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Fase4 - Il G8 

Da settimane si prevede (in alcuni casi si auspica) il Botto Finale (o la Bomba Atomica) che, esplodendo rumorosamente in occasione del G8, costringerebbe il premier alle dimissioni (una verifica di fiducia con "sfiducia"), o meglio ancora un "passo indietro" in virtù di Supremi Interessi nazionali, in attesa che emerga "La Verità".
Veramente il premier doveva arrivarci già politicamente azzoppato da un calo di consensi alle elezioni europee (un crollo di fiducia soprattutto nell'elettorato femminile), ma questo non è accaduto.
Fra l'altro questo Botto Finale è stato ipotizzato da autorevoli giornali stranieri oltre che italiani, il Presidente ha pubblicamente invitato a piantarla con le polemiche in vista del G8, quindi non stiamo dicendo niente di nuovo.

Quindi ci sarebbe da aspettarsi, in occasione del G8, un nuovo capitolo sullo stesso filone.
Ma che Botto Finale sarebbe?
La vicenda si ripete da due mesi, non ha avuto incidenza elettorale, tutti i premier stranieri hanno confermato la presenza all'Aquila, eventuali "congiurati" pronti a raccogliere l'eredità politica del premier sono ancora chiusi in un cipiglioso silenzio...
Ormai si aspetta il colpo d'ala capace di rovesciare la situazione, o tutto rientra fra sorrisi, dichiarazioni sul dovere di cronaca, attestazioni di stima, (insomma, vedi il caso Andreotti, tenuto a bagnomaria per sette anni per via della gita sulla Panda per baciare Totò Riina)
Un nuovo capitolo gossiparo sarebbe una cannonata a salve.
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Finora questa vicenda si è svolta secondo gli schemi canonici di qualsiasi operazione di disinformazione, l'Anticipazione, la Diffusione e la Reiterazione.
Le anticipazioni riguardano per lo più i giornalisti, che a loro volta cominciano a lasciar trasparire il prossimo "evento", la Diffusione è la "notizia" (il compleanno, i festini, le mignotte) e la Reiterazione è tutto il contorno e il seguito. Poi, quando l'attenzione scema si rinfocola con nuove anticipazioni e così via.
Abbiamo anche visto che questa operazione si basa su falsi (le foto falsificate) e testimonianze non verificabili (le registrazioni che non escono e quindi non possono essere controllate tecnicamente)
E qui ho una certa esperienza, in dieci anni di inchiesta su Ustica di queste operazioni ne avrò viste una decina, tutte studiate e analizzate a fondo. La produzione di patacche è la regola: quando sono stato chiamato al supplemento di perizia radaristica dopo un certo tempo è arrivato "l'ex" con tanto di documento Nato, col regolamentare timbro Top Secret e una fila di lettere e numeri che svelati dallo "ex" (esperto crittografo) mi svelava gran parte del mistero. Invece di scoprirlo io cosa c'era sui nastri radar me lo diceva lui, tutta la pappardella pronta (e organizzata da chissà chi), io dovevo solo gridarla ai quattro venti. (E' finito in galera)

Escluderei quindi un nuovo capitolo gossiparo, ma mantenendo saldi i fattori di base: falsi e testimonianze non verificabili.
Anticipazione, Diffusione e Reiterazione.
Sia chiaro che queste sono considerazioni personali, mi sto lanciando in una operazione mai tentata prima al mondo: anticipare una operazione di disinformazione prima che avvenga.
Però, visto che autorevoli media di livello internazionale si lanciano in articoli insultanti sull'Italia basandosi su foto falsificate e testimonianze non verificabili, seppure mi sbaglio non farò un gran peccato.
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Il protagonista della Fase4 dell'Operazione Sottoveste sarà "Pippo".
Pippo è il nome con cui gran parte degli appassionati di computer nomina le cartelle e i file di prova. E' facile ritrovarlo e appena si vede nel computer "Pippo" si individua qualcosa che si vuole tenere in evidenza per un dato scopo o momento, ma che deve poi essere eliminato.
Quindi "Pippo" loconosciamo in molti, è un vecchio amico, c'è addirittura un sito web intitolato a lui, www.pippo.com

Lo ritroviamo in una notiziola apparsa il 27 giugno sul Corriere della Sera, ma rilanciata da ADN-Kronos, ripresa da notiziari in rete (Virgilio Notizie), dall'Ansa etc.
E' una perfetta "Anticipazione" che è andata sotto gli occhi di tutti i giornalisti tramite le agenzie, e che si saranno chiesti come sia possibile che succedano queste cose etc...

Procura Inchiesta interna. Anche sconosciuti con nomi di fantasia (Pippo) sono tra gli 80 abilitati a entrare in ogni pc - Milano, visibili a tutti i segreti dei pm
Per un mese senza protezione la copia dei file nei computer dell' Antimafia Telecamere in ufficio Un giorno un pm trova il pc già acceso. Ma cimici e telecamere svelano che non c' è una talpa.

MILANO - Più lo si scopre e meno ci si crederebbe. Invece è vero. Per più di un mese, alla Procura di Milano, una copia dei dati dei computer della Direzione distrettuale antimafia (Dda) è rimasta su una delle «cartelle» aperte e condivise nella rete informatica giudiziaria milanese, senza protezioni e dunque visibile da uno qualunque dei 3.230 utenti complessivi. In più è emerso che, nel tempo, ben 80 utenti hanno acquisito e mantenuto le credenziali informatiche da amministratore di sistema, e quindi possono entrare in qualunque computer dei 3.230 utenti. Ma la cosa più incredibile è che 8 di questi utenti, in possesso del passe-partout di amministratore di sistema, nemmeno si sa più chi siano fisicamente: se ne conosce solo il nome di fantasia con il quale accedono al sistema (ad esempio, e non è una barzelletta, Pippo), in 5 casi addirittura essendo abilitati a farlo «in remoto», cioè a distanza. Sono le scoperte da brivido...
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Chiunque potrà produrre un documento falso dell'Antimafia (magari con numero di protocollo "vero", carta intestata vera...) e scriverci quello che gli pare, ad esempio che c'è una inchiesta segretissima dove il premier appare come il vice di Provenzano, o balle del genere.
E diffonderla col solito sistema delle foto falsificate e dei documenti (le registrazioni) non verificabili.

Il premier non potrebbe nemmeno smentire (e Pippo mica è lui), ma eventualmente dovrebbe smentire la DdA, o addirittura la Procura di Milano che dovrebbe fare una riservatissima inchiesta interna, che come si sa comporta azioni delicate e tempi lunghi per la verifica.
All'inizio non potrebbe far altro che trincerarsi dietro un doveroso "no comment" in attesa dei risultati dell'inchiesta, e immediate indagini solertemente avviate per identificare Pippo.

Nell'attesa che la Procura di Milano verifichi se veramente il premier è il capo della mafia (pardon, il vice) per motivi di "opportunità", con vero senso dello Stato e in omaggio ai Supremi Interessi, si dovrebbe dimettere.

Il documento dovrebbe essere diffuso da qualche giornale straniero di quelli che si sono distinti nell'Operazione Sottoveste (probabilmente sudamericano), sarebbe ripreso per dovere di cronaca dalla stampa europea e nazionale etc. etc.
E i premier del G8 si ritroverebbero a dover andare pubblicamente ad essere ricevuti dal potenziale vice capo della mafia.

Se succede lo fanno dimettere prima di mercoledi prossimo.
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Succede? Non succede? Non possiamo saperlo però questa come "Botto Finale" (o Bomba Atomica) mi sembra molto più verosimile di un nuovo capitolo del gossip.
Certo è che la situazione è perfetta per produrre qualsiasi documento falso da spendere per qualche giorno sui media
Alla fine eventualmente la colpa sarà di quel malvagio di Pippo.

Se la mia "intuizione investigativa" è giusta sarà assai difficile farla rientrare, perchè ormai è pianificata e se anche è basata su un documento fasullo sarebbe comunque efficace, basta che i prestigiosi giornali non si accorgano (o non suppongano) che sia fasullo, come per le immagini.
Il buco nel sistema informatico consente tutti i si dice, sembra, da fonti bene informate...

Quindi staremo a vedere che succede, attendiamo gli eventi.
 

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