Concluso esperimento scientifico internazionale per l'impiego
di neutroni per il trattamento dei rifiuti nucleari
ENEA partner italiano dell'esperimento MEGAPIE
Roma, 31 dicembre 2007
MEGAPIE è il più innovativo esperimento scientifico internazionale
finalizzato a dimostrare la possibilità di produrre una sorgente
di neutroni di elevata potenza da impiegare in vari settori della ricerca,
ed in particolare, per il bruciamento dei rifiuti radioattivi.
L’esperimento ha consistito in una prima fase di irraggiamento, riuscendo
a produrre una sorgente di neutroni di elevata potenza colpendo un bersaglio
di metallo liquido con un fascio di protoni.
MEGAPIE è stato condotto presso il Paul Scherrer Institute (PSI)
di Villigen in Svizzera, impegnando esperti della comunità scientifica
internazionale dal suo avvio, avvenuto nell’agosto 2006, fino a quando
le attività di ricerca sono state portate a termine a fine dicembre
2006.
Per questo esperimento è stato utilizzato un fascio di neutroni
da 1 MW, il più potente al mondo, ed i risultati ottenuti
hanno dimostrato che il flusso neutronico prodotto era più elevato
dell’ 80% in comparazione a quello che si ottiene con gli abituali bersagli
di tipo solido, superando di gran lunga le aspettative iniziali.
L’Italia ha partecipato tramite l’ENEA a questo esperimento, nell’ambito
del quale ha svolto attività di progettazione dei sistemi di carico
e scarico del “bersaglio di spallazione”, ovvero di una sorta di modulo,
chiamato “target”, nel quale avviene una reazione in cui il nucleo bersaglio
emette neutroni a seguito del bombardamento con protoni ad alta energia,
oltre ad attività di qualificazione dei sistemi per l’asportazione
di calore, di qualificazione dei materiali strutturali in condizione
di corrosione da metallo liquido e di verifica termo-meccanica del target
stesso.
Il supporto italiano a questo esperimento è stato pari a circa
l’otto per cento del valore delle realizzazioni effettuate, ma l’Italia
è risultato il terzo paese per forniture tecnologiche dopo la Svizzera
e la Francia. L’industria italiana, infatti, ha realizzato alcune
delle parti più delicate del sistema, ricevendo il 22 % degli investimenti
per la realizzazione del “target” e dei suoi sistemi ausiliari, ed in particolare:
il circuito di asportazione del calore, il circuito di circolazione del
gas di copertura del “target”, il sistema di carico. Tutto ciò è
stato reso possibile dalle elevate competenze tecnico scientifiche maturate
a livello nazionale sia nel settore della ricerca sui sistemi ADS e delle
tecnologie dei metalli liquidi pesanti sia nel settore dello sviluppo industriale.
Il Paul Scherrer Institute ha coordinato i lavori per l’installazione
e l’assemblaggio del bersaglio e del sistema nel suo complesso. Le autorità
svizzere competenti per la sicurezza (Swiss Federal Office of Public
Health) hanno garantito il controllo di tutte le operazioni.
MEGAPIE ha fornito informazioni di grande rilevanza per lo sviluppo
di queste tecniche, e la campagna sperimentale viene seguita da un team
internazionale con competenze interdisciplinari, composto da 170 persone
tra ricercatori, ingegneri e tecnici provenienti da nove Istituti di ricerca
ed Agenzie governative tra Europa (CEA, CNRS, ENEA, FZK, PSI, SCK-CEN),
Giappone (JAEA), Corea (KAERI) e Stati Uniti d’America (USDOE). I costi
del progetto MEGAPIE, pari a circa 50 milioni di euro complessivi, sono
stati suddivisi tra i vari partecipanti, compresa l’Unione Europea.
Lo studio del bersaglio, ora fatto solidificare, continuerà
per i prossimi 2 anni fornendo preziosissime informazioni sulla composizione
ed il comportamento dei materiali utilizzati nell’esperimento.Alla validazione
della tecnologia con i bersagli a metallo liquido prendono parte anche
gli Stati Uniti e Giappone, che partecipano con propri progetti. MEGAPIE
costituirà una base fondamentale per tutti i futuri progetti industriali
per l’incenerimento delle scorie nucleari e per i reattori sottocritici
alimentati da acceleratore.
L’utilizzo dei neutroni per il trattamento dei rifiuti radioattivi:
Con la loro alta energia, i neutroni possono essere utilizzati per
alimentare un reattore sottocritico, in cui gli elementi radioattivi a
lunga vita, quali nettunio, americio e curio, che si trovano nei rifiuti
prodotti negli impianti nucleari, possono essere trasmutati in elementi
a tempo di decadimento più breve, se non, addirittura, in elementi
stabili. A causa delle loro proprietà pressoché uniche, i
neutroni risultano essere particelle di grande importanza per la ricerca
scientifica. La struttura atomica della materia, la dinamica, così
come le sostanze biologiche possono essere investigate sfruttando questi
costituenti dell’atomo. Tuttavia, per essere disponibili, i neutroni devono
essere rilasciati dai nuclei atomici, così come avviene nel sistema
di spallazione neutronica SINQ (Spallation Neutron Source) presso il Paul
Scherrer Institute. Qui un fascio protonico di alta energia è diretto
contro un bersaglio metallico, provocando l’emissione, per spallazione,
dei neutroni dagli atomi del metallo. Fino ad oggi i bersagli impiegati
sono sempre stati di tipo solido, ma i calcoli teorici effettuati hanno
sempre evidenziato come bersagli di metallo liquido avrebbero consentito
di produrre flussi neutronici più elevati.
Da qui è nato l’esperimento MEGAPIE (Megawatt Pilot Experiment),
pensato per dimostrare la veridicità o meno delle previsioni teoriche,
nonché la possibilità di operare sul lungo periodo un bersaglio
costituito da 920 kg di piombo-bismuto liquido, impiegando il fascio protonico
del ciclotrone presente al Paul Scherrer Institute, in grado di fornire
una potenza in uscita di 1 MW. Usando questo fascio ad elevata potenza
si ottiene un effetto equivalente a quello che si avrebbe impiegando la
potenza di 500 stufe elettriche per riscaldare una teiera.
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