Il rapporto Piroli (Parte 2)

testata

L'esclusione degli esperti italiani dalla perizia balistica.

CC-RACIS

Prima di procedere oltre, è bene ricordare e tenere nella giusta evidenza che il Maggiore Luca Flebus ed il Maggiore Paolo Fratini, i due esperti balistici del RIS dei Carabinieri, inviati nel Kerala per partecipare insieme ai loro omologhi indiani all'analisi balistica che si ipotizzava congiunta, furono ammessi solo come osservatori ed esclusivamente alle prove di sparo. (circostanza confermata da diverse ed autorevoli dichiarazioni - [1] [2] [3] )

Che abbiano assistito alle prove di sparo è del tutto ininfluente ai fini di garantire la correttezza dei risultati della perizia balistica e dell'indagine nel suo complesso.

L'aver impedito ai due esperti italiani di prendere parte proprio agli esami di comparazione tra i proiettili che escono dalle prove di sparo e i referti provenienti dalle vittime e dall'imbarcazione, lascia non pochi dubbi sulla correttezza e sulla trasparenza con cui si vanno formandosi in India le prove a carico dei nostri militari.

Passaggi che hanno caratterizzato la vicenda della "perizia balistica indiana"

SEQUESTRATE LE ARMI

26 feb 2012

Al termine di una perquisizione durata due giorni a bordo della Enrica Lexie la polizia sbarca quattro casse di materiale. Pistole e fucili d'assalto Beretta, mitragliatrici Minimì, migliaia di munizioni, e altre dotazioni. L'intero arsenale del team militare italiano finisce in mano alla polizia del Kerala.

sequestro armi

(Sarà trasferito a Delhi solo dopo la pronuncia della Suprema Corte (18 gennaio 2013) che sentenzia la mancanza di giurisdizione dello Stato del Kerala sul caso.)

linkindia linkitalia

CALIBRO DIVERSO

4 mar 2012

La stampa riportando le dichiarazioni del Prof. K.Sasikala, che ha effettuato l'autopsia sulle due vittime descrive i proiettili estratti dai corpi. Misure incompatibili con i proiettili impiegati dai militari italiani, verosimilmente un proiettile russo calibro 7.62x54R

autopsia sasikala

(da un video Mathrubhumi)

link la sezione del sito dedicata

ARMA MANCANTE

4 apr 2012

missing rifle

Secondo il Times of India, gli investigatori "sospettano che una delle armi in dotazione ai militari debba essere ancora sequestrata" - "l'arma usata da uno dei marò non è fra le sette sequestrate a bordo della nave".

Con questa tesi gli inquirenti giustificano la discrepanza emersa durante le perizia sulle armi sequestrate sulla petroliera italiana e i proiettili recuperati nei cadaveri dei pescatori uccisi. Si viene anche a sapere che alcuni giorni prima, il 30 marzo 2012, la polizia era tornata a bordo della nave, per interrogare gli altri quattro marò rimasti a bordo in particolare ai quattro marò sono stati chiesti particolari riguardanti le matricole e la descrizione delle armi a disposizione.

linkitalia

Giulio Terzi nella trasmissione IN ONDA (La7) il 6 aprile 2013
intervistato circa il "rapporto Piroli" rivela interessanti retroscena riguardo l'arma mancante

ARMA INESISTENTE

10 apr 2012

Beretta ARX160

In un rapporto consegnato dal FSL (Forensic Sciences Laboratory) ai giudici indiani e al commissario di polizia che conduce le indagini si afferma che a sparare sono stati due fucili BERETTA ARX-160. Un fucile sperimentale che NON è in dotazione agli uomini sulla Enrica Lexie, di conseguenza neanche tra quelle sequestrate a bordo.

Per quale motivo si parla ora di un arma che tutti sanno "inesistente" sulla scena che si sta investigando?

L'ARX-160 è un'arma molto innovativa, tra le altre ha una specifica particolarità: impiegato normalmente in calibro 5.56x45 NATO, prevede il "cambio rapido di calibro". Sostituendo la canna e poche altre parti, permette di sparare anche cartucce in calibro 7.62x39 (le cartucce dei kalashnikov russi).

Non per infierire ... ma di proiettili 7.62 russi non avevamo già parlato qualche riga più su?

linkindia linkitalia

FALSA PERIZIA

14 apr 2012

Sfuggendo al segreto istruttorio indiano la cosidetta "perizia balistica", un documento di 36 pagine, "arriva in possesso" del corrispondente RAI di New Delhi che, annunciato in voce e in grafica come si trattasse di uno scoop epocale ne esibisce alcuni stralci nei vari TG nazionali.

tg1 14.04.12

In realtà quello che viene mostrato appare solo un lungo elenco di referti. Nulla che ricordi per forma e contenuti anche solo vagamente una perizia. Nel commento che la accompagna solo banalità mescolate ad ovvietà, del tipo: "...il risultato del test" annuncia l'inviato "al punto 3, le munizioni ordinarie e traccianti nel caso in questione sono munizioni calibro cinque-cinque-sei, prodotte in Italia ...".

Ovvio siano italiane. Sono quelle sequestrate dalla polizia a bordo della Enrica Lexie, appena esplose all'interno del laboratorio nel corso delle "prove di sparo".

Definita eufemisticamente "inaffidabile" da diversi autorevoli soggetti. Il sottoscritto vi ha rilevato, almeno per le parti trasmesse in video delle correzioni assimilabili a falsificazioni.

resto del carlinoil giornale

Tesi che ha ricevuto per altro ampia eco nazionale, anche in RAI.

RAINews24 del 19 aprile 2012

Tesi mai smentita.

link la sezione del sito dedicata

ARMI SBAGLIATE

11 mag 2012

Piroli a Neendakara

L'Ammiraglio di Divisione Piroli a Neendakara
Sopralluogo al peschereccio St.Antony (video Venadnews)

L'Ammiraglio Piroli dall'India redige un rapporto (tenuto riservato per quasi un anno) nel quale riporta tra le altre cose "per completezza di informazione" le conclusioni della perizia balistica che gli viene esibita, sottolineando che sono "i risultati cui sarebbero giunte le autorità indiane" da cui lo stesso Piroli prende le dovute distanze:

"Qualora dovessero essere confermati i risultati ottenuti dalle prove indiane o se, a seguito di ulteriore attività forense riconosciuta anche dalla parte italiana, si riscontrasse l'attribuibilità dei colpi ai militari italiani ...".

La perizia indiana ovviamente conferma: con un gioco di prestigio il risultato "altamente probabile", che in termini legali non significa nulla, diventa "certezza" ovvero colpevolezza: sono stati i militari italiani a colpire il St.Antony e il suo equipaggio; indicando con precisione anche quali fucili hanno sparato: quelli di Andronico e Voglino ... quelli sbagliati.

 

Conclusioni:

A questo punto, la domanda fondamentale dell'ipotesi a cui stiamo cercando di dare risposta è: ma i proiettili ottenuti dai sei fucili nelle prove di sparo e che al termine dell'analisi balistica hanno permesso di determinare con certezza che a sparare ed uccidere sono stati i fucili di Andronico e Voglino ... Con cosa sono stati comparati?

Naturalmente non ho la risposta, solo dei timori espressi in tempi non sospetti.

 

La diffusione del rapporto dell'Ammiraglio Piroli, che certamente ha assolto l'incarico al meglio delle sue possibilità e con le migliori intenzioni, finisce con l'andare ad ingrossare il fiume delle "dichiarazioni" di funzionari governativi che parlano genericamente di "probabilità" e "compatibilità", degli "annunci" televisivi dei politici keraliani che garantiscono condanne esemplari con evidenze a "prova di proiettile", delle indiscrezioni stampa e delle "fugaci" periodiche riproposizioni di documenti vari, più o meno "riservati".

La garanzia che l'indagine sta procedendo nella massima correttezza offerta dalla sbandierata "mera presenza" degli "esperti italiani" dell'Arma dei Carabinieri alle prime fasi della perizia, sempre omettendo di ricordarne i pesanti vincoli operativi e sopratutto le circostanze e i motivi per cui hanno deciso di rientrare in Italia prima del termine delle analisi, da cui erano esclusi.

Ad oltre due anni dall'incidente, con due distinte indagini ormai concluse (Polizia del Kerala, NIA), non una sola evidenza "probatoria", non un solo elemento tecnico inoppugnabile è stato sino ad oggi reso pubblico (autopsie, rilievi, perizie, tracciati ... testimonianze).

  1. Perchè limitarsi a proclamare le prove senza mostrarle?
  2. Perchè impedire o limitare l'accesso e la diffusione degli atti processuali?

Nel processo penale le evidenze di colpevolezza vanno esibite e la difesa ha diritto di verificarle per mezzo dei suoi Consulenti Tecnici. Per farlo devono avere accesso agli atti processuali e ai reperti, con la facoltà di effettuare nuove analisi non distruttive.

link doc atto parlamentare sull'argomento

Stà agli inquirenti indiani dimostrare la "prova contraria", semprechè non vogliano comminare una condanna nonostante questa e tante altre magagne che emergono ad una semplice analisi tecnica dei fatti.

Nemmeno troppo sofisticata, occorre precisare.

Potrei essere più accurato disponendo degli atti processuali, se non fossero accuratamente tenuti segreti.

Proprio di questo anomalo modus-operandi si nutre e prospera la convinzione che l'ipotesi della creazione di prove false è possibile, reale, concreta.

Ipotesi che permette un percorso logico, supportato da indizi e dati di fatto:

Ci sarebbero altre evidenze sia tecniche che procedurali a sostegno di questa ipotesi, ma non è il caso di dilungarci oltre. Semmai se ne parlerà in seguito.

Un semplice percorso d'analisi basata sulle evidenze del "rapporto Piroli" ci porta a concludere che l'ipotesi di una fabbricazione di prove a carico false sia prevalente rispetto alle altre e che debba essere ulteriormente indagata.

Si basa sull'evidenza che le Autorità inquirenti del Kerala "non conoscessero" le singole attribuzioni dei numeri di matricola dei fucili. Altrimenti esse stesse avrebbero scagionato dall'accusa di omicidio Latorre e Girone e incriminato Andronico e Voglino.

Quindi "fino a prova contraria" nessun tribunale potrebbe condannare Latorre e Girone in presenza di questa evidenza a favore della loro innocenza.

E sono le stesse Autorità indiane a certificare che i proiettili repertati sulle salme e nel peschereccio St.Antony provenivano dai fucili in dotazione ad Andronico e Voglino.

Ancora una volta si deve rimarcare che la responsabilità dell'impossibilità di verificare l'esistenza e l'attendibilità delle dichiarate "prove a carico" contro Latorre e Girone, è imputabile unicamente alle autorità inquirenti del Kerala per compimento di atti irripetibili, ottenuti con la mancata custodia e il conseguente affondamento del peschereccio St.Antony, come da me già indicato nell'Esposto presentato alla Procura del Tribunale di Roma lo scorso 13 marzo 2013.

il peschereccio affondato

Il rapporto Piroli, con i "fucili scambiati", pone un altro macigno sull'attendibilità dell'impianto accusatorio prodotto dalle Autorità inquirenti del Kerala (del resto già smentito dalla stessa Procura Federale indiana, che ha chiesto ad un'altra Agenzia investigativa federale (la NIA) di ripetere le indagini ripartendo da zero).

Naturalmente, se "ripartire da zero" per gli inquirenti indiani significasse riprendere le indagini fatte in Kerala riscrivendole su una nuova carta intestata saremmo punto e a capo.

In alternativa, se a smentire l'ipotesi dovesse emergere al contrario che le Autorità indiane "conoscevano" le singole attribuzioni dei numeri di matricola dei fucili, posto anche che la circostanza era a conoscenza delle Autorità italiane almeno fin dal 11 maggio 2012, si apre una evidenza ben più grave dell'ipotesi di inquirenti in malafede che si fabbricano le prove a carico, come ognuno può ben percepire.

Ovviamente non è compito dell'analisi tecnica giudiziaria entrare nel merito di una cosa del genere, che appare troppo grave per essere considerata nell'ambito di questa breve disamina.

Piroli in India

[da sinistra: il Console Cutillo, gli Ammiragli Favre e Piroli, il Commissario Ajith Kumar]

l'opinione

Il lavoro di analisi dimostra l'innocenza di due cittadini italiani. Puo' essere confutato, discusso vivisezionato e ritenuto poco credibile, anche se abbiamo studiato a lungo la cosa e siamo in grado di ribattere. Ma il silenzio si spiega anche con il fastidio di tanta parte dell'informazione verso chi ha fatto il lavoro che sarebbe stato compito di un giornalismo rigoroso e senza pregiudizi...

Ma e' una battaglia, la nostra, che continua. Vi chiedo di aiutarci a diffonderla. Comunque vada, non molliamo.
                          (Toni Capuozzo)

cerca nel sito

seguimi su

facebook badge