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| Fase2 - Villa Certosa | ||
| Le foto di Villa Certosa appaiono appena la vicenda di Noemi sembra
smorzata.
"Rubate" da un fotografo sardo diventano il simbolo stesso di condotte scostumate, improntate ai più smodati costumi sessuali. E' qui che Noemi, da ragazza diciottenne acqua e sapone, viene "svelata" in un ambiente libertino, mescolando sapientemente date e circostanze. Le foto di Villa Certosa, come vederemo, raccordano le tre fasi dell'Operazione sottoveste (Noemi, Villa Certosa, Bari), e può prendere corpo l'ipotesi che si tratti di unico disegno. Due sono le immagini che "dimostrano" la pratica di costumi sessuali
licenziosi.
Ma le immagini, per quanto poco definite e di modeste dimensioni (qui trovate quelle scaricate da El Pais, le uniche pubbliche) sono comunque elementi tecnici, su cui si può fare una analisi tecnica, che permette di individuare eventuali manipolazioni e falsificazioni, e permette di individuare i punti di scatto delle stesse (è importantissimo per sapere se sono state scattate da dentro Villa Certosa o fuori dal muro perimetrale, e se scattate da punti diversi o da postazioni ricorrenti o fisse) In questo caso risulta in tutta evidenza che le due immagini su cui si costruisce la licenziosità dei costumi sono pesantemente falsificate, e c'è la concreta possibilità che siano state scattate da postazioni fisse, tutte da definire come mezzi di ripresa impiegati. La storia delle immagini Anche la storia di queste immagini è singolare e va ripercorsa.
Secondo quanto indicato in un esposto alla magistratura fatto dal premier
il 30/5/2009 una prima serie di immagini fu offerta da fotografo a Panorama
a dicembre 2008 (e quindi siamo a "dopo" la presenza di Topolanek e "prima"
della festa di capodanno)
Il 26 maggio 2009 il fotografo torna a Panorama ed offre altre immagini,
che dichiara interessanti per gli sviluppi dei recenti fatti di cronaca
(e quindi fa riferimento esplicito allo scandalo Noemi, che da un mese
imperversa sui media.
La tentata vendita delle immagini a Panorama sembra un tentativo non
riuscito per poter accusare il premier di averle fatte comprare per occultarle.
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| FOTO 1 - Maggio 2008
Questa foto non può essere stata presa col teleobiettivo da lontano.
E' stata presa da vicino (diciamo max 30/40 metri), quindi dall'interno
della villa.
Conclusioni:
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In fotografia, la profondità di campo nitido o semplicemente profondità di campo (abbreviato in PdC o DoF dall'inglese Depth of Field) è la distanza davanti e dietro al soggetto principale che appare nitida (a fuoco). Per ogni impostazione dell'obiettivo, c'è un'unica distanza a cui gli oggetti appaiono perfettamente a fuoco; la nitidezza diminuisce gradualmente in avanti (verso il fotografo) e indietro (in direzione opposta). Il "campo nitido" è quell'intervallo di distanze davanti e dietro
al soggetto in cui la sfocatura è impercettibile o comunque tollerabile;
la PdC si dice essere maggiore se questo intervallo è ampio e minore
se è ridotto. Per motivi legati all'angolo di incidenza dei raggi
luminosi, il campo nitido è sempre più esteso dietro al soggetto
a fuoco che davanti; più precisamente, la distanza perfettamente
a fuoco si trova grosso modo a un terzo del campo nitido, verso il fotografo.
Un punto al di fuori del campo nitido (sfocato) produce sulla pellicola
un circolo di confusione, il cui diametro cresce man mano che ci si allontana
dal campo nitido stesso.
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In questa immagine è possibile confrontare il medesimo oggetto
ripreso nelle stesse condizioni con un teleobiettivo da 300mm di focale
e un obiettivo da 70mm. Si varia solo l'apertura di diaframma " f ".
Notare che il teleobiettivo ha la funzione di avvicinare gli oggetti,
come un cannocchiale (vedere appunto in comparazione i due fotogrammi f/32
dove questo fenomeno si esalta)
Fin dall'esame della prima immagine dobbiamo presupporre che siano state
riprese con macchine elettroniche (macchina fotografica o telecamera che
sia) e non su pellicola.
Su questo presupposto per poter indicare se una immagine, comunque digitale, è ripresa con un teleobiettivo (cioè con un obiettivo a lunga focale, diciamo superiore a 100mm) o con un obiettivo "normale" dobbiamo esaminare gli effetti ottici che genera la diversa lunghezza focale.
- obiettivo da 300mm lo sfondo appare ingrandito, sfocato, e manca l'effetto
prospettico
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| FOTO 2 - Gennaio 2009
E' la stessa inquadratura della foto precedente, le stesse caratteristiche
e quindi lo stesso punto di scatto.
Conclusioni - La foto è stata presa da vicino, la stessa distanza della precedente, a sei mesi di distanza, e quindi si sostiene da una postazione fissa, probabilmente una telecamera di sorveglianza del sistema della villa o di altra telecamera occulta piazzata per sorvegliare la dependance e carpire le immagini. |
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| FOTO 3 - presumibilmente estate-autunno 2008
E' ancora una volta la stessa inquadratura, probabilmente è la
stessa telecamera che riprende immagini su un campo visivo più ampio,
da cui poi sono state ritagliate quelle che servono.
Ancora una volta la profondità di campo nega la possibilità
che sia stata presa col teleobiettivo.
Conclusioni - Anche questa immagine è stata fatta dalla stessa telecamera fissa, dall'interno della villa. |
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| FOTO 5 - Maggio 2008
Questa immagine, a differenza delle altre, appare presa da "lontano"
(a dire da una distanza sensibilmente maggiore)
"Una sequenza ne mostra due, bellissime, entrambe in topless che si
rinfrescano sotto il getto dell'acqua. I corpi sono così vicini
che sembra quasi si sovrappongano"
Il braccio della "bellissima" a destra è mascolino. Il torso
è mascolino. E l'accenno di capezzolo che si vede di profilo non
sempra proprio un seno femminile.
Conclusioni - E' un fotomontaggio, questi sono Topolanek e la moglie
che si fanno la doccia.
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| Alcuni elementi comuni ci permettono di definire l'edificio ripreso
in tutte queste immagini, e quindi di poter definire il punto di scatto
delle stesse.
- La piscina, che si vede nelle immagini 1 e 3 - Le pietre, che si vedono nelle immagini 1, 2 e 3 - La sedia, che unifica le immagini 1 e 5 - La pietra e la scala che si vede dietro le "ragazze" che fanno la doccia, immagine 5 Notare che l'immagine è presa da un punto più alto rispetto alla terrazza più alta della villa |
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| Questa è la stessa casa presa dall'alto e di giorno. Notare
che questa casa si trova sul confine del complesso, adiacente al muro di
cinta (che si vede in alto a destra)
Le foto 1, 2, 3 e 5 sono state scattate dallo stesso punto davanti alla piscina, e abbiamo detto da una distanza di 30/40 metri analizzando la profondità di campo delle immagini. |
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| Ecco il probabile punto di scatto, quel cantiere/deposito che si vede
sulla sinistra.
La distanza è appunto di circa 40 metri. Sembrerebbe un banale appostamento fotografico, dove il fotografo si sia affacciato sul muro di cinta. |
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| Ma se questa planimetria è giusta la casa si trova più
in alto rispetto al livello del cantiere, e quindi l'immagine in notturna
non può essere stata presa dallo stesso livello del cantiere, ma
da un punto sopraelevato all'interno dello stesso, di almeno una decina
di metri.
In questo caso ritorna l'ipotesi di una telecamera fissa piazzata su
un palo in grado di vedere all'interno della tenuta.
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| FOTO 4 - presumibilmente gennaio 2009.
Per scattare questa foto il nostro eroico fotografo doveva stare in
cima a un palo mascherato da gabbiano (o magari su un albero vestito da
passero)
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| FOTO 6 - estate imprecisata
Questa foto appare presa da "lontano" in quanto la definizione delle
piante davanti e dietro alle signore è praticamente la stessa e
non
c'è profondità di campo.
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| FOTO 7 - data imprecisata
Questa immagine è stata presa dallo stesso punto di scatto (notare i particolari A, B, D, E, ma in tempi completamente diversi, in quanto rispetto alla foto precedente c'è la ringhiera e manca il sedile in pietra (quello su cui sono appoggiati i cuscini) Conclusioni - un unico punto di scatto per due immagini riprese evidentemente
in tempi molto diversi. Quindi, anche in questo caso, si tratta di una
postazione di ripresa fissa.
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