Nel
mezzo del cammin di nostra vita.......
Potrebbe
cominciare così, la presentazione. La scrivo o non la scrivo? E
se poi i parrucconi si scandalizzano? Se non rispondo ai loro canoni relativi
al "meccanico di motociclette?
Bah,
i parrucconi non vanno in motocicletta. E poi, "nuts".......
Il fatto
è che il 3 maggio 2002 ho compiuto cinquant'anni, che nella vita
di un uomo rappresentano comunque qualcosa. Un traguardo, un motivo di
riflessione.... boh, io mi sentivo in crisi "esistenziale", come si dice.
Sono un tecnico di grande esperienza, nella meccanica, impiantistica e
tante altre cose. Ma mi ero stufato. Non mi adattavo alle "profonde modernizzazioni"
di questi anni: managerialità, competitività.......... più
competitivo di così?
Da alcuni
anni avevo abbandonato, chissà mai perchè, la mia fida BMW
K100 RS (ultima di una lunga serie cominciata a 15 anni).
E mi
vedevo davanti un futuro da tranquillo, noioso e bilioso vecchietto.
Qualche
mese prima del fatidico "mezzo secolo" mio fratello (pilota di elicotteri
e possessore di una bella Yamaha 750) mi ha regalato la sua vespa 50. Così
ho ricominciato a girare per Roma su due ruote. A risentire l'aria sul
viso, a ritrovarmi ai semafori in mezzo a un branco di ragazzini (e ragazzine)
indiavolati, e al verde preeeeeeeeee.... tutti a gas spalancato per arrivare
primi al semaforo successivo.
Cacchio,
mi sono detto, ma chi me lo vieta?
E mi
sono ricomprato la K100 RS, un vecchio 8 valvole. Per ripartire esattamente
da dove avevo lasciato qualche anno fa. La prima volta che ci sono tornato
sulla strada della nostra giovinezza mi ci sono mezzo impiccato, sbagliando
le staccate, dondolando come un ubriaco e agile come un cancello di ferro......
ma il sangue tornava a girare nelle vene, la strada sempre bella e il paesetto
mai così ridente.
Insomma
ho pensato che aprendo un'officinetta avrei potuto avere per clienti quei
ragazzini indiavolati che vedevo per strada (e in cui riconoscevo i "noi"
della giovinezza) e mi sarei potuto dedicare alla mia grande passione,
le moto "antiche" sulle quali ero e sono espertissimo, e che nessuno o
quasi dei meccanici moderni ha più il tempo e la voglia di fare,
preoccupati come sono di tagliandare scooteroni e vendere supermoto tecnologiche
a cui fai il "check" col computer.
Bene,
al posto mio ci mettessero pure uno più "competitivo" (che nel linguaggio
manageriale significa uno disposto a lavorare di più e guadagnare
di meno). Io ho chiuso, basta, kaputt.
Qualcuno
ha cominciato a pensare: Oddio, è impazzito. Ma a casa hanno approvato.
A fine
luglio ho rilevato una piccola officina da un signore che andava in pensione,
e il mio primo cliente è stata una ragazzetta a cui ho rifatto i
freni all'Honda Sky. Mi ha pagato ben dieci euro (sconto speciale primo
cliente) e mi ha gratificato di un bellissimo sorriso.
Subito
dopo è arrivato un eccezionale Guzzi Le Mans III da revisionare
(gli ho restituito un diamante!), poi un Guzzi V7 ex polizia da restaurare
(bellissimo, ha ancora la sirena che funziona....). E poi varie Honda four,
altri Guzzi, un Kawa Z500...... sono spuntate come i funghi.
E vai,
è ricominciata la vita!
Quando
si è sparsa la voce fra i miei vecchi amici di un tempo, quelli
con cui ho condiviso i viaggi all'estero, i campeggi in Sardegna, le nottate
passate al box coi motori aperti, mi sono venuti a trovare, e ho scoperto
che tutti si erano restaurati la vecchia moto: chi si era rimesso su una
Honda Bol d'Or da esposizione, chi il Guzzi Le Mans II, chi addirittura
la vecchia Java 350 col sidecar!
Poi però
è successo che l'officina era troppo piccola (dovevo lasciare le
moto di fuori!), oltre che, inesperto, avevo accettato un affitto troppo
alto per quel buchetto. Di cercare un altro locale in zona manco a parlarne:
ti spellano vivo!
Insomma,
è durata un annetto, poi ho lasciato perdere.
Però
ne è valsa veramente la pena
Grifo |