La Balistica (Parte 2)

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La seconda indicazione indiana, la "circonferenza 24"

Riporto il brano da un articolo di Giuseppe Sarcina dal Corriere della Sera del 4 marzo 2012, relativo all'autopsia di una delle vittime e alla repertazione del proiettile ritenuto.

Anche la lettura diretta dell' autopsia eseguita il 16 febbraio sul cadavere di Valentine lascia perplessi. Il documento (consultato grazie a una fonte indiana) contiene due passaggi interessanti, ma che sembrano difficilmente conciliabili tra loro. Primo punto: si legge che i proiettili hanno seguito una traiettoria dall'alto verso il basso (e questo potrebbe essere compatibile con un tiro a distanza dalla monumentale Lexie verso il peschereccio di nove metri). Secondo: il referto, firmato da K. Sasikala, professore di Medicina e Chirurgia legale a Trivandrum, sostiene che il «proiettile metallico a punta» ritrovato nel cranio del pescatore misura «3,1 centimetri di lunghezza», «due centimetri di circonferenza sulla punta» e «2,4 sopra la base». Secondo esperti balistici consultati in Italia, queste dimensioni farebbero pensare a un calibro più grande rispetto al 5,56 usato dalla Nato (e quindi dai marò). Ma gli stessi tecnici avvertono che un proiettile del genere avrebbe avuto effetti molto più devastanti sulla testa di Valentine rispetto a quelli riscontrati dall' autopsia, a meno che il colpo non fosse partito a una distanza di 1.000-1.500 metri (ipotesi per ora non considerata dalle indagini). Come si vede, per quanti sforzi si possano fare, senza la prova balistica non se ne esce.

link doc tratto dal "Corriere della Sera"

Ad una prima lettura sembra che il Prof. Sasikala ci stia indicando una enorme proiettile di 24 mm, come questo:

calibro .950

In alto il 5,56 NATO in dotazione ai nostri militari, in basso il potentissimo calibro .950. Un cannone!

Impensabile che possa essere stato ritenuto nella testa della povera vittima.

autopsia

Trivandrum 16 feb. 2012 - L'autopsia di
una delle vittime effettuata da Sasikala

Quindi le repertazioni del Prof. Sasikala devono essere considerate inattendibili?

E' necessario valutarle meglio, perchè c'è qualcosa che ci sta sfuggendo.

Il Prof. Sasikala che esegue l'autopsia è ovviamente un anatomopatologo, non un esperto balistico, e usa parametri di misura che gli sono propri. Ma poiché stiamo "indagando" dovremo prendere in considerazione tutti i possibili spunti investigativi. (la prima dote dell'investigatore è la pazienza)

Rileggiamo: - "il referto, firmato da K. Sasikala, professore di Medicina e Chirurgia legale a Trivandrum, sostiene che il «proiettile metallico a punta» ritrovato nel cranio del pescatore misura «3,1 centimetri di lunghezza», «due centimetri di circonferenza sulla punta» e «2,4 sopra la base".

La "circonferenza", non il diametro.

Partendo dal dato della circonferenza del proiettile (C=24mm) è facile calcolare il suo calibro, applicando la formula d=C/π

Quindi il diametro del nostro proiettile sarà: ±7,64 mm; che può identificarsi facilmente con un calibro nominale di 7,62 mm., calibro utilizzato nelle sue numerose varianti sia dalla NATO che dal blocco orientale ex-URSS come pure nel resto del pianeta. Impiegato tra l'altro in gran parte degli oltre 175 Ml. di fucili Kalashnikov-AK47 e suoi derivati.

In sostanza il Prof. Sasikala ci sta descrivendo una classica pallottola di fucile cal. 7,62. Il calibro del proiettile esce dall'autopsia fatta dall'anatomopatologo Prof. Sasikala incaricato dalla magistratura indiana scagiona completamente i nostri militari che non hanno a bordo armi in quel calibro.

A questo punto, desunto il calibro possiamo incrociare questo dato con quello relativo alla lunghezza del proiettile dichiarato dal medico forense, 3,1 cm. ovvero 31 mm.

  1. Delle cartucce in dotazione ai nostri militari conosciamo marca e modello, compare sui verbali di sequestro che ci sono stati mostrati nei telegiornali nazionali (vedi sezione: "La balistica indiana"), Sono cartucce GFL (Fiocchi) ordinarie e SMI traccianti, hanno ogive lunghe 23 mm. le prime (M855) e 23.1 mm. le seconde (M196).

    Un proiettile di 23 mm. dopo un impatto, ci aspettiamo possa presentarsi più corto, difficile pensare possa allungarsi fino ad apparire lungo 31 mm.

dimensioni ogive

La cartuccia 7,62x54R

Esaminiamo una possibile colpevole, la cartuccia ex Urss 7,62x54R. La "palla" più comune risulta lunga 32,5 mm, 1,5 millimetri in più della misura indicata dal Prof. Sasikala.

Questa cartuccia progettata ai primi del '900 è stata utilizzata in passato da diverse armi. In tempi recenti è utilizzata ad esempio per il fucile di precisione sovietico SVD-Dragunov prodotto anche in Iran, Cina e India.

dragunov SVD

E dalla mitragliatrice di fabbricazione sovietica tipo "PK", di cui esiste sia una versione migliorata (PKM) che una versione cinese (Type 80).

PK-PKM

Questa mitragliatrice è impiegata ad esempio sul barchino "Arrow Boat"della marina dello Sri Lanka.

arrow boat 1

Questo barchino progettato e costruito nello Sri Lanka durante la guerra civile Tamil viene oggi usato proprio per il controllo delle acque territoriali e la repressione della pesca illegale.

arrow boat 2

E' sicuramente uno dei protagonisti degli scontri coi pescatori indiani che sconfinano nelle acque territoriali dello Sri Lanka nell'area meridionale dello Stretto di Palk.

Esiste un sito web dedicato a questa mattanza dei pescatori indiani: "Save Tamil Nadu Fishermen". Trent'anni di dispute con oltre cinquecento vittime indiane un alto numero di feriti, pescatori arrestati e pescherecci danneggiati, affondati e sequestrati.

arrow boat 3

Le dotazioni di un "Arrow Boat" prevedono:

arrow boat 4

pirata somalo con pkm

Pirata somalo armato di PKM

Naturalmente questa è solo una probabile ipotesi supportata dai dati in nostro possesso e ragionando sul munizionamento standard che costituisce la dotazione dei reparti militari ..."regolari".

La disponibilità di armi delle organizzazioni criminali internazionali è enorme, la varietà di munizioni disponibili sul mercato pressochè infinita. Esistono decine di "palle" diverse che possono corrispondere a quella cal. 7,62 estratta durante l'autopsia.

Oltre alle dimensioni quindi occorrerebbe approfondire la composizione del metallo e una quantità di altri non meno importanti aspetti.

Sarà compito dei periti balistici che hanno il proiettile repertato a disposizione dichiarare a quale cartuccia appartiene.

Ribadisco, a noi basta sapere che i due militari italiani avevano in dotazione unicamente il calibro 5,56 mm. sia sui 6 fucili Beretta SC 70/90 sia sulle due mitragliatrici FN Minimi.

Un'ultima osservazione a conforto della soluzione evidenziata possiamo farla con un esame visivo di uno dei corpi delle vittime, dove in un filmato presente su Youtube (minutaggio: 1'40"-1'44"), durante lo sbarco (la salma ha ancora addosso la coperta che lo ricopriva sull'imbarcazione) durante una sommaria ricognizione delle vittime per un breve momento si vede il foro d'entrata lasciato dal proiettile.

A me pare evidente che non si tratta di un forellino da calibro 5,56mm, ma quello di un proiettile molto più grosso.

La terza indicazione indiana: la "compatibilità delle rigature"

(da LA STAMPA del 10 aprile 2012)
Marò, per la perizia armi compatibili
"Quei fucili hanno ucciso i pescatori"

[...]
Parlando telefonicamente all’ANSA, la responsabile del dipartimento di balistica N.G. Nisha ha confermato i risultati delle prove condotte su otto armi (oltre ai sei fucili Beretta, due mitragliette FN Minimi di fabbricazione belga) e precisato che il rapporto sui test di tiro, la balistica e le impronte digitali è stato consegnato al magistrato. «Dopo aver esaminato i proiettili recuperati dai cadaveri delle vittime abbiamo stabilito che sono compatibili con le rigature delle canne di due fucili», ha detto.

link doc tratto da "La Stampa"

Poichè, come nei casi precedenti, viene citato il nome di un funzionario indiano (e quindi l'informazione ha carattere di ufficialità, e infatti è stata ripresa dai media di mezzo mondo come "la prova" della responsabilità dei marinai italiani, è doveroso analizzare le dichiarazioni della Dott.ssa N.G. Nisha.

«Dopo aver esaminato i proiettili recuperati dai cadaveri delle vittime abbiamo stabilito che sono compatibili con le rigature delle canne di due fucili»

Le "rigature" sono i segni impressi dalla canna sui proiettili nel momento in cui questi la attraversano.

effetti della rigatura

Come si vede la "rigatura" ha un andamento elicoidale, e serve ad imprimere al proiettile un moto rotatorio sull'asse longitudinale che lo stabilizza per effetto giroscopico.

Quindi apparentemente le dichiarazioni della Dott.ssa N.G. Nisha lasciano supporre al lettore poco esperto di balistica che avendo rilevato una "compatibilità della rigatura" si sia identificato il proiettile repertato nel corpo della vittima come sparato da uno dei due fucili in dotazione ai militari italiani.

Ma questa è una deduzione fatta dal lettore, è "immaginifica"!

Però su questa induzione all'immaginazione qualche miliardo di persone si è convinta della responsabilità dei militari italiani. C'è anche la prova!

Per cui dopo aver analizzato il "calibro .54" e la "circonferenza 24" dovremo necessariamente analizzare anche la "compatibilità della rigatura"

Poichè la rigatura elicoidale della canna provvede ad imprimere al proiettile una rotazione con funzioni stabilizzanti la velocità di rotazione impressa al proiettile sarà diversa secondo le caratteristiche del proiettile e dell'arma che lo spara.

La rigatura della canna avrà quindi un "passo", che sta ad indicare la "lunghezza dell'elica", cioè la distanza sulla quale il proiettile attraversando la canna compie 1 giro (ad esempio dire passo 1:10 significa che il proiettile compie un giro di 360^ su una lunghezza di 10 pollici (254 mm).

Dalla tabella seguente (tratta dalla rivista Tiro Pratico) si può facilmente rilevare che uno stesso proiettile (qui prendiamo ad esempio il .223 Remington, versione civile del 5.56x45 NATO in dotazione ai nostri militari) può essere sparato con canne di fucile a diverso passo, e quindi con diversa rigatura.

passo canne 1

Ma allo stesso modo possiamo verificare nella tabella seguente che proiettili di calibro diverso (ad esempio il .223 Remington, versione civile del 5.56x45 NATO, e il .308 Winchester versione civile del 7.62x51 NATO) possono essere sparati da canne di fucile che hanno lo stesso passo, e quindi la stessa rigatura.

passo canne 2

Osservando l'immagine seguente possiamo dire trovando lo stesso passo di rigatura 1:12 sul proiettile in alto (5.56x45 NATO) e sul proiettile in basso (7.62x51 NATO) che "compatibilmente" sono stati sparati dalla stessa arma nonostante abbiano un calibro completamente diverso?

5,56 e 7,62

Questo per dire che una informazione corretta non deve limitarsi a fornire fumose indicazioni sulla "compatibilità delle rigature", ma indicare le misure del proiettile, calibro e lunghezza (poi volendo essere professionali magari il peso in grani, la cartuccia che lo spara) etc. etc.

Il risultato finale di un esame balistico deve dimostrare o meno la corrispondenza di un proiettile ad un arma. La compatibilità è un concetto processualmente privo di significato, buono al massimo per le indiscrezioni giornalistiche di propaganda.

campionario di proiettili

Beretta SC 70/90 o ARX 160?

Oltre alla "compatibilità delle rigature" tra le armi sequestrate ai militari italiani e i proiettili rinvenuti, le Autorità indiane ci indicano anche marca e modello dei fucili che avrebbero esploso i colpi mortali. Si tratta certamente di fucili Beretta ARX 160, lo attesterebbe il laboratorio di scienze forensi dello stato del Kerala (FSL).

The Hindu del 10 aprile 2012

(...) "The SIT, headed by City Police Commissioner, Kochi, M.R. Ajith Kumar, got a copy of the report by the State Forensic Science Laboratory (FSL) on Monday, which confirmed that weapons involved in the assault were two Berretta ARX 160s, used by the Italian San Marco Regiment". (...)

link doc tratto da "The Hindu"

Notizia rilanciata su numerose testate nazionali.

link doc tratto da "Sole 24 Ore"

In realtà i militari italiani erano armati con il fucile Beretta SC 70/90 ed un comunicato della Marina Militare italiana ha chiarito che il fucile Beretta ARX 160 non è in dotazione ai reparti imbarcati in operazioni anti pirateria e nemmeno a quelli imbarcati sulla Enrica Lexie.

sc70/90

Il fucile d'assalto Beretta ARX 160 è un'arma nuova che è in corso di valutazione nelle Forze Armate italiane, ma non ancora distribuita ai reparti. E quindi non può essere stata sequestrata sulla Enrica Lexie e quindi fra quelle a disposizione degli inquirenti indiani.

arx160

Conclusioni:

Le misure indicate dal Prof. Sasikala nell'autopsia sono "circonferenza 24 mm." e "lunghezza 31 mm."

Posto che si sta parlando di un proiettile che per le sue dimensioni non può essere stato esploso dalle armi a bordo della nave italiana e che un proiettile che colpisce un bersaglio si può solo accorciare e non allungare, risulta evidente che l'unico compatibile col referto dell'autopsia è proprio il 7,62x54R sparato dalla mitragliatrice PK, che ci ritorna per circonferenza e per lunghezza.

Il proiettile repertato intracorpore su una delle vittime non è quello del fucile Beretta in dotazione ai militari italiani, come da referto eseguito dal perito del tribunale indiano.

l'opinione

Il lavoro di analisi dimostra l'innocenza di due cittadini italiani. Puo' essere confutato, discusso vivisezionato e ritenuto poco credibile, anche se abbiamo studiato a lungo la cosa e siamo in grado di ribattere. Ma il silenzio si spiega anche con il fastidio di tanta parte dell'informazione verso chi ha fatto il lavoro che sarebbe stato compito di un giornalismo rigoroso e senza pregiudizi...

Ma e' una battaglia, la nostra, che continua. Vi chiedo di aiutarci a diffonderla. Comunque vada, non molliamo.
                          (Toni Capuozzo)

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