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| Beh, una volta a Parigi il
primo luogo visitato non poteva essere che il mitico Crazy Horse!
Le più belle ballerine del mondo in uno spettacolo mozzafiato. E' ancora mattina ma già ci mettiamo in fila: Hai visto mai si esaurissero i posti! |
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| Ma ci concediamo pure una
bella mangiata in un tipico ristorante parigino.
Steak and frites e grossi boccali di birra. Il Juke Box ci offre musica "locale", ma quel giorno gettoniamo soprattutto rock nostalgico. E' il giorno della morte di Elvis Presley! |
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| Siamo tutti soddisfatti, nel
pieno della vacanza, e brindiamo felici.
Il Pupo (ultimo a destra) già comincia a stranirsi......... |
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| Al campeggio di Parigi.
La Laverda 1000 diventa un tavolo per preparare il pranzo. Non abbiamo mai rinunciato alla tenda: l'abbiamo montata in tutti i campeggi d'europa (tranne che in Inghilterra). Ai nostri tempi il turismo in moto fuori europa era ancora da venire, tranne che per pochi avventurosi. E noi già consideravamo il continente come "casa nostra". E abbiamo potuto vedere che anche gli altri la pensavano, quasi sempre, allo stesso modo. |
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| Papy in versione "radiosa".
Non perchè fosse mia moglie da poco più di un anno, ma che bella ragazza! In questo viaggio era l'unica donna. |
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| Qui siamo sui giardini davanti
al Louvre, e stiamo aspettando il nostro turno d'ingresso. Il Louvre è
una delle meraviglie del mondo, secondo me. Abbiamo visto la Monna Lisa!
E poi siamo stati sulla Torre Eiffel, agli Invalidi a vedere la tomba di "Napoleon" (c'è scritto così), e in tanti altri posti. Ma naturalmente, dato che abbiamo
l'argento vivo in corpo, dopo cinque giorni a Parigi cominciamo a guardarci
in faccia e dire: E mo?
Sull'autostrada, in Germania,
facciamo una piccolissima infrazione. Spingiamo, a motore spento, le moto
a ritroso sulla rampa di un parcheggio. Subito sbuca un severo poliziotto
teutonico che si fa dare le patenti e annuncia, indicandoci a uno a uno
col ditone: cento marchi cento marchi cento marchi......
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| Eccoci a Copenaghen!
Grifo e Mergio posano vicino al vichingo, simbolo della Danimarca. Siamo arrivati "stremati" da circa mille chilometri sotto la pioggia. La prima notte abbiamo montato una sola tenda, bagnatissima, in una piazzola sull'autostrada in Germania (proibitissimo!), la seconda ci siamo imbarcati verso mezzanotte ed abbiamo fatto la traversata con il mare forza otto! E' vero che siamo di ferro, ma ci siamo proprio messi alla prova. Al campeggio Mergio e l'Americano si sono addormentati seduti per terra! |
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| Grifo e l'Americano. Quì
eravamo parecchio brilli, anzi proprio sbronzi!
Il fatto è che, visti gli strapazzi, ci era venuta una fame che avremmo divorato anche i blocchi di marmo dei marciapiedi e quindi ci eravamo organizzato un pranzo pantagruelico, con un vino, anzi un vinaccio, che ci ha messo a sedere. Comunque niente problema, perchè avremmo digerito pure il kerosene. Paese che vai, usanze che trovi.........
Ci eravamo fermati su una piazza
a guardare la carta della città. Evidentemente era proibito fermarsi
perchè arriva uno in bicicletta e prende a pugni lo zaino legato
sulla moto dell'americano...
Insomma, questi settentrionali
sono proprio precisi e ordinati, ma secondo me esagerano e vanno fuori
di testa (devo dire che tutti questi episodi erano riconducibili a persone
di mezza età)
Però c'era una cosa
che dovevo verificare.
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| Siamo al "Tivoli", celebre parco di Copenaghen. Questa è Papy tutta felice e con la busta delle compere: i maglioni danesi sono bellissimi. Ma non solo quelli....... |
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| Grifo e Aldo durante lo shopping............
Io non amo fare shopping, ma naturalmente ho dovuto seguire gli altri per negozi. E poi non sono particolarmente portato per le bionde. Preferisco le brune. Finchè non ho visto le commesse danesi! Mamma mia, che roba! Poi, credo, anche io non ero malaccio, per cui certi occhi di ghiaccio piantati nei miei, certi occhi verdi luccicanti in cui mi annegavo, certi corpi che promettevano tepori onirici. Insomma mi dovevano tirare fuori dai negozi con le gomene......... E meno male che mia moglie è un tipo spiritoso. |
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| Visto che abbiamo parlato
di sesso, una visita al pornoshop non poteva mancare. In Italia questi
negozi ancora non c'erano, e quindi rappresentavano un richiamo irresistibile.
Però rappresentano un sesso troppo "ginnico".
Io veramente mi sognavo di stare in un igloo con la commessa dagli occhi di ghiaccio, avvolti in una pelliccia d'orso bianco e il lumino acceso. Nell'inverno polare dove la notte dura sei mesi..... Altro che pornoshop! Volevamo comprare un "souvenir erotico" da riportare a Roma. Uno di quei grossi falli di gomma, da appendere al muro al box dove tenevamo le motociclette. Avrebbe fatto la sua figura! Ma chi lo portava? Il rischio era che alla frontiera italiana qualche poliziotto apriva lo zaino..... Come facevi a dirgli che era "per uso personale"! Abbiamo rinunciato. |
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