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L'attacco coi Tomahwak
Poche ore (circa le 2:30 del giorno 5 aprile) dopo il presunto attacco chimico due cacciatorpediniere USA posizionati davanti alle coste siriane lanciavano una salva di 59 missili da crociera (Cruise) BGM-109 Tomahwak verso la base aereo siriana di Shayrat, da dove si sostiene sia partito l'attacco chimico.

Nella stessa giornata del 5 aprile un portavoce militare russo dichiarava che sulla base di Shayrat erano giunti 23 Tomahwak, degli altri 36 non sapeva niente.

Ma già nella stessa giornata del 5 aprile da parte USA si sosteneva, ufficiosamente, che almeo 58 Tomahwak avevano raggiunto il bersaglio.
Chi dice il vero?

La questione come vedremo ha implicazioni tattiche e strategiche, per cui dovremo esaminarla al meglio.
Come "prova" della distruzione della base siriana pubblicano questa immagine, dove si vedrebbero le distruzioni fatte dai Tomahwah (le macchie nere) ma lasciando questa deduzione alla fantasia del lettore.
Un classico: i lettori (o il giornalista poco accorto) sono impressionati dai bambini agonizzanti, vogliono la punizione del colpevole e si soffermano sulle macchie nere che la testimoniano, senza stare troppo a guardare le date.
Non funziona con tutti ma funziona con molti.



USA Today attribuisce l'immagine al Pentagono.



Il Dail Mail britannico "indirizza" la fantasia del lettore usando la stessa immagine. (clik per aprire l'immagine)



  Poichè l'immagine è del 7 ottobre 2016 non può avere niente a che fare con l'attacco del 5 aprile 2017, e le macchie nere che si vedono intorno agli edifici della base devono avere natura diversa dall'attacco dei Tomahwak.

Possiamo facilmente verificare (clik  per aprire le immagini)
Queste immagini sono state prese qualche giorno fa da Google Heart e sono del 19 novembre 2014, ognuno può andare a verificare.



Come si vede è praticamente identica a quella mandata da alcuni media occidentali e che vorrebbe indicare i colpi a segno.



Si vede un Mig23 siriano davanti a uno shelter (lo "shelter" è un ricovero di superficie per aerei)



Le "macchie nere" sono alberi, ombre di alberi o ombre di altri oggetti o edifici.





Poichè USA Today cita come fonte dell'immagine il "Pentagono" possiamo dire che il Pentagono, in possesso delle immagini satellitari scattate la mattina del 5 aprile sulla verticale della base siriana ha passato ai media una immagine del 7 ottobre 2016. Perchè?
Gli astutissimi media occidentali non si sono posti il dubbio, traendo "inconsapevolmente" in errore i lettori poco accorti: abbiamo colpito duro! Si vedono anche i segni delle esplosioni! Per tutti i 59 Tomahwak!

Una volta si chiamava "Disinformazia" (quando la faceva l'URSS), ora si chiama "Disinformation". E' più elegante.
Come stanno le cose lo vedremo poco più avanti.
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Il BGM-109 Tomahwak



Il Tomahwak è un piccolo missile da crociera (vola verso il suo target) portando una carica esplosiva convenzionale o nucleare.
Quando è stato creato era praticamente "non intercettabile" perchè volando a bassissima quota (30-100 metri) i radar di terra non lo vedevano e i radar aereoportati avevano una limitata capacità di "guardare sotto" (look down) e i caccia di "sparare sotto" (shoot down)
In Europa fu introdotto nel 1980 con la "Crisi degli Euromissili".

L'altra caratteristica del Tomahwak è la "precisione", può colpire con un errore di un metro dopo un volo di mille Km!
Nell'immagine il bersaglio è il cono rosso, in un test eseguito nel 2002.



Nell'immagine sotto si vede come il Tomahwak riesce ad esplodere sulla verticale di un caccia in un ricovero interrato, distruggendolo.



Il Tomahwak è un'arma micidiale in grado di colpire bersagli puntiformi a migliaia di km da punto di lancio.
Ma dal 1980 in poi nell'eterna lotta fra la Spada e lo Scudo anche quest'ultimo ha fatto enormi passi avanti. Se ne può difendere chi possiede la tecnologia al "Top", nei settori dell'aereonautica e della EW, Electronic Warfare.
E stavolta il Tomahwak sembra aver trovato pane per i suoi denti.

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La Spada e lo Scudo: Sukhoi e Guerra Elettronica

Il ragionamento è semplice e ovvio: gli USA hanno avvertito le autorità militari russe che avrebbero attaccato la base siriana di Shayrat con 2 ore di anticipo, per motivi "politici", ma questo certamente non significava che i siriani e i loro alleati russi non potevano difendersi.

I fattori in gioco erano due
- Da parte USA si voleva evitare la morte di militari russi, che avrebbe portato la tensione a livelli intollerabili.
- Da parte USA si confidava che comunque gli aggrediti non potevano sottrarsi all'attacco perchè il Tomahwak era ritenuto "non intercettabile"

Da parte russa invece sapendo che i Tomahwak sono "telearmi non pilotate" si sapeva che una reazione non avrebbe comportato la morte di militari americani, causa anche per loro di un livello di crisi intollerabile, ma solo una "battaglia tecnologica" dove confrontarsi con la principale arma convenzionale in mano agli USA.

Si sapeva da anni che l'accoppiata Sukhoi 34/35 etc (le varie versioni) e missile AA-10 Alamo poteva diventare un perfetto cacciatore di Tomahwak, come pure si sapeva di importanti progressi russi nella Guerra Elettronica (EW, Electronic Warfare) in funzione contraerea.
Ma mancava un "test" operativo per l'assenza di qualsivoglia occasione di confronto diretto USA-Russia. L'ultimo confronto fra i rispettivi sistemi d'arma può essere fatto risalire alla Guerra del Golfo contro Saddam Hussein nel 1991 dove i Tomahwak prevalsero nettamente (ma bisogna considerare che sempre l'URSS forniva ai paesi "amici" ma non "alleati" (quelli del Patto di Varsavia) sistemi d'arma meno performanti rispetto a quelli che possedeva e riservava per il Patto di Varsavia).

In sostanza con l'attacco del 5 aprile da una parte (USA) si voleva dimostrare che nessun paese alleato della Russia poteva opporsi a un attacco americano, dall'altra parte (Russia) dimostrare il contrario.

La "Proiezione di potenza" è la capacità di proiettare potenza (militare, economica, politica) verso un paese o una intera area geografica di interesse. Con l'attacco alla Siria si recuperava proiezione di potenza verso quei paesi che negli anni scorsi si erano riavvicinati alla Russia (Siria, Egitto, Libia, etc.
A sua volta la Russia dopo la crisi del Comunismo e l'arretramento dagli scenari internazionali aveva recuperato proiezione di potenza verso il Medio Oriente e il Nord Africa.

Con il coinvolgimento nella guerra siriana la Russia ha istituito una propria base aerea a Latakia dove sono schierati i migliori mezzi aerei che possiede, fra cui le varie versioni del Sukhoi e i missili Alamo, il video al link li descrive.

https://www.youtube.com/watch?v=LClZxTLWs1Y



Il Sukhoi è un aereo della "IV generazione" (F-18, Rafale, Thyphoon, Sukhoi) molto performante. E' dotato di un radar "look-down, shoot-down" (vedo sotto, sparo sotto) che può tenere sotto controllo 10 target e sparare contemporaneamente a 6.
Il missile aria-aria AA-10 Alamo può colpire bersagli che volano fra i 20 metri e i 27 Km, che viaggiano fino a 3.500 Km/h.
Il Tomahwak che vola fra i 50 e i 100 metri a 860 Km/h è un bersaglio perfetto, il Sukhoi incrocia a circa 10 Km di quota, avvista bersagli a 2/300 Km, si avvicina fino a circa 70 km e lo abbatte.
Il missile Alamo è quello a metà dell'ala.



Il sistema da Guerra Elettronica imbarcato, e che ha il compito di interferire con il sistema di guida dei Tomahwak deviandoli o inducendone l'autodistruzione. In questa immagine vediamo il pod da guerra elettronica russo SAP-518/SPS-171 sotto un Sukhoi 35.

Per la difesa di punto, la base aerea, c'è il sistema da guerra elettronica terrestre Krasukha-4 che vediamo nell'immagine. Esso ha il compito di disturbare il sistema di guida del Tomahwak e portarlo fuori bersaglio.
Poichè la caratteristica principale del Tomahwak è la "precisione" contro bersagli puntiformi una deviazione di soli 50/100 metri lo rende inefficace.



Nelle immagini un possibile schema di azione del Krashuka, che protegge l'edificio.





Nel video una presentazione di una azienda russa che produce sistemi da Guerra Elettronica.

Radio-Electronic Tech Group -- Радиоэлектронные технологии

https://www.youtube.com/watch?v=u3vQfh-QwwQ

Insomma non siamo più al tempo dei Cosacchi.

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Come sono andate le cose?

Pur facendo tutte le tare possibili è del tutto logico che i russi abbiano difeso il loro alleato siriano: avevano i mezzi per farlo, e non era necessario fare vittime americane, solo un contronto tecnologico.

A questo punto si è messa immediatamente in moto la macchina della propaganda.
- da un lato i russi sul vago, senza infierire su quella che sembra una vera e propria debacle del Tomahwak (contro di loro, la tecnologia militare russa, resta efficace verso chi non se ne può difendere*). 23 a bersaglio, 36 "smarriti", danni "minimi".
- dall'altro gli USA che lasciano intendere che i Tomahawk hanno colpito come al solito "Rapidi ed Invisibili", tutti e 59 a bersaglio.

Basterebbe avere le foto satellitari della mattina del 5 aprile per chiarire chi ha ragione, ci sono ma entrambi se le tengono ben strette.
Ma qualcosa scappa!

Clik per ingrandire



Questa è stata scattata da un satellite la mattina del 5 aprile (se fate una ricerca accurata su Google la trovate).
- si vedono gli impatti di 5 Tomahwak
- cerchio grande è lo shelter corazzato colpito in pieno già mostrato nei filmati, da dove ancora esce il fumo degli incendi (c'erano evidentemente all'interno sostanze combustibili)
- altri 4 punti di impatto da dove non esce fumo.
- in alto a sinistra fumo probabilmente causato da altri due impatti ma fuori dell'area della base.
- piste intatte (dovrebbero essere uno dei bersagli principali e incapacitare l'operatività della base)

Conclusione: 1 solo target distrutto su 59 missili Tomahwak. Diciamo che i 23 accredidati dal portavoce russo vanno presi molto alla larga. Appunto per "non infierire".

Il 20 giugno 1944 nella Battaglia delle isole Marianne i caccia "Zero" giapponesi, abituati a combattere in superiorità tecnologica, non sapevano che si sarebbero trovati di fronte i nuovi "Hellcat" americani. Persero 395 aerei su 680 impiegati, e la battaglia passò alla storia come "il tiro al tacchino delle Marianne".
Qui sembra sia andata peggio.

Naturalmente ho chiesto a Digital Globe questa e le immagini "sorelle", senza finora avere risposta. Forse se le è comprate tutte il Pentagono.

La soluzione della questione è pubblicare le immagini satellitari vere, non quelle dell'anno prima.
In sostanza, come al solito: aprire i cassetti.

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