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Fase1 - Noemi
Il caso nasce per la partecipazione del premier a una festa di compleanno di una ragazza diciottenne napoletana.
Dalle foto della festa pubblicate essa appare come uno dei tanti convivi ai quali un uomo politico può essere invitato a partecipare: festeggiata, genitori, nonni, amici, cuochi e camerieri, tutti a farsi immortalare insieme al capo del governo.

Ma immediatamente parte una campagna mediatica con centinaia di pagine sui giornali e ore di trasmissioni televisive.
Si ipotizza che il premier sia l'amante della ragazza, se ne "dimostra" la conoscenza pregressa con lei e la famiglia (sarebbe ovvio, nessuno va a feste di sconosciuti) e la questione viene dibattuta da direttori di giornale, conduttori televisivi, opinionisti, politici, in un crescendo mediatico con pochi predenti per il caso di un politico che partecipi a una festa privata.
Forse può ricordare la vicenda di Andreotti nell'ambito del suo processo per mafia, quando era accusato di aver mandato in regalo un piatto d'argento al matrimonio di una coppia siciliana con parenti in odor di mafia, o qualcosa del genere.

In questa prima fase all'inizio non mostra particolari che possano far pensare a un disegno preorganizzato, quanto piuttosto una storia banale su cui si montano noiosi aspetti pruriginosi.
L'affare Noemi causa però la reazione risentita della moglie del premier che annuncia il divorzio (e qui gli organizzatori dell'operazione segnano un bel punto).
Ma proprio questo primo "risultato" comincia a definire elementi di raffronto.

C'era stato il precedente della battuta pronunciata dal premier a gennaio 2007, "se non fossi già sposato la sposerei subito", indirizzata ad deputato Mara Carfagna nel corso di una serata per la consegna dei Telegatti. Questo determinò la reazione della moglie del premier che con una lettera a Repubblica chiese pubbliche scuse.
Successivamente, per le posizioni della Carfagna sui matrimoni gay divenne protagonista di feroci polemiche con la sinistra, ma con accuse di aver ottenuto la sua posizione poltica con favori sessuali al premier lanciate da persone di entrambe gli schieramenti (Boniver, Guzzanti padre, Guzzanti figlia) che finirono in querele. E che oltre alla reazione muliebre ebbero vastissima eco sulla stampa.

Quindi si può ipotizzare che la scelta di Noemi per avviare la prima fase dell'Operazione Sottoveste non sia stata casuale, ma risponda a precisi criteri e obiettivi.
Una donna adulta, seppur giovane, si sarebbe persa fra le molte che per motivi politici o professionali stanno continuamente nelle frequentazioni del marito, sarebbe mancato l'elemento di novità e di unicità del rapporto.
Una diciottenne invece mantiene questi elementi, permette di evocare situazioni torbide ed è il classico fattore che fa uscire una moglie fuori dai gangheri.

Ma, evidentemente, non poteva bastare un compleanno o a qualche presenza a convivi ufficiali del mondo della televisione.
Scegliendo Noemi probabilmente già si sapeva di poterla inserire in situazioni più evocative, le feste in Sardegna
 

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