"Ambientalismo"
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Ci sono varie forme di "ambientalismo"
Quella che ci sentiamo di condividere è non spargere veleni nell'ambiente, non fare un uso sconsiderato delle risorse, perseguire sanità e sicurezza sui luoghi di lavoro, costruire abitazioni "sane" dal punto di vista sanitario ed energetico...
Quindi chi si rifà alle norme e prescrizioni dell'Organizione Mondiale per la Sanità, chi si riferisce alle indicazioni dei più prestigiosi enti scientifici internazionali o nazionali ci trova sicuri compagni di viaggio.

Ma ci sono altri aspetti, spesso inconfessabili, che nulla hanno a che fare con questi concetti.
Sono quelli che esamineremo qui.

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L'Uomo: il cancro del pianeta
Questo è un concetto antico: il timore che esistesse una catastrofe incombente dovuta all'accessiva popolazione risale addirittura a Tertulliano (vissuto fra il 155 e il 245 DC)
Tertulliano può definirsi "intransigente e fanatico", in sostanza un teologo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Quinto_Settimio_Fiorente_Tertulliano

Ma bisogna fare un salto di quasi duemila anni per ritrovare le teorie catastrofiste sull'aumento della popolazione, con Thomas Malthus (1776-1834) e il suo "Saggio sul Principio di Popolazione". (http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Robert_Malthus)
Era accaduto che nel 1795 il governo inglese aveva deciso un sussidio a favore dei sudditi poveri.
Malthus si scagliò contro questo sussidio, argomentando che in questo modo i poveri si sarebbero moltiplicati a dismisura (come le cavallette, potremmo dire), mentre le risorse alimentari del pianeta erano finite! (Rimando all'ottimo articolo di Paolo Fornaciari che descrive e commenta bene le teorie malthusiane, "Siamo in troppi sulla Terra?"

Dalle teorie malthusiane (abbastanza naziste, potremmo dire, visto che predicano una sorta di "eugenetica sociale" (cioè riconoscono il diritto all'esistenza solo a chi è in grado di prevalere nell'ambito di una sorta di infinita e feroce competizione sociale), nascono le teorie ambientaliste per cui l'uomo, consumando più risorse di quanto il pianeta produce, modificando all'infinito l'equilibrio "naturale" delle cose, si pone come una spiece di cancro planetario.
E quindi, o si adatta a sopravvivere, nel numero e nella prassi esistenziale, in modo da non incidere sulla "natura", oppure, meglio ancora, si estingue e lascia così liberi polli e lucertoloni di vivere tranquilli su "Gaia".


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Da: "Movimento per l'estinzione volontaria dell'umanità" 
(andate alla sezione italiana, il sito è in 14 lingue) http://www.vhemt.org/

Non insistiamo sul modo in cui la specie umana si è dimostrata un parassita avido ed amorale su un pianeta che era in buona salute. Una negatività di quel genere non offre soluzioni per gli orrori inesorabili che l’attività umana sta provocando.

Piuttosto, il Movimento propone un’alternativa incoraggiante alla distruzione impietosa e completa dell’ecologia della Terra.

Come sanno bene i Volontari del VHEMT, la speranza che si presenta come alternativa all’estinzione di milioni di specie vegetali ed animali è l’estinzione volontaria di una sola specie: l’homo sapiens, …la nostra estinzione.

Ogni volta che qualcuno decide di non generare altri umani da aggiungere ai miliardi brulicanti che già si accalcano su questo pianeta devastato, un nuovo raggio di speranza attenua le tenebre.

Quando ogni essere umano deciderà di non riprodursi, la biosfera della Terra potrà tornare alla sua gloria di un tempo, e ognuna delle creature che rimarranno potrà essere libera di vivere, morire, evolversi e forse scomparire, come nel corso dei millenni hanno già fatto così tanti “esperimenti” di Madre Natura. L’ecologia della Terra tornerà in buona salute… tornerà in buona salute quella “forma di vita” nota a molti col nome di Gaia.

Perché ciò possa accadere è necessaria la nostra scomparsa.

In sostanza questa banda di briganti chiede ai propri adepti di impegnarsi a non fare figli, o di non farne più se già ne hanno. E quindi in un paio di generazioni si potrebbe raggiungere l'obiettivo finale di far estinguere l'umanità.
Magari voi credete che si tratti di una piccola setta di stravaganti, già sterili per conto loro, ma provate a battere su google "estinzione volontaria dell'umanità" e potrete verificare, dal numero delle pagine che escono, quale presa abbiano queste follie sulle menti deboli o gli adolescenti.
 
Vorrei rinascere come virus letale, per ridurre il numero di esseri umani su questi pianeta.
Principe Filippo di Edimburgo, fondatore del WWF

Non si creda che il Fondo Mondiale per la Natura (le cui iniziali in inglese sono appunto Wwf) sia qualcosa “di sinistra”. Come tutti sanno, questa – che è la più potente e ricca organizzazione ambientalista del mondo – è stata fondata da Filippo, duca di Edimburgo, marito della regina d’Inghilterra e dal principe Bernardo d’Olanda. Nella sua direzione internazionale siedono alcuni tra i maggiori petrolieri, industriali, finanzieri del pianeta.
Perchè?
In omaggio proprio alle teorie malthusiane, ma poichè non si possono più far abrogare le leggi a favore dei poveri e farli morir di fame (Malthus ci riuscì) allora l'unica strada possibile è diffonderle insieme al verbo ecologista: convincerli a non riprodursi o, male che va, che almeno vivano come ai bei tempi di una volta, quando portavano la cacca di casa nell'orto del Nobile ed erano felici di avere il privilegio di zappare gratis.
Le parrucche incipriate hanno sempre avuto in odio i plebei. Li sopportano per quanto gli sono utili come servi, o contadini, o operai o addetti ai servizi. Ma è meglio che non ce ne siano troppi.
 
"Le ricorrenti notizie di famiglie sterminate dai funghi costituiscono un buon deterrente e un discreto disincentivo alla loro raccolta selvaggia"
Fulco Pratesi, ex Presidente del Wwf-Italia

Rimando ad un bell'articolo di Vittorio Messori, pubblicato su Avvenire nel 1990, che illustra bene l'ideologia del Wwf e dei suoi esponenti italiani, "L'Ideologia del Wwf"
Lo sapevate che alla morte dovremmo essere dati in pasto ai cani? Leggetelo.
 

Ecoballe americane, ovvero la corsa al Potere
Dopo aver fatto barba e capelli all'ambientalismo "ideologico", quello per cui noi contiamo meno di polli e lucertoloni, vediamo quello "politico", quindi quella branca dove schiere di uomini politici ci spiegano tutta una serie di catastrofi prossime venture, e ci promettono la salvezza se li mettiamo sul trono.
Patriamo dall'attuale "Campione Mondiale", quello che aspira a diventare presidente della più potente nazione della Terra ed è stato recentemente insignito addirittura del Premio Nobel per la Pace grazie al suo impegno nel denunciare i prossimi disastri ambientali.

Questo è il film con cui Al Gore si è guadagnato il Nobel per la Pace, dove si denunciano le malefatte delle multinazionali (lui è stato vicepresidente degli stati Uniti per otto anni!) e si paventano prossimi terribili sfracelli climatici, a meno che gli americani non votino lui e lo facciano "Presidente".
Poi, una volta che sarà l'uomo più potente del mondo (e prima era solo il "Vice", che poteva fare!) tutti questi sfracelli saranno evitati.

Chi ha visto il film ne è uscito impressionato, disperato. La fine ci attende, o votiamo Al Gore e ci adattiamo poi ad una esistenza francescana, dove necessariamente acqua, cibo e luce costeranno tantissimo per "rieducarci" ad una esistenza "sostenibile per Gaia", o sarà l'Apocalisse!
Verremo sommersi da ondate gigantesche, bolliti da estati sahariane, denutriti per la carestia e i superstiti si sbraneranno l'un l'altro come i cannibali.
E' meglio votare per Gore!
Naturalmente i buoni azionisti delle multinazionali, ora ravveduti, dovranno a malincuore moltiplicare i prezzi di acqua, cibo e luce. A loro si sa, dispiace, ma cosa non si farebbe per salvare il mondo e rieducare il popolo?!

Ma, ci saranno veramente 'sti disastri?
Tranquilli, in camera caritatis ci spiega lo stesso Al Gore che non succederà niente.
 
“sfortunatamente negli Stati Uniti d’America viviamo ancora in una bolla d’irrealtà. La negazione è un enorme ostacolo alla discussione di qualunque soluzione. A nessuno interessano le soluzioni se pensa che non vi sia un problema. Dato che questo è il punto di partenza, credo sia corretto far leva su una rappresentazione esagerata dei dati di fatto e dei pericoli, in modo da aprire la mente all’uditorio e spingerlo a prestare attenzione alle soluzioni, e a quanto sia importante risolvere questa crisi”. 

Insomma, che male c'è? Un po di panzane, ma a fin di bene.
Il popolo si impressiona, si educa alla micragna, e soprattutto mi vota.
Gli azionisti invece, poverini, saranno "costretti" ad alzare i prezzi, per la salvezza del pianeta!

Questa "strategia della panzana", o "Ecoballa" è diventata la base tattica e strategica dell'azione politica, e non poteva venire altro che dagli Stati Uniti, da sempre all'avanguardia nella elaborazione dell'innovazione (naturalmente abbiamo fior di discepoli nostrani, come vederemo al prossimo capitolo).
Vediamo cosa scrive il mentore scientifico di Al Gore, quello che si può considerare "l'ispiratore" della sua strategia per approdare alla Casa Bianca, Stephen Schneider, il quale ebbe a dire: 
 
“per un verso, siamo legati eticamente al metodo scientifico, che significa dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità, che significa includere tutti i dubbi, i caveat, i se e i ma. 
Per l’altro verso non siamo solo scienziati, ma anche esseri umani. E come tutti vorremmo che il mondo fosse un luogo migliore, che in questo contesto si traduce nel lavorare per ridurre il rischio di cambiamenti climatici potenzialmente disastrosi. 
Per farlo dobbiamo coagulare un ampio supporto, per catturare l’immaginazione del pubblico. Questo, naturalmente, richiede di ottenere un grande attenzione da parte dei media. 

Quindi dobbiamo offrire scenari terrificanti, fare affermazioni semplicistiche e drammatiche, e accantonare qualunque dubbio possiamo nutrire dentro di noi. 
Questo doppio vincolo etico che così spesso ci troviamo ad affrontare non può essere risolto con una formula. Ciascuno di noi deve decidere il giusto mezzo tra efficacia e onestà”

Negli anni '70 Richard Nixon, Presidente USA che aveva se non altro il merito di aver posto fine alla guerra del Vietnam, fu posto sotto "Impeachment" per aver testimoniato il falso ad una commissione di inchiesta.
Altro che Nobel per la Pace, fu costretto a dimettersi, era bugiardo!
Ma se sono Ecoballe ci si può anche fare la corsa alla Presidenza.
 

Ecoballe a Downing Street
Dopo le Ecoballe americane ora vediamo le Ecoballe inglesi.
Stavolta è l'ex Premier laburista inglese Tony Blair che ha tentato di cavalcare le ecoballe ambientaliste per puntellare il suo traballante posto da Primo Ministro della Regina.
L'operazione non gli è riuscita, ha dovuto mollare la poltrona, ma vale la pena di raccontarla.

A luglio 2005 il Governo Britannico commissiona al "Government Economic Service" uno studio sulle conseguenze dei cambiamenti climatici (e già uno dovrebbe domandarsi che cavolo c'entra un servizio di analisi economiche con il clima, non era meglio affidarlo agli scienziati del clima?)

Lo studio pubblicato con grande clamore mediatico nell’ottobre del 2006, appariva particolarmente autorevole, in quanto Sir Nicholas Stern, Direttore del Government Economic
Service, è uno dei funzionari statali di maggior livello in Gran Bretagna.
Il responso è terrificante:
 
- «Le prove scientifiche sono ormai preponderanti. Il cambiamento del clima presenta gravissimi rischi su scala globale ed esige una urgente risposta sulla medesima scala».

Tony Blair ha definito il rapporto Stern come il documento più importante mai realizzato nel corso dei dieci anni del suo mandato come Primo Ministro e ha fatto un appello affinché il piano d’azione delineato nel rapporto, che prevede una maggiore regolamentazione e un aumento della tassazione, venga adottato in toto.
«Questo disastro non si verificherà in un lontano futuro fantascientifico, ma nel corso della nostra vita» ha detto Blair, che ha proseguito affermando che «al mondo non esiste un problema più grave, più urgente e più arduo da affrontare del mutamento climatico».

Quindi Al Gore ha avuto un illustre predecessore in Tony Blair.
Anche Blair cerca di salvare il suo potere politico buttandosi sul catastrofismo, e già che ci si trova è chiaro che servirà una maggiore regolamentazione (leggi, aumento delle tariffe) e una maggiore tassazione.

A contestare, a nome del mondo scientifico, le Ecoballe di Sir Nicholas Stern ci ha pensato il Prof. Richard Lindzen, Ordinario di Meteorologia presso il Massachusetts Institute of Technology.
Naturalmente Lindzen poi è stato tacciato dagli ambientalisti di essere un feroce aguzzino al soldo delle multinazionali.
Potete leggere il suo articolo "Il riscaldamento globale è la religione dei nostri tempi" e farvi una opinione.
 

Ecoballe romane
Parliamoci chiaro, nel settore delle panzane politiche noi italiani non potevamo mancare, non potevano non rivendicare un posto fra i grandi della Terra.
Quindi, prima di passare alla sezione delle Ecoballe nazionali, doverosamente dobbiamo almeno citare quelle di livello, di ampio respiro.
Naturalmente mi riferisco alla Conferenza Internazione sul Clima, che c'è stata a Roma il 12/13 settembre 2007;
Visto il terrificante responso di questa conferenza, l'Italia si scalda quattro volte più velocemente che il resto del mondo (beati gli abitanti della Corsica, che stanno in Francia e si scaldano di meno) si impone una doverosa verifica!

Cito dal sito web del Min. dell'Ambiente (http://www.minambiente.it/) Sala Stampa, Venerdì 12 ottobre.
 
"Il Nobel a Gore e all'Ipcc e' la migliore risposta possibile a chi ancora oggi si ostina a negare i cambiamenti climatici in atto". 
Lo afferma il ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio. "Ricordiamo- aggiunge Pecoraro- che proprio Al Gore nel corso dell'incontro sui cambiamenti climatici all'Onu il 24 settembre elogio' pubblicamente la conferenza nazionale sui Cambiamenti climatici che si e' svolta a Roma il 12 e 13 settembre e che proprio i dati dell'Ipcc costituirono la base scientifica di quella conferenza". 
....
Il film di Al Gore 'An Inconvenient Truth', sottolinea Pecoraro, fu proiettato in anteprima in Italia al congresso nazionale dei Verdi, "che poi hanno lanciato il Patto per il clima, raccogliendo migliaia di adesioni, tra i cittadini oltre che tra politici, scienziati, imprenditori, e associazioni. E' indispensabile- conclude il ministro dell'Ambiente- che tutti intensifichino gli sforzi per affrontare i cambiamenti climatici in atto".

Come si ricorderà questa conferenza fu sonoramente contestata dagli scienziati climatologi italiani, che per bocca del direttore dell'Istituto di Fisica dell'Atmosfera del C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Prof. Prodi (illustre climatologo di fama e livello internazionale). Si lamentarono, per via gerarchica, con il Ministro dell'Università On. Mussi, e il Prof. Prodi non mancò neanche di intervenire in trasmissioni televisive a rimarcare l'interpretazione quantomeno "stravagante" dei dati climatici e le relative conclusioni del convegno (si era proclamato che in Italia la temperatura sale quattro volte più velocemente che nel resto del mondo, per cui presto sarà che il resto del mondo ci guarda in televisione mentre moriamo tutti bolliti, fra atroci sofferenze)

Ora il Min. dell'Ambiente spiega che la "base scientifica" della conferenza tanto contestata dagli scienziati italiani erano dati dello IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), l'ente internazionale che ha vinto il Premio Nobel per la Pace insieme ad Al Gore.
Per cui si deduce (se sbaglio mi corrigerete) che gli scienziati italiani dell'Istituto di Fisica dell'Atmosfera sono dei solenni somari, e che i dati giusti non sono i loro, ma quelli di Gore-IPCC.

Deduzione grave, fatto grave, che una volta si sarebbe risolta con un duello alla sciabola.
Vediamo chi è questo IPCC, e cosa fa.
 
Cito da http://clima.casaccia.enea.it/ipcc2/index.php?lang=en

L'IPCC non conduce ricerche in proprio né effettua osservazioni sugli andamenti del clima ma si avvale della letteratura scientifica disponibile e di esperti che sulla base delle conoscenze acquisite effettuano analisi e valutazioni per le finalità di IPCC, che, come organo intergovernativo di consulenza scientifica, sono quelle di fornire, oltre al supporto scientifico richiesto ("special reports"), anche il quadro di riferimento scientifico e conoscitivo aggiornato ("assessment reports" con periodicità quinquennale) per l'attuazione delle convenzioni internazionali ONU e degli altri atti deliberati dalle Nazioni Unite inerenti i problemi, dei cambiamenti climatici e le relative interconnessioni o conseguenze con altri problemi ambientali e di sviluppo socio-economico.

Per quanto riguarda il funzionamento dell'IPCC, valgono le regole delle Nazioni Unite sia per la costituzione e la partecipazione alle assemblee plenarie sia per i processi decisionali. Invece, nella attività scientifica di analisi e valutazione delle conoscenze, l'IPCC si avvale di propri regolamenti approvati dalle sue assemblee plenarie.

Tradotto dal politichese:
L'IPCC non fa ricerche in proprio, e per l'analisi e la valutazione delle conoscenze scientifiche si regola come gli pare, secondo come decidono le "assemblee plenarie".
Non è un ente "scientifico" ma un organismo intergovernativo.
Insomma, lo vogliamo dire? Lo diciamo?

No, non lo diciamo, perchè quando le opinioni sono così forti vanno tenute pudicamente riservate (e poi si rischia una querela)
Però, fra l'Asse Gore-Blair-Pecoraro Scanio e il CNR, io do credito al CNR.

Ora possiamo passare alla sezione successiva, dedicata alle ecoballe nazionali


 

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