Cap. III - e il Mig...
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Un Mig 23 MF dell'aviazione libica

In questo capitolo si descrive brevemente del rinvenimento del Mig libico in Calabria

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Il seggiolino eiettabile del Mig 23 esposto in un museo tedesco.
Come si vede il manichino indossa la tipica combinazione di volo dei piloti sovietici. In particolare è il casco che porta l'attacco del tubo dell'ossigeno, e quindi senza indossare questo tipo di casco non si può volare. Anche la tuta di volo appare essere quella caratteristica sovietica.
Si notano inoltre i vincoli per le gambe del pilota. In caso di eiezione quei due gambali hanno il compito di retrarre velocemente le gambe per evitare che esse .... restino nell'aereo mentre il pilota viene sparato via, mentre anche le cinture di vincolo si tendono "strizzando" il pilota sul seggiolino.
In sostanza casco e seggiolino trasformano il pilota in un tutt'uno "fisico" con l'aereo. All'atto dell'eiezione il pilota si mantiene un tutt'uno col seggiolino, mentre una carica esplosiva lo fa uscire dall'abitacolo e un razzo provvede ad innalzarlo alcune centinaia di metri sopra l'aereo. A questo punto pilota e seggiolino si separano rapidamente (ancora con una piccola carica esplosiva) e si apre il paracadute.
Quindi in un qualsiasi incidente aereo l'analisi dello stato del seggiolino diventa fondamentale per capire quello che è successo.
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Il cannone GSh da 23 mm a canne binate che equipaggia il Mig 23.
Secondo le testimonianze rese al processo, nel 2003, era rotolato sotto un cespuglio, per cui si concluse che il Mig ritrovato in Sila volava disarmato.
Per dare un'idea delle dimensioni, ognuno dei proiettili è all'incirca come le bottigliette della coca-cola.
 
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