Siamo ad Agosto del 1977 e si parte per Parigi!
Il luogo è un passo alpino, in primo piano la Laverda 1.000 di Aldo, che sfoggia una coppia di fari supplementari mostruosi, poi "l'Americano" (perchè è nato in america da genitori emigrati e poi tornati in Italia) seduto sul fido Morini 350 GT, in fondo il Pupo, con l'Honda 500. Mergio (Honda 750 Four) è quello che scatta.
Loro sono partiti qualche giorno prima. Grifo e Papy partono il 12 Agosto, dopo il primo compleanno del loro primo figlio, Simone.
L'Appuntamento è a Chambery, cittadina della Savoia francese. Ci vediamo alla piazza degli elefanti, dove un monumento ricorda ancora il passaggio di Annibale.
Con la nostra Laverda 1.000 abbiamo spaccato il minuto, e si prosegue tutti verso Parigi.
.
Beh, una volta a Parigi il primo luogo visitato non poteva essere che il mitico Crazy Horse!
Le più belle ballerine del mondo in uno spettacolo mozzafiato. E' ancora mattina ma già ci mettiamo in fila: Hai visto mai si esaurissero i posti!
.
 
Ma ci concediamo pure una bella mangiata in un tipico ristorante parigino.
Steak and frites e grossi boccali di birra. Il Juke Box ci offre musica "locale", ma quel giorno gettoniamo soprattutto rock nostalgico. E' il giorno della morte di Elvis Presley!
.
 
Siamo tutti soddisfatti, nel pieno della vacanza, e brindiamo felici.
Il Pupo (ultimo a destra) già comincia a stranirsi.........
.
Ecco il famoso Moulin Rouge, o meglio quello che ne resta.
Si trova a Pigalle, l'antico quartiere degli artisti, ed era il locale preferito di Toulose-Loutrec (che, bisogna dire, apprezzava con lo stesso entusiasmo il bordello....)
Ora è diventato un banale cinema.
Al campeggio di Parigi.
La Laverda 1000 diventa un tavolo per preparare il pranzo. Non abbiamo mai rinunciato alla tenda: l'abbiamo montata in tutti i campeggi d'europa (tranne che in Inghilterra). 
Ai nostri tempi il turismo in moto fuori europa era ancora da venire, tranne che per pochi avventurosi. E noi già consideravamo il continente come "casa nostra". E abbiamo potuto vedere che anche gli altri la pensavano, quasi sempre, allo stesso modo.
.
Papy in versione "radiosa".
Non perchè fosse mia moglie da poco più di un anno, ma che bella ragazza!
In questo viaggio era l'unica donna.
.
Qui siamo sui giardini davanti al Louvre, e stiamo aspettando il nostro turno d'ingresso. Il Louvre è una delle meraviglie del mondo, secondo me. Abbiamo visto la Monna Lisa!
E poi siamo stati sulla Torre Eiffel, agli Invalidi a vedere la tomba di "Napoleon" (c'è scritto così), e in tanti altri posti.

Ma naturalmente, dato che abbiamo l'argento vivo in corpo, dopo cinque giorni a Parigi cominciamo a guardarci in faccia e dire: E mo?
Chi propone di andare ai Castelli della Loira, chi (io) in Normandia. Alla fine si decide: Copenaghen! Non è proprio a un passo, ma tutto sommato l'idea di avvicinarci al grande Nord ci piace. La mattina della partenza piove a dirotto e pieghiamo le tende bagnate.
In due giorni di viaggio traversiamo il Belgio e la Germania sotto un diluvio continuo. Ci imbarchiamo per la Danimarca a Travemunde, vicino Amburgo.
Appena partiti da Parigi il Pupo, che ormai era del tutto stranito, ci molla e se ne torna a Roma, ma senza dirci niente. Così perdiamo mezza giornata e cercarlo in tutti i fossi del circondario.

Sull'autostrada, in Germania, facciamo una piccolissima infrazione. Spingiamo, a motore spento, le moto a ritroso sulla rampa di un parcheggio. Subito sbuca un severo poliziotto teutonico che si fa dare le patenti e annuncia, indicandoci a uno a uno col ditone: cento marchi cento marchi cento marchi......
Allora noi sfoggiamo immediatamente "il pianto del motociclista" in una delle sue versioni più sofisticate. Eravamo espertissimi e riuscivamo a intenerire il cuore dei più inflessibili Carabinieri.
Infatti dopo un pò il severo "Polizei" in tuta verde e BMW si mette a cantare a squarciagola "Arrivederzi Roma..... good bye good bye, my loveeee......" ci lascia andare e ci saluta commosso.
Giuro che è vero!

.
 
Eccoci a Copenaghen!
Grifo e Mergio posano vicino al vichingo, simbolo della Danimarca.
Siamo arrivati "stremati" da circa mille chilometri sotto la pioggia. La prima notte abbiamo montato una sola tenda, bagnatissima, in una piazzola sull'autostrada in Germania (proibitissimo!), la seconda ci siamo imbarcati verso mezzanotte ed abbiamo fatto la traversata con il mare forza otto!
E' vero che siamo di ferro, ma ci siamo proprio messi alla prova. Al campeggio Mergio e l'Americano si sono addormentati seduti per terra!
.
 
Grifo e l'Americano. Quì eravamo parecchio brilli, anzi proprio sbronzi!
Il fatto è che, visti gli strapazzi, ci era venuta una fame che avremmo divorato anche i blocchi di marmo dei marciapiedi e quindi ci eravamo organizzato un pranzo pantagruelico, con un vino, anzi un vinaccio, che ci ha messo a sedere. Comunque niente problema, perchè avremmo digerito pure il kerosene.

Paese che vai, usanze che trovi.........
La Danimarca sembrava il paese dei balocchi. Tutto pulito, ordinato, preciso....... sembrava di essere a Ginevra, ci mancavano solo gli orologi a cucù.
Ai semafori rossi le automobili si mettevano perfettamente in fila, per due se la strada era a due corsie, per tre se la strada era a tre. Noi naturalmente, con le moto, superavamo la fila e arrivavamo sotto il semaforo. Alla partenza, normalmente, con le moto staccavamo il gruppo delle macchine che poi ci raggiungevano........
Mi si affianca uno e senza preavviso mi stringe violentemente come a buttarmi fuori strada.
Freno, lo evito, e penso che è matto, oppure ha bevuto, visto che questo vizietto al di là delle Alpi è assai diffuso.
Al semaforo successivo stessa situazione. Dopo poco un altro mi si affianca e ripete lo scherzetto, tenta di buttarmi fuori strada.
Freno, lo evito, ma stavolta gli strillo una serie di parolacce in romanesco.
Terzo semaforo, la storia si ripete........
Insomma non sopportavano che noi con le moto passassimo avanti, che non rispettavamo "la regola".

Ci eravamo fermati su una piazza a guardare la carta della città. Evidentemente era proibito fermarsi perchè arriva uno in bicicletta e prende a pugni lo zaino legato sulla moto dell'americano...
Poi vediamo un giovanotto nero (quindi, evidentemente, non danese) che inizia a traversare una strada mentre il semaforo pedonale già lampeggiava e gli diventa rosso mentre è ancora in mezzo.
Una Mercedes parte sgommando, e mi sembrava proprio che lo prendesse di mira col fregio sul cofano. E questo che correva che sembrava una cicogna.......

Insomma, questi settentrionali sono proprio precisi e ordinati, ma secondo me esagerano e vanno fuori di testa (devo dire che tutti questi episodi erano riconducibili a persone di mezza età)
Però forse la cosa ha anche dei lati positivi.
Al "Tivoli" (un celebre parco di Copenaghen tutto verde, uccellini e orchestrine) è tassativamente proibito consumare e introdurre alcolici.
Eravamo appena entrati e ci stavamo fotografando subito dopo l'ingresso, sotto lo sguardo del custode, un signore anziano, tipo settantanni, quando entrano due energumeni (probabilmente marinai, tatuati, canotta senza maniche.....) visibilmente brilli e ognuno con una bottiglia sottobraccio.
Il custode, senza una parola, gira alle loro spalle, gli sfila le due bottiglie e le rompe per terra su un tombino che era a pochi passi.
Mo lo ammazzano! E già ci eravamo mossi a difendere il vecchietto dalla prevedibile reazione.
Invece questi, zitti e mosca, sono riusciti e se ne sono andati.
Che strani 'sti vichinghi.

Però c'era una cosa che dovevo verificare.
Così un pomeriggio che tutti sonnecchiavano in campeggio (la romanesca "pennichella" esportata nel profondo nord) decido di fare la prova.
In Danimarca il casco era già obbligatorio. Mi metto il casco al braccio ed esco dal campeggio. Percorro un chilometro e mi immetto in una strada principale........
Nel giro di tre minuti, ma che dico, due, mi si affianca la BMW bianca della polizia. Il poliziotto aveva una attrezzatura bellissima: il casco col microfono e una specie di poncho di pelle. Su una parte stava seduto e quello che sporgeva anteriormente ripiegato sulle gambe fino allo stomaco. Mi ferma e scende severo: biondo col pizzetto sembrava proprio un vichingo!
Si fa dare la patente.......... Cento corone! mi dice tutto serio!
Azz.... ma è una fissazione! Vediamo se me la cavo.
Insomma pur non conoscendo una parola di danese il "pianto del motociclista" funziona anche stavolta. Scampo la multa ma questo non canta, mi agita il ditone come a dire "non ti far beccare più che ti stango......"
Lo avrà raccontato alla moglie: Oggi ho beccato un romano..... e che si credeva di venire a fare come gli pare a Copenaghen! A momenti gli faccio una multa.....
Senti Ulla, ma perchè non ce ne andiamo a Roma, l'anno prossimo?

.
 
Siamo al "Tivoli", celebre parco di Copenaghen. Questa è Papy tutta felice e con la busta delle compere: i maglioni danesi sono bellissimi. Ma non solo quelli.......
.
 
Grifo e Aldo durante lo shopping............
Io non amo fare shopping, ma naturalmente ho dovuto seguire gli altri per negozi. E poi non sono particolarmente portato per le bionde. Preferisco le brune.
Finchè non ho visto le commesse danesi!
Mamma mia, che roba! Poi, credo, anche io non ero malaccio, per cui certi occhi di ghiaccio piantati nei miei, certi occhi verdi luccicanti in cui mi annegavo, certi corpi che promettevano tepori onirici. Insomma mi dovevano tirare fuori dai negozi con le gomene.........
E meno male che mia moglie è un tipo spiritoso.
.
 
Visto che abbiamo parlato di sesso, una visita al pornoshop non poteva mancare. In Italia questi negozi ancora non c'erano, e quindi rappresentavano un richiamo irresistibile. Però rappresentano un sesso troppo "ginnico".
Io veramente mi sognavo di stare in un igloo con la commessa dagli occhi di ghiaccio, avvolti in una pelliccia d'orso bianco e il lumino acceso. Nell'inverno polare dove la notte dura sei mesi.....
Altro che pornoshop!
Volevamo comprare un "souvenir erotico" da riportare a Roma. Uno di quei grossi falli di gomma, da appendere al muro al box dove tenevamo le motociclette. Avrebbe fatto la sua figura!
Ma chi lo portava? Il rischio era che alla frontiera italiana qualche poliziotto apriva lo zaino.....
Come facevi a dirgli che era "per uso personale"!
Abbiamo rinunciato.
.
.
-indietro-