Questa sezione è dedicata ai più giovani
Ci sono cose che non vi dicono alla scuola guida, non stanno scritte sul libretto di manutenzione, ma che è bene non sperimentare "personalmente"
L'esperienza dei motociclisti più anziani (quelli che vi tediano con le loro storie di milioni di Km fatti senza scendere nemmeno per far pipì) può essere utile a quelli che fra qualche anno ci racconteranno di aver bruciato in partenza una squadriglia di Tornado in decollo!
Qualche consiglio vi aiuta a diventare esperti in "motociclettologia applicata"!


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Problemi tecnici
Manualino di sopravvivenza
In vacanza...
Filosofia... di guida
Ho dimenticato di mettere l'olio nel mio ciclomotore a due tempi.......
Cercate un braciere e punite la mano che ha dimenticato di versare l'olio come fece Muzio Scevola dopo aver mancato l'omicidio di Porsenna, il Re dell'Epiro che assediava Roma.....
Per il resto inutile disperarsi: bisogna sostituire cilindro e pistone, ispezionare l'albero motore per verificare lo stato dell'imbiellaggio (è quasi certo che sia rovinato) e lo stato dei cuscinetti di banco. La prossima volta fatevi un nodo al fazzoletto.........

- Quando freno si sente come un rumore di ferraglia e mi sembra che gli spazi di frenata si siano allungati..........
Correre (piano piano...) dal meccanico a sostituire pastiglie e/o ganasce

- Cammino e dal motore del mio ciclomotore viene come un rumore di barattoli.....
E' probabile che sia saltato un cuscinetto a sfere. Si risolve con la sua sostituzione e per farlo si deve aprire il motore. Insistendo nel camminarci praticamente si distrugge tutto il motore. E' anche pericoloso perchè quando il cuscinetto si "sgabbia" completamente potrebbe bloccare la ruota all'improvviso.

- Il rumore di barattoli si sente solo quando accelero......
Allora è il variatore (cioè la trasmissione)......

- Mi hanno fatto cadere il motorino dal cavalletto, ed ho trovato una delle leve sul manubrio piegata. Che faccio?
La sostituisci. Le leve sono di alluminio e non si deve tentare di raddrizzarle perchè poi potrebbero rompersi per qualche cricca nascosta. Rompersi quando la tiri per frenare, intendo....

- Il motorino non parte.....
Controllare se c'è benzina, controllare se la batteria è carica, controllare se il cavo della candela è attaccato, controllare la candela, controllare l'accensione............
in alternativa potrebbe essere la marmitta intasata, o il collettore di aspirazione allentato etc. etc.

- Parte ma ad un certo punto perde colpi e non accelera.....
Come sopra......

- Quando prendo le buche o azzardo qualche piega sbanda pericolosamente....
Forcella e/o ammortizzatore posteriore scarichi. Controllare anche la pressione (e lo stato) dei pneumatici.

- Se lascio le mani dal manubrio questo si mette a oscillare e se non lo riprendo vado per terra....
Ruote fuori equilibratura o pneumatici vecchi e deformati o problemi di cuscinetti di sterzo o di telaio

- Mi sembra che oscilla, che non sia più stabile come prima ed è diventato difficile guidarlo...
Questo comportamento è dovuto a problemi di ciclistica. Una caduta o un urto possono aver deformato forcella e/o telaio. In alternativa i cuscinetti di sterzo sono troppo serrati, o il forcellone è sboccolato.

- Quando vado in due lo sento leggero davanti e si guida con difficoltà.....
E se ci metti pure la tenda, due sacchi a pelo, uno zaino pieno, le pinne e i materassini peggiora ancora di più. Fatti la motocicletta grossa o ritorna single.
In alternativa: fatti una fidanzata seccardina.
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Manualino di sopravvivenza! 

- Quando mi muovo nel traffico mi suonano e mi dicono le parolacce......
E' vero che i sardomobilisti non sono spiritosi, ma si deve meditare sul fatto che il piacere della motocicletta è andarci, non essere investiti. E ritrovarsi al traumatologico con un quintale di gesso addosso e la moto dallo sfasciacarrozze non è il massimo della vita.
Se ti comporti come il pupazzetto dei videogiochi puoi fare la stessa fine. Solo che tu non resusciti con il click del mouse.
Sei uno smanettone? Benissimo, vai in pista con i tuoi amici. Ti divertirai un sacco in tutta sicurezza. Se ti porti la ragazza lei ti misura pure i tempi, e non si lamenterà mai, in questo caso, se sei andato troppo svelto.
E' più facile di quello che sembra. Ti segnalo www.inpista.it dedicato agli appassionati di moto sportive che vogliono provare l'esperienza della pista.

- Quando scatta il verde, al semaforo, sullo spunto vado via anche a quelli con le moto grosse.....
No, è che loro dopo aver visto la luce verde si assicurano che non ci sia nessuno che stia per passare col rosso! Non sono lenti, è che gli piace vivere......
Ti ammazzano. Il primo che ho visto era uno che stava a scuola con me, e la signora che passando col rosso lo aveva investito è scesa tutta inviperita e mentre moriva si è dovuto pure sorbire un cazziatone terribile: "sempre voi co 'ste motociclette.......", strillava la pazza.
Il secondo era un mio amico, Alfredo, che aveva una Honda VFR, ma che che quel giorno (domenica mattina d'inverno, un deserto) traversava la Colombo con la Vespa 50 e il cagnolino sul predellino. Forse proprio perchè stava sul vespino ha allentato l'attenzione, forse lo ha distratto il cagnolino.... comunque lui è partito col verde, c'erano i testimoni.
Tre morti, lui e i due che l'hanno investito, finiti poi contro un albero. E il cane.
Continuo?
La prima regola del motociclista è di non mettere mai, mai, la propria vita nelle mani altrui, ma di rimanere sempre nel pieno controllo della situazione.
Per cui, guarda l'incrocio, non il semaforo.

- Che bello superare le file di macchine ferme....
Giusto, nessuno dice che si debba restare in fila con le sardomobili. Però, occhio, perchè lo sportello che si apre è sempre in agguato. Il minimo che ti ritrovi è un ginocchio alla Ronaldo.
Quando si supera una fila si deve stare a una distanza tale da essere fuori dalla portata degli sportelli. Pericolosissimi anche camion e furgoni, che sono alti e lo sportello te lo danno in faccia.....

- E che è la "zoccola"?!
La "zoccola" (dizione napoletana) o "mignotta" in romanesco, o "meretrice" in italiano colto, è una povera tizia ignara e incolpevole che a volte sosta lungo le strade in attesa di clienti sardomobilisti.
Il sardomobilista assassino, quando la vede, ti pianta all'improvviso una frenata allo spasimo e una conversione a "U". Tu, che non te lo aspetti visto che sulla strada ci siete solo tu e lui, gli vai addosso e secondo il codice della strada lo paghi pure.
E' così che abbiamo perso Carletto, molti anni fa.

- Ma che è quello strano segnale con sopra la tromba?
Non segnala gli esercizi musicali della banda del paese....
Nelle strade di montagna, orgasmo del motociclista che può finalmente consumare anche i lati dei copertoni, quel cartello sta ad indicare che ci circolano anche le corriere.
E se sentite il "pereperepè pereperepè" gas chiuso e appendetevi ai freni, perchè se nò vi tocca buttarvi nel burrone se non volete diventare un fregio sul radiatore della corriera. 
Un mio amico (Pierecchia, perchè si chiamava Piero e aveva le orecchie a sventola...) in mancanza del burrone scelse un frattone di rovi. Pochi danni alla moto, ma ci abbiamo messo due anni per togliergli tutte le spine da dosso.

- Siamo "ingarellati".........
Bellissimo, che gusto c'è ad avere la motocicletta se uno non può andare con gli amici su una bella strada e scatenare tutta la cavalleria!
Ma se fra gli amici ce ne è uno che per stare davanti comincia ad uscire dalle curve contromano, ebbene non è ne più bravo ne più audace di te. Lascialo andare e poi quando vi fermate per il caffè digli chiaramente che è stronzo, che siete usciti per divertirvi e non per giocare alla roulette russa. 
In strada si usa la propria mezzeria e si deve saper mantenere un margine di sicurezza per manovre di emergenza: per esempio mantenersi all'interno della striscia di gasolio appena lasciata dal camion con il serbatoio difettoso (sono tutti difettosi...), o per evitare il trattore con il traino di fieno che ti trovi dietro a una curva coperta.
La regola è che, in qualsiasi condizione di piega, un alleggerimento del gas di una frazione di secondo vi permette di scendere di quei 5/10 Km/h che vi restituiscono la possibilità di manovrare e cambiare traiettoria. Chi è bravo sa guidare così, i sardelloni vanno sempre per terra.
Per usare tutta la pista basta andare a Vallelunga: è un divertimento esaltante in tutta sicurezza. E cronometro alla mano si vede il "manico" di chi c'è l'ha veramente.

- Dopo un "goccetto" guido più "sciolto".....
Eravamo andati in gita a Montepulciano, in Toscana. Era stata organizzata bene e quel giorno eravamo più di cento moto. Al pranzo qualcuno ha alzato il gomito più del consentito. Siamo ripartiti a piccoli gruppi (noi eravamo una decina), e poco dopo, quando stavamo sulla statale a 100/110 Km/h ce lo siamo visti sfilare in sorpasso, su un Guzzi Le Mans III e con il casco al braccio.
Dopo il dosso l'abbiamo trovato steso in mezzo alla strada, e lo abbiamo soccorso io e mio fratello. Era grigio come la cenere e non respirava, ma poi stringendogli la giugulare per vedere se il cuore batteva ha cominciato a rantolare. Ho ripulito la bocca che era piena di terra e di denti rotti tenendo la lingua fuori con un fazzoletto, il braccio dove portava il casco era rotto e aveva una brutta ferita a una tempia. Temevo che vomitasse, perchè so che le ferite in testa fanno vomitare, e lo abbiamo girato su un fianco perchè non soffocasse. Subito dopo il dosso c'era una curva e un terrapieno: lui, ubriaco, ha preso in pieno il terrapieno ed è rimbalzato in strada. Sembrava che lo avessero attaccato dietro a un cavallo e trascinato per la prateria, come nei film di John Wayne. I Carabinieri sono venuti all'ospedale a multarlo, perchè dai rilevi risultava che era uscito di strada a 130 Km/h (la moto era a 82 metri dal punto dell'impatto) e per fortuna che all'epoca non c'era l'etilometro!
Si è salvato senza troppi danni, ma ancora dopo sei mesi il suo ricordo si fermava a quando partiva dal ristorante. Gli mancavano una decina di minuti. E parecchi denti (sembrava un vecchietto.....)
Il giorno dopo ho saputo che "er gonfio", un'altro dei teorici del "dopo un goccetto guido più sciolto" aveva preso in pieno lo sportello di uno che glielo aveva aperto mentre superava una fila vicino Roma. Danni alla moto e un pò di lividi.
"er gonfio" perchè faceva l'istruttore di Body Building. L'unico muscolo che non esercitava era il cervello.....

In vacanza! 

Finalmente è finita la scuola, ed i progetti invernali di viaggi e raid possono prendere corpo.
Ma prima di partire per Capo Nord, mitica meta del settentrione, pensate pure che gli "ultimi" 800 Km sono su sterrato!
Chi ha la moto grossa non ha problemi, va dove gli pare. Ma chi ha il ciclomotore o la 125, che non può entrare nella noiosa autostrada e non vuole sciropparsi centinaia di Km di trasferimenti, può puntare sulle isole.
Mi riferisco quindi ai più giovani, per i quali il primo viaggio, la prima vacanza organizzata in gruppo con gli amici, in piena indipendenza e libertà (ma anche in piena responsabilità!) rappresenta una esperienza che poi si ripercorre per anni e anni e si ricorda per tutta la vita.
Per questo è importante organizzare un viaggio alla portata del proprio mezzo, della propria esperienza e delle proprie tasche.

Andare in Sardegna ad esempio, significa percorrere pochi Km per arrivare al traghetto, ma poi entrare subito nella vacanza con la "traversata". Sbarcati a Olbia o Golfo Aranci avrete poi a disposizione il mare più bello del mondo, una miriade di campeggi per tutte le tasche e una rete stradale che sembra fatta apposta per le moto e i ciclomotori.
Naturalmente poi, quando l'esperienza e il mezzo ve lo permetteranno, potrete scegliervi la destinazione che vi pare: la Grecia, per gli amanti del mare e della storia classica. La Spagna, per chi vuole conoscere la "latinitad" ed una nazione stupefacente per storia e cultura.... e così via.

- Dove andiamo?
Si discute d'inverno, nelle fredde giornate in cui si può fantasticare liberamente: una sera, basta! è deciso, si va a Madrid! E la sera successiva invece si decide per Mikonos, la leggendaria isola greca dove si favoleggia che vi siano tre spiagge dove la notte accade di tutto: una etero, una lesbo e una gay! A sedici anni questi argomenti interessano!
Però pure un giretto in Costa Smeralda, mica sarebbe male........
Siete giovani, il mondo è vostro. Godetevelo tutto.

- Come carico la moto?
Se avete le borse supertecnologiche non c'è problema. Se no portapacchi e tanti elastici. Assolutamente da evitare zaini e borse portati a tracollo: vi rompono la schiena e sono pericolosi. Tanto se andate al mare vi serve poco di tutto.
Saponi, shampo, creme varie etc. comperatele in loco.
Prima della partenza, con la moto o il motorino carichi, fatevi un giretto: potrete verificare eventuali problemi dovuti al carico e sistemare tutto meglio.
Tenete l'integrale, ma portatevi pure un casco jet. E' utilissimo per gironzolare al mare ed evitate di dover lasciare "lei" (o "lui") sulla moto del vostro amico/a più previdente.

- Tenda o albergo?
Bah, fate voi. Certo che se tutta l'avventura è raggiungere in motorino l'albergo dove vi aspettano mamma e papà, e poi cominciare il tran-tran a quest'ora spiaggia, a quest'ora si mangia, a quest'ora si dorme, a quest'ora si balla.................. di avventura ne avrete pochina.
Qualcuno pensa che "avventura" sia, vestito tutto fighetto, andare a conquistare ragazze/i e somigliare a quelli della televisione.
No, è un'altra cosa. Che dovete scoprire da soli.
Lo scoprite quando vi ritrovate in mezzo ad una cinquantina di motociclette con le targhe di mezza europa sotto un traghetto greco in partenza per Creta, o quando salite sui tornanti di un passo alpino, o quando aprite la cartina a piazza Andersen, a Copenaghen, per vedere quale strada vi porta in Norvegia....

- Dove piazzo la tenda?
Cerca un cocuzzolo, o almeno un punto che non sia il più basso del campeggio. I temporaloni estivi hanno la tendenza a formare graziosi laghetti. Con al centro la vostra tenda, sacchi a pelo, maglioncini etc. E voi se il temporale è notturno.
La moto va parcheggiata solidamente, meglio se sul cavalletto laterale con una bella pietra piatta sotto e la marcia ingranata. Il massimo è il telo coprimoto, ma poi rischiate che quando tornate a Roma non avete l'aspetto selvaggio.

- Vita di campeggio.....
Quando vi bussa alla tenda un distinto funzionario del consolato australiano a cui è stata segnalata la presenza di un gruppo di aborigeni in vacanza all'estero, è ora che fate la doccia, vi radete e vi pettinate. Poi magari spiegate a quello che vi si vuole comprare l'asciugamano che il colorito da senegalese non dipende da ascendenze africane ma da un errore nella scelta della crema protettiva. Gli avanzi di marmellata, biscotti e nutella che lasciate nella tenda attirano le formiche, e i sacchi a pelo non stesi all'aria dopo un paio di giorni vi fanno puzzare come i cavalieri mongoli dell'Orda d'Oro, quelli per cui lavarsi era un crimine punito con la morte.
Mamma non c'è.........

- Quelle della tenda vicina......
Se avete per vicine una tenda di ragazze noterete subito la differenza. Loro sono ordinate e precise, spazzano la tenda con l'apposita scopettina, si sono portate il ferro da stiro...
Abbiate pazienza e vedrete che vi adottano: le donne non sopportano di vedere i maschi abbandonati a loro stessi. Amorevolmente vi inquadrano e vi fanno filare. E hanno a disposizione molti più argomenti di vostra madre.

- Quelli della tenda vicina....
Anche le ragazze si organizzano le vacanze su due ruote, è risaputo! (ragazze, vi consiglio una visita a www.motocicliste.net ) Se quelli della tenda vicino vi stanno simpatici frequentateli pure. Ma non gli prestate mai la moto, sicuro che ve la sfasciano. Specie se sono del tipo fighettomammamialovedetequantosonobello. Si mette in posa plastica a vedere se lo adorate come fanno la mamma e le zie, ma poi va subito per terra.
Se invece lui è in moto e tu sei in moto si crea subito il feeling....
Ma quando siete a passeggio sulla spiaggia al chiaro di luna e lui insiste a parlare di marmitte e di carburazione prendi l'iniziativa. Tanto lui ha in testa ben altre cose, ma se aspetti che si decida rischiamo l'estinzione della specie.

- L'approccio....... di "Lui"
E' normale che chi coltiva una passione tratti col prossimo come se tutti la condividessero, ne conoscano le espressioni e i riti e le usanze che questa passione comporta.
Così ad esempio vi potreste sentir dire dall'appassionato cinofilo: - Scendo ai giardinetti, è ora della cacchina!
Che maiale! penserete voi, mentre lui si riferisce al cane.........
Così può capitare che l'esuberante motociclista per invitare la bella fanciulla se ne esca con:
- Lo vuoi fare un giro a cavallo della bestia?
Se lei non corrisponde (Come ti permetti, sono una ragazza onesta, io!) vi prendete una borsettata in faccia.
Se lei corrisponde (Com'è audace!) attenzione, perchè la tipa potrebbe avere una cocente delusione quando la portate a prendere il gelato a cavallo dello scooterone.
Se invece tutto fila liscio rischiate di sentirvi dire:
- Bestia?! Mah, mi sa che tu le bestie non le hai viste mai.......
Non vi avvilite, sono solo battute.

- L'approccio....... di "Lei"
E' risaputo che l'approccio femminile è sempre più "soft", anche se molto più determinato di quello praticato dai maschietti. Ma quì non stiamo parlando del ballo delle debuttanti, bensì delle "motocicliste", che sono una razza a parte. Paragonabili alle antiche donne guerriere.
Finchè Lei cerca un Lui pure motociclista non c'è problema: quando Lei sgassa ferocemente con la sua bicilindrica con le marmitte accordate per Lui è come sentire il canto d'amore dell'allodola. Si ingrillazza tutto e vi regala una bomboletta di grasso speciale per la catena.
Ma se lui non è motociclista, allora cominciano i guai......
Dire - "Ho una chiappa tutta ammaccata" lo porta fuoristrada. Pensa subito ad una situazione dove con linimenti miracolosi provvede personalmente a frizionare la parte vilmente offesa .......
Specificate che le "chiappe" sono quelle della Vespa!
E se invitate a una uscita l'amico di vostra sorella, e sentite che stringe e si aggrappa, non è che ci sta provando. E' terrore puro! Ma se torna per la seconda volta a sedersi di dietro allora andate tranquille: vi ama!

- Lui & Lei
E' bellissimo, finalmente insieme..........
Certo, alle 9 di mattina la tenda è già un forno e vi "stana" anche se a voi piacerebbe dormicchiare fino a mezzogiorno, dopo certe nottate. Questa non è una tenda, è una palestra del sesso!, sentenziava saggiamente Milo.
A proposito: le pareti della tenda sono sottili! Parlate a bassa voce se non volete che il giorno dopo tutto il campeggio scimmiotti il vostro frasario erotico riservato. E, occhio: mai lasciare la torcia accesa "durante". Le ombre cinesi sarebbero un vero sollazzo per i vostri vicini.

- Capita......
Se rientrando in tenda ci trovate davanti le sue scarpette ma anche un paio di sandaloni che non sono i vostri, niente drammi: si va al bar e si trova sicuramente qualcuno con cui condividere lo strazio e nuotare nella disperazione. Dormite sulla scogliera e quando lei preoccupatissima vi viene a cercare la mattina dopo fategli la scenata. Lei lo apprezzerà (senza ammetterlo!).
Se dovete inscenare il suicidio buttatevi in acque basse..... (circa un metro e quaranta, sennò quando lei si butta a salvarvi poi dovete fare il menage a trois, col bagnino)
Lei (un tipo tranquillo, la chiamavamo Attila) si giustificò dicendo che aveva avuto un momento di "esuberanza sessuale". Lui non è più andato a pescare di notte.

- Il rientro!
Fate in modo di arrivare in gruppo rombante davanti al bar proprio all'ora in cui sapete che ci sono i vostri amici che sono andati in albergo, hanno viaggiato in aereo........
Se no che gusto c'è!

- P.S.
Magari avete "rimorchiato" ed avete avuto una storia intensa e coinvolgente con un tipo o una tipa che abita in un'altra città. O magari in Francia o in Svezia.
Capita se siete stati a Creta, in Normandia o sulla Costa Brava.....
Vi siete lasciati fra abbracci e baci, giuramenti di eterno amore e promessa di rivedersi appena possibile. Non vi angustiate se non funziona: gli amori estivi sono belli perchè sono estivi.
E se a Natale la vostra ex fidanzata di Copenaghen vi viene a trovare insieme al suo boy-friend vichingo non fate il maleducato....
Vi rifarete quando a Pasqua andrete a Copenaghen. Con la sorella del vichingo!

Filosofia .... di guida

Moto o ciclomotore che sia, il vostro mezzo ubbidisce inesorabilmente alle leggi della fisica e della dinamica. Scoprire quali sono può essere una fonte di piacere per quelle persone che amano curiosare fra i più reconditi segreti della natura. E' il famoso "Zen", che può essere "l'arte della manutenzione della motocicletta", ma anche "l'arte della guida della motocicletta".
Non si dice forse, in gergo motociclistico, "pennellare" le curve?
Uscire da una doppia S su una strada di montagna avendo azzeccato al millimetro le staccate, con il gas aperto e richiuso ai punti giusti, con le pieghe che ti fanno scivolare sulle curve come il volo di un'aquila........ ti senti come Giotto mentre "pennellava" i suoi capolavori.

Ma, come dicevamo, tutto questo va fatto "nei limiti" delle leggi della fisica che il "centauro" (animale mitologico mezzo uomo e mezzo motocicletta) deve rispettare (famosissimo il centauro Chirone, il maestro di Ercole, ma lui aveva ancora gli zoccoli...)
E allora che forse per pennellare le curve devo essere ingegnere meccanico o laureato in fisica?
Ovvio che no!
L'uomo primitivo che inventa arco e freccia non sa niente dei concetti fisici dell'elasticità dei materiali, della conservazione della quantità di moto, di balistica, di densità sezionale, di baricentro e freno aereodinamico. Ma sono proprio questi concetti che utilizza per creare arco e freccia. Concetti che saranno razionalizzati e definiti matematicamente dopo decine di migliaia di anni..... Però lui, con una semplice assicella, vince il feroce leone, ferma il possente bisonte. Negli anni 60/70 la NASA studiava il volo di qualsiasi essere vivente lo praticasse, al fine di poter ricavare qualche indicazione per lo studio dei razzi vettori.
Interrogato a tal proposito un ingegnere ebbe a dire: "Secondo le leggi dell'aerodinamica un calabrone non  potrebbe volare.
Ma lui non lo sa e vola lo stesso."

Dunque noi abbiamo "innati" certi concetti fisici e li applichiamo anche senza conoscerli in forma tecnico/scientifica. Ma siamo costretti comunque a rispettarli. Se no non "pennelliamo" niente e mettiamo il "sedere per terra"

Via via che ognuno affinerà la conoscenza del mezzo potrà avvicinarsi a quei limiti fisici e portare la moto su prestazioni sempre maggiori.........
Due centauri, con moto identiche ma con diversa esperienza (o diversa capacità) otterranno diversi risultati sullo stesso percorso, è ovvio.
E avrete visto, in corsa, che a volte anche i campioni, nel tentativo di mantenere il contatto con l'avversario (o di stare per forza davanti), vanno per terra.
Bene, questo succede perchè anche il campione, quando si avvicina, rasenta, quei limiti fisici di cui si è detto, può inconsapevolmente toccarli.
E allora non c'è niente da fare: si va per la "tangente"! (tranquilli, Di Pietro non vi condannerà per questo...)

Quindi, guidando, vi dovete sempre "tenere un secondo", (un secondo dell'orologio, intendo)
Significa che dovete sempre stare "un secondo" sotto il limite.
Un secondo sotto il "vostro" limite, un secondo sotto quello che "voi percepite" come il limite.
Questo secondo vi serve sia per camminare svelti in tutta sicurezza, ma soprattutto per recuperare la capacità di manovra in caso di imprevisto, cosa che nella guida su strada vi succede almeno alcune volte al giorno.

Vi faccio un esempio:
al primo gennaio andate a girare a Vallelunga e fate 2m e 00sec.
al 31 dicembre, dopo un anno di allenamento, fate 1m e 50sec
Qualcuno potrebbe pensare che con maggiore audacia si potesse fare lo stesso tempo già al primo gennaio.....
No, si andrebbe solo per terra!

Ma non è solo una questione di pista....
Se fate una curva "scoperta" (cioè che vedete dall'inizio alla fine) allora è ovvio che il "secondo" che vi tenete sarà relativo alla possibilità di trovare una macchia d'olio, una buca, o altro che vi mette nella necessità di cambiare traiettoria. Non vi preoccupate della possibilità di trovare un trattore fermo in mezzo alla curva, perchè non c'è, lo vedete!
Ma se curva è "coperta" (cioè non vedete la fine) e vi si scopre con un margine di venti o trenta metri il vostro "secondo" dovrà essere ben diverso!
Siete mai finiti in un gregge di pecore che scappano da tutte le parti pisciandosi sotto per la paura, mentre cani mostruosi vi abbaiano e il pastore incazzatissimo brandisce il bastone?

Dovete quindi adattare questo "secondo" alle circostanze!
Ma un secondo è sempre un secondo, dirà qualcuno. No, il "secondo" è "relativo".
Senza scomodare Albert Einstain, avrete notato che un'ora passata fra le braccia della vostra Lei (o del vostro Lui) sembra un secondo...
Mentre un secondo passato durante la lezione d matematica sembra un'ora!

Se sei in giro per Roma puoi pensare 50 metri davanti alla moto
Ma se sei in autostrada a 160 devi pensare 500 metri davanti alla moto
E se sei su un Tornado devi pensare 3 km davanti all'aereo
Sono centinaia i "parametri" di cui devi tener conto: i raggi delle curve, lo "sporco" per terra, il diverso tipo di asfalto, le gomme, la striscia bianca che è sempre scivolosa, le macchine in sosta, la velocità....

Insomma, via via che diventate più bravi porterete comunque il vostro mezzo a "pennellare" le curve, ma solo se siete in grado di mantenere il secondo di margine rispetto ai limiti, raggiunti i quali si va a sbattere o si va per terra.
I campioni vanno per terra perchè "consapevolmente", in gara, portano la moto ai limiti estremi delle leggi fisiche, e riducono il secondo a una "frazione di secondo"
Voi andate per terra perchè siete dei sardelloni, incapaci di gestire il mezzo che cavalcate.

Ma allora come faccio a capire il mio limite, a camminare allegrotto ma in sicurezza?
Semplice, valuta le tue sensazioni. Non ti mettere mai in condizione di stare in apprensione mentre guidi. Ti devi sempre sentire padrone della situazione. Cioè ti devi sempre sentire in grado, in caso di necessità, di frenare in sicurezza, cambiare la traiettoria, gestire un minimo di riserva di potenza che ti sei lasciato.
In questa condizione "pennellati" le curve e divertiti quanto ti pare.

Ma così andrò meno veloce di quanto in realtà potrei andare!
Errore! Se guidi troppo vicino al limite in realtà sei anche al limite della tua capacità di gestione della moto. E quindi arriverai troppo veloce sulle staccate, starai appeso ai freni e sarai scomposto nella delicata fase dell'inserimento in curva. Se sei troppo piegato non potrai dare gas al momento giusto e dovrai aspettare per accelerare. Sarai tutto traballante e alla fine andrai più piano di quello che potresti ottenere con una guida più rilassata ma proprio per questo "più precisa".
Ma soprattutto non imparerai nulla, perchè in motocicletta sbagliando "non" si impara!
Te lo immagini Giotto che pennella i suoi quadri freneticamente? Invece dei capolavori avremmo delle croste inutili e dimenticate.

Però alcuni che ho conosciuto dicono che se uno ogni tanto non va per terra non è un vero motociclista!
Contenti loro.....
Sarebbe come se il pilota dell'aereo vi dice che lui è bravissimo, e lo dimostra il fatto che ogni tanto precipita.
Suvvia, non diciamo fesserie. Non dovete confondere la pista e la strada. In pista si può accettare il rischio di cadere anche perchè tutto è predisposto per minimizzare i danni. In strada, dove cadere è molto ma molto più pericoloso che in pista si può anche camminare forte, ma si devono seguire altri criteri di guida.

Uffa che barba! Fammi un esempio.
Ok. La strada d'elezione del mio gruppo era la Tiburtina, antica strada consolare romana che si inerpica sull'appennino verso l'Abruzzo. Partenza da Roma in rombante gruppo selvaggio, tranquilli fino a Tivoli dove prendevamo il caffè, e poi in cavalleria sciolta per circa 40 Km fino al bivio per Riofreddo, paese d'origine di mia madre (fettuccine e bistecca, trote al lago del Turano etc. Noi la chiamavamo la "Tiburtinata")
All'inizio l'ho audacemente percorsa con la fiammante Vespa 50, poi con i 3emezzi con gli amici (io avevo la Ducati 350 Scrambler) e con quelli facevamo veramente i numeri, e via via con le moto sempre più potenti, fino a quando in uscita dalle curve mettevi per terra un centinaio di cavalli con la Ducati 900 Replica (replica di quella con cui il grande Mike Hailwood vinse un Tourist Trophy all'isola di Man...)
Bene, mentre il gruppo si sgranava nei tratti di misto lento e misto veloce, poi si ricompattava nei tratti rettilinei dove si chiudeva il gas per aspettare chi era rimasto indietro sulle curve e rilassarsi.
E poi nuovamente affrontavamo tutti insieme il nuovo tratto di curve e controcurve che ci si parava davanti. Sennò che gusto c'era?
Eravamo di buon livello, tant'è vero che uno di noi, Giannino Pellettier, ha fatto un paio di campionati del mondo nella classe 500 (l'attuale MotoGP) con la Morbidelli (anni '70)  e poi con la Honda (una brutta caduta a Imola lo ha fermato).
Ma soprattutto nessuno (del nostro gruppetto più ristretto) è mai andato per terra! (tranne una volta Eugenio che è finito su una macchia di gasolio grande come il lago di Garda...)
Non andavamo per terra perchè non era una gara fra noi (per questo c'è la pista), ma piuttosto "una palestra della bella guida" dove ognuno dava il meglio tenendosi il famoso "secondo".
Capitava, nell'affrontare magari una bella curva in fila di dieci o quindici motociclette, di vederci una terrificante strisciata di gasolio lasciata dal camion di turno.
Ed era un piacere vedere come in una frazione di secondo tutti erano in grado di cambiare l'assetto e passare all'interno della strisciata (mai all'esterno, se è possibile, perchè ti porta contromano!)

Ma non è solo il gasolio, puoi trovare di tutto: dalla toppa di asfalto semifuso alla cacca di mucca....
Ad esempio, se imbocchi una curva coperta a raggio variabile (cioè che inizia larga e "stringe" mentre la percorri) o ti sei lasciato il "secondo" di margine o sei fritto: vai per terra o contromano, a rischiare un frontale....
Se sei in autostrada devi tener conto della velocità delle auto che stai superando: se sei troppo veloce e ti esce l'utilitaria in sorpasso la vai a tamponare...

E come faccio a sapere quando sono diventato bravo. Ma dico "veramente" bravo!
Semplice, dipende dal tuo "secondo".
Ti potrà capitare, nell'affrontare di una curva, nel percorrere un tratto rettilineo, muovendoti in città etc. di dover gestire una situazione di emergenza.
Quindi eseguire in pochi decimi di secondo determinate e precise manovre che ti faranno evitare il pericolo.....
Bene, ad un certo punto ti capiterà che, mentre tu razionalizzi e decidi cosa fare, ti rendi conto che lo stai già facendo. Che l'inizio dell'esecuzione della manovra ha preceduto il momento in cui hai avuto la percezione della sua necessità. Che il tuo cervello ha introitato il "secondo" e se lo gestisce su livelli diversi, più efficienti, quasi inconsci.
Ecco, sei diventato "veramente" bravo. O brava, è ovvio.

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