Forse pochi se lo ricordano, ma Romolo e Remo non sono nati a Roma (è ovvio, Roma l'hanno fondata loro!), bensì su questo lago vulcanico che si chiama di Albano, da "Albalonga".
Noi venivamo qui a fare la passeggiata domenicale, soprattutto d'inverno. Infatti è una gelida giornata di gennaio. Un po di curve per le strade dei Castelli Romani, cappuccino bollente e chiacchiere.....
La nuovissima e fiammante Laverda 750 SF è di Grifo, appena arrivata. Siamo nel 1973
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Albalonga era stata fondata da Ascanio, figlio di Enea (che invece si era fondata un'altra città, Lavinium, andatela a vedere. Ora si chiama Pratica di Mare). Dopo secoli Albalonga era governata dal saggio Re Numitore, ma il cattivo suo fratello Amulio lo aveva spodestato imprigionandolo. Per evitare del tutto guai futuri aveva costretto Rea Silvia (figlia di Numitore) a farsi "Vestale", sacerdotessa con l'obbligo di custodia del fuoco sacro e con l'obbligo della verginità. Questa era la condizione più pesante che gli causava, dicono le cronache dell'epoca, il classico cerchio alla  testa.
Qui vediamo Sergente, Eugenio e Aldo in una foto "artistica". A quell'epoca Sergente dipinse sul suo nuovo casco integrale bianco (quello che si vede in queste fotografie) un simpatico logo. Una croce rossa con intorno le scritte: "La verginità causa il cancro" e "Unità mobile di vaccinazione"
Lo avesse letto Rea Silvia!
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Ma Marte, Dio della guerra, si invaghisce della bellissima Rea Silvia. Con uno strattagemma entra nel tempio e......... gli fa la festa! ("ragazza madre inventa assurda storia", titolavano i giornali dell'epoca)
Nascono due gemelli che il feroce Amulio condanna all'annegamento. Deposti nella cesta più famosa del mondo approdano sulla riva del Tevere in un luogo chiamato "velabro" e sono allattati da una Lupa. Poi vengono raccolti da Acca Larenzia (che Lupa si fece fra i pastori, ci dice Tito Livio. Un modo elegante per dire che faceva la mignotta....), moglie del pastore Faustolo, e crescono forti e selvaggi fra selve, ninfe e dei (è questo il periodo in cui Ercole, che passava da quelle parti, uccide il gigante Caco. Se non ci credete andate a vedervi l'Ara Massima di Ercole).
Noi ci godiamo il sole invernale (si vede dalle pose che siamo letteralmente intirizziti!)
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Una volta cresciuti Romolo e Remo hanno rivelate le loro origini. Tornano subito ad Albalonga e deposto il perfido Amulio liberano la madre Rea Silvia e nonno Numitore. Ma decidono comunque di andare a fondare una città tutta loro nel luogo in cui erano cresciuti. All'epoca ognuno come minimo fondava una città. Una bellezza!
(Quì vediamo Sergente con la sua bellissima Ducati 350 Mark3 Desmo, che fra poco tradirà per una Honda 500 Four).
A questa città viene dato il nome di "Roma", che molti derivano da "Romolo", il fondatore. Sembra invece che Roma derivi da "Rumon", che in lingua etrusca significa "ponte". Roma quindi nasce intorno alla presenza di un ponte sul Tevere, nel luogo di contatto fra due civiltà e culture diverse. Quella etrusca a nord e quella greca a sud (sarebbe la Magna Grecia...)
Il ponte in questione è "ponte Sublicio" (da "suplica", palanca in latino, era di legno).
Da quel tempo "Pontifex" (edificatore di ponti) diventa l'appellativo che definisce il potere spirituale e religioso. Più avanti "Cesare" (Czar, Kaiser.....) sarà l'appellativo della summa del potere politico e militare, e Augusto (suo figlio Ottaviano) rappresenterà l'uomo sacralizzato, venerabile, che assomma il potere politico e quello religioso.
Ma non è solo Ponte Sublicio ad aver determinato la storia del mondo, ma anche il meno famoso ma altrettanto importante Ponte Nomentano, che scavalca il fiume Aniene a nord di Roma.
Dovete sapere che tutta la storia dei plebei che si ritirano sull'Aventino e Menenio Agrippa che li convince a tornare a Roma con la storia dello stomaco e delle membra è una colossale bugia, uno dei primi esempi storici di "disinformazione".

In realtà i plebei fecero una secessione armata e si ritirarono su una collina antistante Ponte Nomentano, molto fuori Roma, per quell'epoca. E' vero che parlarono con Menenio Agrippa e accettarono di tornare a Roma, ma solo perchè ottennero la cancellazione di tutti i debiti e l'istituzione dei "Tribuni della Plebe", una nuova magistratura eletta direttamente dal popolo che aveva diritto di veto sulle decisioni del Senato. La collina, per questo, fu chiamata (e si chiama ancor oggi) Monte Sacro e vi fu edificato dai Plebei un tempio a Giove.
La "disinformazione" su questa vicenda dura da venticinque secoli, e serve a propagandare che i Plebei tornarono a Roma per benevolenza dei Patrizi, e non perchè, come invece avvenne, realizzarono una fondamentale vittoria politica, il primo "Patto Sociale".
Quindi la nostra civiltà nasce da due ponti: Ponte Sublicio che simboleggia l'unione fra popoli e culture diverse, e Ponte Nomentano che rappresenta l'unione fra classi sociali diverse.
Con il Cristianesimo, raccogliendo l'antica tradizione, il "Pontefice" simboleggia l'unione dell'uomo con Dio.

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La fondazione di Roma, come si sà, fu causa di una memorabile lite fra i due gemelli. Il "rito della fondazione di una città italica (preso dagli etruschi) prevedeva che dopo ricevuti i favorevoli "auspici" (in questo caso la conta dei Corvi che volavano sui colli fatali), si tracciasse il perimetro con uno speciale aratro che gettava la terra verso l'interno: il solco simboleggiava il fossato e la terra le mura. Da quel momento il solco diventava il "Pomerio" e chiunque lo attraversasse armato commetteva sacrilegio ed era condannato a morte. Per questo Remo viene ucciso da Romolo: saltando armato il Pomerio aveva compiuto un atto sacrilego!
Comunque, a quadrato fatto, i romani si resero conto che erano tutti maschi, e c'era un Impero da fare! Per cui organizzarono una festicciola e rapirono le sabine, belle campagnole prosperose quanto ben felici di essere rapite.
Romolo sposò Ersilia, ma Tito Tazio, Re dei Sabini e padre di Ersilia la prese male. Fu così che la prima guerra combattuta dai romani fu contro... i suoceri! (un classico che dura da allora)
Poi i romani fecero molto parlare di loro, e noi ancora viviamo strettamente legati a quella antica civiltà di cui tutti si sentono eredi.
Ma i "Fati" si compirono su questo lago vulcanico che si vede sullo sfondo del Ducati 450 Desmo di Aldo. A causa della passione di Marte per Rea Silvia.
Tempo fa usando un programma (Ciber Sky) che permette di ricostruire il planetario in tutte le epoche e in tutti i luoghi ho visto che il 21 Aprile del 753 A.C., giorno della fondazione, Marte era proprio sulla verticale di Roma! E Venere poco lontano.
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Una volta fondata Roma i romani faranno una guerra contro Albalonga, quella famosa degli Orazi e Curiazi. Poichè il lago di Albano era soggetto a piene e periodicamente allagava le campagne circostanti i romani realizzarono una delle loro prime opere idrauliche: Uno "scolmatore" che ancora oggi, dopo quasi venticinque secoli, funziona egregiamente. A Roma abbiamo fra l'altro ancora perfettamente funzionanti e "operativi" la Cloaca Massima (circa 300 A.C.) e Ponte Fabricio (168 A.C.)
Sembra che all'epoca i capitolati di appalto prevedessero una "garanzia" di almeno 20 secoli, e la penale per le inadempienze contrattuali fosse una gara di corsa con i leoni al Colosseo: dovevi fare tre giri restando in testa!
Qui vedete le moto di quel giorno: Ducati 450 Desmo di Aldo, 350 Desmo di Sergente, il Laverda 750 SF di Eugenio (quello rosso) e quello verde di Grifo.
Le vedesse Romolo, resterebbe a guarda'!

A proposito di Romolo.........
Dopo le botte da orbi scambiate coi sabini per via del ratto decisero, di comune accordo, di diventare un popolo solo ( e per forza, ormai erano tutti parenti....) e che a un Re romano sarebbe succeduto un Re sabino, poi un romano e così via.
Sarebbe la famosa "alternanza".
Così alla morte di Romolo, per rispettare il patto siglato sulla Via Sacra, fu nominato Re un sabino: Numa (detto "Pompilio", e vederemo poi perchè). I romani furbacchioni scelsero Numa perchè era saggio e benvoluto, ma soprattutto vecchio (così, pensavano, ce lo leviamo subito di torno. Fecero lo stesso errore con Papa Sisto V venti secoli dopo, ma questa è un'altra storia....)
Numa non voleva diventare il secondo Re, tanto che fuggì nei boschi per non andare a Roma. Ma nei boschi incontrò una bellissima ninfa, Egeria, che si invaghì di lui e lo convinse ad andare a Roma e diventare Re. (Le ninfe erano divinità minori, non veri e propri Dei ma nemmeno mortali).
Il "vecchio" Numa (primo Re storicamente eccertato) riformò il calendario dividendo l'anno in 12 mesi (Romolo lo aveva diviso in dieci, apposta c'è Dicembre...), chiuse il tempio di Giano e mantenne la città in pace.

La notte Numa usciva da Roma ed andava nel bosco delle Camene, dove incontrava Egeria e faceva l'amore con lei, e lo fece, tutte le sere, per 43 anni, tanto visse (alla faccia del vecchietto!)
Questa poderosa attività amatoria gli fruttò il soprannome di "Pompilio" con cui è passato alla storia. 
( Certo che Egeria aveva proprio un bel sederone :-)

Da notare che ai Castelli Romani (Frascati, Grottaferrata, Monteporzio Catone....... sono perle, andateli a visitare) dove si conserva una sorprendete memoria dell'antichità, è ancora assai diffuso il cognome "Pompili" e il nome "Pompilio".

Alla morte di Numa Pompilio la ninfa Egeria si consumò in un pianto interminabile per la scomparsa del suo amato. Diana Cacciatrice (la Dea che aveva giurisdizione in materia) ebbe pietà di lei e la trasformò in fonte: la fonte Egeria, che per l'eternità sgorga le lacrime della ninfa.
La fonte Egeria esiste a tutt'oggi, e se venite a Roma ricordate che non state bevendo semplice acqua minerale, ma le lacrime di Egeria che ancora piange il suo amore perduto.
Piazza "Numa Pompilio" si trova invece vicino alle Terme di Caracalla, nel luogo dove ancora in parte esiste il bosco delle Camene.
Scomparso Numa toccava di nuovo a un romano, e venne eletto Re Tullo, che cominciò subito a fare guerre ai vicini. Per cui venne soprannominato "Ostilio".
Mi sa che era meglio "Pompilio".
 

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