I Fatti

MT Enrica Lexie

La motonave italiana "Enrica Lexie" (104255 t.)

Il giorno 15/2/2012, fra le ore 16 e le 17 locali, la petroliera italiana Enrica Lexie, che viaggiava a oltre 20 miglia dalla costa indiana dello Stato del Kerala, direzione 330°, velocità 14 nodi, veniva avvicinata da una imbarcazione con modalità giudicate "aggressive".

il rapporto Latorre
Il testo del rapporto inviato dai militari italiani (da IL GIORNALE)

Detta imbarcazione veniva avvistata dal radar di bordo già a 2,8 NM (miglia nautiche) dalla Enrica Lexie, veniva dato l'allarme, si aumentava la velocità ma constatato che l'imbarcazione non desisteva dalla sua manovra di avvicinamento, interveniva il personale militare che sparando alcuni colpi in acqua (a 500 metri, 300 e 100 metri), dissuadeva le persone a bordo della piccola imbarcazione a proseguire l'avvicinamento.

L'imbarcazione si allontanava, e dalle testimonianze dei militari, che descrivevano il natante come di colore blu e lungo circa 12 metri, nessuno era stato colpito.

link Il testo del rapporto latorre

Il comandate della Enrica Lexie avvertiva il responsabile della società armatrice a Napoli che provvedeva ad informare la magistratura italiana, secondo le regole internazionali viaggiando la Enrica Lexie in acque internazionali (il cui limite è a 12 miglia dalla costa)

Circa alle 18:20 locali la Enrica Lexie veniva contattata dal comando della Guardia Costiera indiana a Mumbaym che dichiarava di aver avuto notizia di una aggressione, e di aver arrestato dei pescatori armati, e quindi richiesta di rientrare nel porto di Kochi, a motivo di identificare gli autori dell'aggressione.

Dopo essersi consultato con i responsabili italiani (Min. della Difesa e degli Esteri), su decisione dell'armatore, il comandante della Enrica Lexie alle ore 19:15 locali invertiva la rotta e giungeva nel porto di Kochi alle ore 23 circa.

l'arresto dei marò
L'arresto dei militari italiani nel porto di Kochi - 19 febbraio 2012

Successivamente i due militari italiani che avevano aperto il fuoco venivano arrestati con l'accusa di omicidio nei confronti di due marinai del peschereccio indiano "St.Antony".

l'opinione

Il lavoro di analisi dimostra l'innocenza di due cittadini italiani. Puo' essere confutato, discusso vivisezionato e ritenuto poco credibile, anche se abbiamo studiato a lungo la cosa e siamo in grado di ribattere. Ma il silenzio si spiega anche con il fastidio di tanta parte dell'informazione verso chi ha fatto il lavoro che sarebbe stato compito di un giornalismo rigoroso e senza pregiudizi...

Ma e' una battaglia, la nostra, che continua. Vi chiedo di aiutarci a diffonderla. Comunque vada, non molliamo.
                          (Toni Capuozzo)

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