Rifiuti "Radioattivi"
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Sono l'ultima spiaggia dell'ecologista.
Quando hai dimostrato tutto e non sanno più che pesci prendere arriva la domanda: e dove metti i "rifiuti"?
E giù a sproloquiare del Plutonio che rimane radioattivo per 27.000 anni!
Allora tu ribatti che i fagioli restano radioattivi per 1.200 milioni di anni, eppure te li mangi! Quelli in corpo alle mummie sono radioattivi come se li avessero mangiati ieri!

Vediamo di affrontare la questione, tenendo conto che la radioattività è pericolosa "se ne sei esposto", e che qualsiasi sostanza pericolosa è pericolosa "se ne sei esposto". Ma non in assoluto, bensì sopra determinati livelli: anche il curaro può essere usato come medicamento, il botulino è un veleno micidiale ma lo si usa comunemente per diminuire le rughe.

E che radioattività e sostanze pericolose sono comunque presenti in natura, e che la loro produzione e/o diffusione dipende dal fatto che noi "vogliamo" accendere il computer, concimare i terreni, volare con gli aereoplani, curarci in ospedale, andare a scuola, etc. etc.
Se no si ritorna al bel tempo antico, tenendo conto che con la disponibilità di energia del bel tempo antico al mondo potevano vivere un centinaio di milioni di persone. Oggi siamo sei miliardi, quindi ce ne sono, fatta la tara, almeno cinque miliardi e mezzo di troppo, da eliminarsi.
Chi si offre volontario?
Poi considerare che nel bel tempo antico la vita media era di trenta anni (per le donne di meno).
Quanto vi resta?

Chiarita questa cosa possiamo dire che solo un folle potrebbe pensare di dotare le centrali nucleari di appositi camini e buttare in aria gli elementi prodotti dalla fissione, che sono radioattivi,  velenosi e cancerogeni. E quindi si tengono ben chiusi e si mettono in luoghi sicuri.
Invece le centrali a combustibili fossili sono dotate di appositi camini, altissime ciminiere, attraverso le quali vengono "smaltiti" (buttati in aria) ogni giorno migliaia di tonnellate di inquinanti radiattivi, velenosi e cancerogeni.

Saggiamente si dovrebbe preferire un sistema che produce pochi rifiuti (3 mtc/anno/1.000MW) invece di uno che ne produce molti (2,4 miliardi mtc/anno/1.000MW), e si dovrebbe preferire un sistema che consente di stoccare al sicuro questi pochi metri cubi, rispetto a uno che ne sparge miliardi attraverso le ciminiere.
E' ovvio: i primi staranno confinati in strutture geologiche che sono uguali a se stesse da centinaia di milioni di anni. I secondi me li respiro da subito, giorno per giorno, li smaltisco io attraverso i polmoni.
Questa sarebbe la "logica" (che, come diceva Aristotele, non è un'opinione)

Però è come per gli RSU, i rifiuti solidi urbani.
Tutti li producono, tutti pretendeno che il Comune svuoti regolarmente i cassonetti (e si lamentano se il camion fa rumore), ma tutti insorgono, manifestano, fanno a botte con la Polizia, assaltano e picchiano i pubblici funzionari, se si vuole fare una discarica dalle parti di casa loro.
Non parlamo poi di incenerirli! Intervengono subito i verdi a spiegare che l'incenerimento dell'immondizia li farà morire fra atroci sofferenze, il ministro blocca tutto e "insedia" una Commissione.
Allora il ciclo si blocca, si accumulano migliaia di tonnellate di RSU, e la popolazione esasperata (ma è comica, smettessero di produrne) gli da fuoco.
Gli da fuoco, cioè brucia rifiuti a bassa temperatura, cioè produce tonnellate di diossina, se la respira e si prende il cancro. Sicuro: se lo prendono i pupi, nonno, l'ecologista, il furbo, il tonto, il bellimbusto, il ricco e il poverello...
Diciamo che se il Direttore Tecnico di un inceneritore producesse la milionesima parte di quella diossina finirebbe dritto in galera.
E quale sarà l'aumento percentuale dei casi di cancro dovuto alle recentissime crisi dei rifiuti?
Verranno quelli dell'ARPA come a Chernobyl?

Gli americani la chiamano sindrome "Nimby", che sta per "Non nel mio cortile".
No, si chiama, all'italiana, "imbecillità diffusa".
Esattamente come le famose "scorie nucleari", che al 90% riguardano rifiuti radioattivi prodotti negli ospedali. Che dopo essere stati usati per "salvare vite" dovrebbero essere confinati in strutture geologiche uguali a se stesse da milioni di anni.

Ora che abbiamo fatto la premessa ognuno decida se vuole affrontare l'argomento con gli strumenti della scienza e della tecnologia, e quindi con gli strumenti della "Ragione", oppure se li vuole affrontare con gli strumenti della "Imbecillità Diffusa"
Nel primo caso vada avanti, nel secondo riparta dal via e si rilegga tutto.
Poi ritenta, ritenta, ritenta....
Se dopo dieci volte è ancora convinto che è meglio respirarsi migliaia di tonnellate di veleni piuttosto che nascondere un bidone in una miniera di salgemma abbandonata (i tedeschi fanno proprio così), allora, secondo me, può fare la domanda per la pensione.
 
Dopo 60 anni di utilizzo dei reattori nucleari per l'uso civile esiste, a livello planetario, una conoscenza e le tecnologie per gestire, oltre che i rifuti radioattivi in genere, anche quelli specificatamente derivati dall'attività delle centrali.
Tutti i paesi che hanno centrali nucleari gestiscono questo problema senza che si abbia a registrare incidenti o danni sia per la popolazione sia per gli addetti ai lavori.
Non solo i paesi tecnologicamente avanzati, USA, Francia, Germania, Spagna, Svezia etc, ma anche paesi come l'Armenia, la Bulgaria, il Pakistan...

Origine dei Rifiuti Radioattivi

Tutte le attività in cui sono utilizzati o manipolati materiali radioattivi generano rifiuti radioattivi.
Si illustrano di seguito le principali fonti di produzione dei rifiuti radioattivi, distinte per le diverse concentrazioni di radioattività.
- Rifiuti a bassa attività
- Rifiuti a media attività
- Rifiuti ad alta attività

Rifiuti a bassa attività
Le principali fonti di produzione sono:
·  Installazioni nucleari
·  Ospedali
·  Industria
·  Laboratori di ricerca

Essi includono generalmente:
·  Carta, stracci, indumenti, guanti, sovrascarpe, filtri
·  Liquidi (soluzioni acquose o organiche)
Un tipico reattore nucleare di potenza ne produce circa 200 m3 all'anno.
Un significativo contributo proviene dalla disattivazione delle installazioni nucleari non più in funzione.

 Rifiuti a media attività
Le principali fonti di produzione sono:
·  Centrali nucleari
·  Impianti di fabbricazione del combustibile a ossidi misti (MOX)
·  Impianti di riprocessamento
·  Centri di ricerca

Includono generalmente:
·  Scarti di lavorazione, rottami metallici
·  Liquidi, fanghi, resine esaurite
Un tipico reattore nucleare di potenza ne produce circa 100 m3 all'anno.
Un significativo contributo proviene dalla disattivazione delle installazioni nucleari non più in funzione

 Rifiuti ad alta attività

Sono le "ceneri" prodotte dal "bruciamento" dell'uranio nei reattori. I principali componenti sono i prodotti di fissione e gli attinidi transuranici.

Essi sono costituiti:
·  dal combustibile nucleare irraggiato "tal quale"
· dalle scorie primarie del riprocessamento

Un tipico reattore nucleare di potenza produce circa 30 tonnellate all'anno di combustibile irraggiato.
Nel caso del riprocessamento, questo quantitativo corrisponde a circa 3 metri cubi di prodotti della vetrificazione dei rifiuti ad alta attività. 
 
 

Rifiuti radioattivi -Classificazione italiana -Guida Tecnica n.26 - ANPA

Categoria
Definizione
Esempi
Smaltimento definitivo
Prima Categoria Rifiuti la cui radioattività decade in tempi dell'ordine di mesi o al massimo di qualche anno Rifiuti da impieghi medici o di ricerca, con tempi di dimezzamento pari o inferiori a 75 giorni Come i rifiuti convenzionali
Seconda Categoria Rifiuti che decadono in tempi dell'ordine delle centinaia di anni a livelli di radioattività di alcune centinaia di Bq/g, e che contengono radionuclidi a lunghissima vita media a livelli di attività inferiori a 3700 Bq/g nel prodotto condizionato Rifiuti da reattori di ricerca e di potenza, rifiuti da centri di ricerca, rifiuti da disattivazione di impianti In superficie o a bassa profondità con strutture ingegneristiche
Terza Categoria Rifiuti che decadono in tempi dell'ordine delle migliaia di anni a livelli di radioattività di alcune centinaia di Bq/g, e che contengono radionuclidi a lunghissima vita media a livelli di attività superiori a 3700 Bq/g nel prodotto condizionato Rifiuti vetrificati e cementati prodotti dal riprocessamento;
combustibile irraggiato se non riprocessato;
rifiuti contenenti plutonio.
In formazioni geologiche a grande profondità

Schede
La situazione negli altri paesi europei Cme negli altri paesi europei si gestisce il problema dei rifiuti radioattivi
La "Trasmutazione" tecnologie di riutilizzo energetico e azzeramento delle radioattività dei rifiuti nucleari: dichiarazioni del Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia.
ENEA partner italiano dell'esperimento MEGAPIE Concluso esperimento scientifico internazionale per l'impiego di neutroni per il trattamento dei rifiuti nucleari

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