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Bancarelle che vendono ogni sorta di gadget, gente di tutta europa che condivide la stessa passione, manifestazioni collaterali fra cui gare di moto d'epoca e il "Bol d'Argent", una 12 ore riservata agli "juniores". Pensate che in occasione della gara sulle autostrade francesi i caselli hanno un passaggio apposito riservato alle moto e il pedaggio non si paga. Impensabile da noi! Il tifo è da stadio: Alè Ducatì, Alè Ducatì, strillano a squarciagola i francesi........ A proposito, chi è questo signore dall'aria divertita? Questa è proprio da raccontare! |
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Alla fine ci spiega: lui fa parte di un Motoclub Ducati (in Francia ce ne sono tantissimi) e hanno una bancarella con gadget, magliette, adesivi etc. "l'Ingenieur" è nientemeno che Fabio Taglioni, ingegnere capo della Ducati, il creatore dei "desmo". Deve andare a visitare la bancarella del loro Club, è un onore grandissimo, ma l'Ingegnere non può camminare così, come i comuni mortali. Noi siamo italiani e abbiamo il dovere di scortarlo fino da loro, ci dice a brutto muso. Perdio se aveva ragione! Detto fatto prendiamo la bandiera italiana e scortiamo Taglioni. Sergente (che è militare, è pilota dell'Esercito) deve portare la bandiera come rappresentante dello Stato! |
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Taglioni è un bolognese simpatico. Anche per noi è un mito. E' il creatore delle moto che la piccola azienda italiana, unica al mondo, oppone sulle piste allo strapotere giapponese. Io e Sergente siamo ducatisti sfegatati (anche quando giriamo in BMW o Honda il cuore batte sempre a Borgo Panigale.......) I francesi poi, che non hanno una loro marca motociclistica, quando sono ducatisti ne fanno una vera e propria passione. Loro la domenica escono a fare le "virage", ci dicono. E ci mostrano orgogliosi le fotografie con le gambe ingessate o le braccia al collo....... |
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Quando alla partenza suonavano gli inni nazionali (praticamente di tutta europa) noi cantavamo a squarciagola "Fratelli d'Italia", mentre i francesi intonavano la loro bellissima "Marsigliese". Alla fine della corsa, la domenica pomeriggio, un vero fiume di motociclette riparte e per arrivare alle autostrade si percorre una strada tutte curve. E con migliaia di motociclisti gasati vi potete immaginare che succede (ho visto ingarellarsi anche i tranquilli sidecar teutonici). Su quel tratto di strada la croce rossa francese monta una tenda di pronto soccorso quasi ad ogni curva. Praticamente gli vanno a ruzzolare sui piedi. Li raccolgono, li rappezzano, se necessario li ingessano pure. Et voilà monsieur, au revoir au Bol d'Or 1987! |
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