Eccoci al Bol d'Or del 1986! 
Si tratta di una gara di durata sulle 24 ore che fa parte della "Coupe d'Endurance", e si corre sul circuito del "Paul Ricard" in Francia, vicino Tolone, negli ultimi giorni di settembre. Si tratta quindi dell'ultima uscita estiva prima della lunga e sonnacchiosa stasi invernale.
Alla "Coupe d'Endurance" partecipano moto derivate di serie, e quindi le "sorelle spinte" di quelle che usiamo tutti i giorni: Ducati, Honda, Kawasaki.... ma anche qualche Triumph portata dai soliti inglesi. Insomma una festa del motociclismo che dura tre giorni e richiama appassionati da tutta europa. Dalle cento alle duecentomila persone, tutte rigorosamente in motocicletta che alloggiano in enormi campeggi.
Quell'anno siamo, da sinistra Adriana, Fabione, Mosca, Sergente, Grifo, Milo, Rita (quella riccia), Anna Paola (col cappelletto) e infine la Castagna (di cui si vede però solo il cocuzzolo per colpa del solito maldestro fotografo)
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Il Bol d'Or è una vera festa del motociclismo europeo!
Bancarelle che vendono ogni sorta di gadget, gente di tutta europa che condivide la stessa passione, manifestazioni collaterali fra cui gare di moto d'epoca e il "Bol d'Argent", una 12 ore riservata agli "juniores". Pensate che in occasione della gara sulle autostrade francesi i caselli hanno un passaggio apposito riservato alle moto e il pedaggio non si paga. Impensabile da noi!
Il tifo è da stadio: Alè Ducatì, Alè Ducatì, strillano a squarciagola i francesi........
A proposito, chi è questo signore dall'aria divertita?
Questa è proprio da raccontare!
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Eravamo in giro per le bancarelle, vicino ai box delle varie scuderie, quando ci si para davanti un giovanotto francese agitatissimo: - Vu es italien? l'Ingenieur!, l'Ingenieur!, comincia a strillare.
Alla fine ci spiega: lui fa parte di un Motoclub Ducati (in Francia ce ne sono tantissimi) e hanno una bancarella con gadget, magliette, adesivi etc. "l'Ingenieur" è nientemeno che Fabio Taglioni, ingegnere capo della Ducati, il creatore dei "desmo". Deve andare a visitare la bancarella del loro Club, è un onore grandissimo, ma l'Ingegnere non può camminare così, come i comuni mortali. Noi siamo italiani e abbiamo il dovere di scortarlo fino da loro, ci dice a brutto muso.
Perdio se aveva ragione!
Detto fatto prendiamo la bandiera italiana e scortiamo Taglioni. Sergente (che è militare, è pilota dell'Esercito) deve portare la bandiera come rappresentante dello Stato!
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Ecco Taglioni che parla con Fabione, Rita e il motociclista francese (quello con la canotta nera). Sergente fa da alfiere con la bandiera. Io immortalo le scene per i posteri.
Taglioni è un bolognese simpatico. Anche per noi è un mito. E' il creatore delle moto che la piccola azienda italiana, unica al mondo, oppone sulle piste allo strapotere giapponese. Io e Sergente siamo ducatisti sfegatati (anche quando giriamo in BMW o Honda il cuore batte sempre a Borgo Panigale.......) I francesi poi, che non hanno una loro marca motociclistica, quando sono ducatisti ne fanno una vera e propria passione. Loro la domenica escono a fare le "virage", ci dicono. E ci mostrano orgogliosi le fotografie con le gambe ingessate o le braccia al collo.......
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Arriviamo finalmente alla bancarella del Motoclub Ducati francese!
Il signore che si vede a sinistra, quello con la maglietta azzurra, si commuove. Basta co 'sto strapotere giallo sulle piste! Domani li massacriamo! 
Vive l'Italie, vive la France, alè Ducatì, alè Ducatì......
Se andate a vedere i siti internet dei ducatisti francesi noterete che spesso sono decorati con i colori della bandiera italiana. Conoscendo l'amore che portano per i loro colori è un fatto eccezionale.
E quindi ho decorato questa pagina con la loro bandiera. "Allez enfat de la patrie........." 
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Ecco Grifo nel campeggio, con la Ducati decorata della famosa bandiera.
Quando alla partenza suonavano gli inni nazionali (praticamente di tutta europa) noi cantavamo a squarciagola "Fratelli d'Italia", mentre i francesi intonavano la loro bellissima "Marsigliese".
Alla fine della corsa, la domenica pomeriggio, un vero fiume di motociclette riparte e per arrivare alle autostrade si percorre una strada tutte curve. E con migliaia di motociclisti gasati vi potete immaginare che succede (ho visto ingarellarsi anche i tranquilli sidecar teutonici).
Su quel tratto di strada la croce rossa francese monta una tenda di pronto soccorso quasi ad ogni curva. Praticamente gli vanno a ruzzolare sui piedi.
Li raccolgono, li rappezzano, se necessario li ingessano pure.
Et voilà monsieur, au revoir au Bol d'Or 1987!
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