo mondo a farmi fare "il cuore" di esperienze che costavano centinaia di miliardi e che andavano montate al CERN o all'MIT o chissà dove. Ho sempre discusso di questioni tecniche con scienziati e ricercatori, e nessuno si offendeva. L'Esercito Italiano mi affidava la produzione di strumenti ottici per miliardi, e vi garantisco che gli ufficiali del servizio tecnico di Artiglieria (quelli che sulle mostrine hanno la testa della Medusa) sono capaci di giudicare se quello con cui discutono è "all'altezza" o un pesce lesso.... facevo le finestre per le centrali nucleari e i rivelatori di particelle per i palloni stratosferici...... ditte come la mia ce ne erano quattro in tutta europa (Gran Bretagna, Svizzera, Germania e, appunto, Italia)
Non vedo perchè avrei dovuto sentirmi "non all'altezza".
E infatti non mi ci sentivo.
 
 

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