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Da settimane si prevede (in alcuni casi si auspica) il Botto Finale (o la Bomba Atomica) che, esplodendo rumorosamente in occasione del G8, costringerebbe il premier alle dimissioni (una verifica di fiducia con "sfiducia"), o meglio ancora un "passo indietro" in virtù di Supremi Interessi nazionali, in attesa che emerga "La Verità". Veramente il premier doveva arrivarci già politicamente azzoppato da un calo di consensi alle elezioni europee (un crollo di fiducia soprattutto nell'elettorato femminile), ma questo non è accaduto. Fra l'altro questo Botto Finale è stato ipotizzato da autorevoli giornali stranieri oltre che italiani, il Presidente ha pubblicamente invitato a piantarla con le polemiche in vista del G8, quindi non stiamo dicendo niente di nuovo. Quindi ci sarebbe da aspettarsi, in occasione del G8, un nuovo capitolo
sullo stesso filone.
Finora questa vicenda si è svolta secondo gli schemi canonici
di qualsiasi operazione di disinformazione, l'Anticipazione, la Diffusione
e la Reiterazione.
Escluderei quindi un nuovo capitolo gossiparo, ma mantenendo saldi i
fattori di base: falsi e testimonianze non verificabili.
Il protagonista della Fase4 dell'Operazione Sottoveste sarà "Pippo".
Lo ritroviamo in una notiziola apparsa il 27 giugno sul Corriere
della Sera, ma rilanciata da ADN-Kronos,
ripresa da notiziari in rete (Virgilio
Notizie), dall'Ansa etc.
Procura Inchiesta interna. Anche sconosciuti con nomi di fantasia
(Pippo) sono tra gli 80 abilitati a entrare in ogni pc - Milano, visibili
a tutti i segreti dei pm
MILANO - Più lo si scopre e meno ci si crederebbe. Invece è
vero. Per più di un mese, alla Procura di Milano, una copia dei
dati dei computer della Direzione distrettuale antimafia (Dda) è
rimasta su una delle «cartelle» aperte e condivise nella rete
informatica giudiziaria milanese, senza protezioni e dunque visibile da
uno qualunque dei 3.230 utenti complessivi. In più è emerso
che, nel tempo, ben 80 utenti hanno acquisito e mantenuto le credenziali
informatiche da amministratore di sistema, e quindi possono entrare in
qualunque computer dei 3.230 utenti. Ma la cosa più incredibile
è che 8 di questi utenti, in possesso del passe-partout di
amministratore di sistema, nemmeno si sa più chi siano fisicamente:
se ne conosce solo il nome di fantasia con il quale accedono al sistema
(ad
esempio, e non è una barzelletta, Pippo), in 5 casi addirittura
essendo abilitati a farlo «in remoto», cioè a distanza.
Sono le scoperte da brivido...
Chiunque potrà produrre un documento falso dell'Antimafia (magari
con numero di protocollo "vero", carta intestata vera...) e scriverci quello
che gli pare, ad esempio che c'è una inchiesta segretissima dove
il premier appare come il vice di Provenzano, o balle del genere.
Il premier non potrebbe nemmeno smentire (e Pippo mica è lui),
ma eventualmente dovrebbe smentire la DdA, o addirittura la Procura di
Milano che dovrebbe fare una riservatissima inchiesta interna, che come
si sa comporta azioni delicate e tempi lunghi per la verifica.
Nell'attesa che la Procura di Milano verifichi se veramente il premier è il capo della mafia (pardon, il vice) per motivi di "opportunità", con vero senso dello Stato e in omaggio ai Supremi Interessi, si dovrebbe dimettere. Il documento dovrebbe essere diffuso da qualche giornale straniero di
quelli che si sono distinti nell'Operazione Sottoveste (probabilmente sudamericano),
sarebbe ripreso per dovere di cronaca dalla stampa europea e nazionale
etc. etc.
Se succede lo fanno dimettere prima di mercoledi prossimo.
Succede? Non succede? Non possiamo saperlo però questa come "Botto
Finale" (o Bomba Atomica) mi sembra molto più verosimile di un nuovo
capitolo del gossip.
Se la mia "intuizione investigativa" è giusta sarà assai
difficile farla rientrare, perchè ormai è pianificata e se
anche è basata su un documento fasullo sarebbe comunque efficace,
basta che i prestigiosi giornali non si accorgano (o non suppongano) che
sia fasullo, come per le immagini.
Quindi staremo a vedere che succede, attendiamo gli eventi.
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