Aliquote delle varie fonti rinnovabili rispetto al totale (2005) Le energie rinnovabili sono quelle che derivano dai cicli fisici del
pianeta, in sostanza derivano dall'energia diretta del sole: l'eolico deriva
dall'energia termica ceduta dalla radiazione solare all'atmosfera, il solare,
sia termico che fotovoltaico, dalla luce, le biomasse dall'azione della
luce che fa crescere le piante accumulando energia che può essere
riconvertita per mezzo della combustione, l'idroelettrico è dovuto
alle precipitazioni (pioggia, neve), ma anche al naturale scioglimento
del ghiaccio dei giacciai e alla condensazione dell'umidità atmosferica
a contatto di questi.
E' intuitivo che le energie rinnovabili possono essere convenientemente utilizzate sulla base della loro potenzialità locale: se l'energia solare termica o fotovoltaica è convenientemente utilizzabile in un paese ad alta insolazione come l'Italia o la Spagna o il nord Africa, non lo sarà in Svezia o in Norvegia. Allo stesso modo l'idroelettrico sarà utlizzabile in Svezia o Norvegia o Italia, e non nel nord Africa. Quindi l'utilizzo delle energie rinnovabili dipende da un insieme di fattori, relativi alla situazione climatica e metereologica locale oltre che dalla possibilità di trasporto dell'energia prodotta (a dire che l'energia elettrica ipoteticamente prodotta da un impianto nel Sahara poi dovrebbe essere trasportata, a mezzo di un elettrodotto sottomarino, fino in europa) Qui esamineremo la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, tralasciando altri aspetti (ad esempio la produzione di biocarburanti da prodotti agricoli. Infatti i "biocarburanti" servono alla "mobilità", per il sistema dei trasporti su gomma) Vediamo ora una panoramica sullo stato di utilizzo delle energie rinnovabili
in Italia e in Europa, tratta da uno studio del GRTN (Gestore Rete Trasporto
Nazionale) ora GSE (Gestore Sistema Elettrico, www.gse.it), relativo al
2005, e che potete scaricare integralmente da quì:
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1 TWh (Terawatt/ora) = 1.000 GWh (Gigawatt/ora) = 1.000.000 MWh (Megawatt/ora) = 1.000.000.000 kWh (Kilowatt/ora) - Per "termica tradizionale" si intende l'energia ottenuta da combustibili fossili, petrolio, carbone e gas. - Per "idrica da pompaggio" si intende il ripompaggio nei bacini idroelettrici di acqua durante le ore notturne. Questo "ripompaggio" viene fatto con l'energia elettrica da fonte nucleare acquistata all'estero (Francia, Svizzera) durante le ore notturne e a basso prezzo. Poi questa "acqua ripompata" viene fatta discendere di giorno, nelle ore di maggior consumo elettrico. Si tratta quindi di una sorta di "riaccumulo dell'energia" permesso dalla particolare caratteristica dell'idroelettrico. - Per "Perdite di rete" si intende la naturale perdita di energia durante il trasporto sugli elettrodotti, dovuta alla resistenza elettrica specifica dei cavi (rame o alluminio). Interessante anche l'esame della ripartizione dei consumi.
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In questo grafico che rappresenta la ripartizione fra le varie energie
rinnovabili si vede come la gran parte provenga dall'idroelettrico, mentre
ad esempio il solare è praticamente inesistente (la legge incentivo
che ne sostiene l'utilizzo è stata resa operativa a settembre 2005)
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Da questo grafico si rileva come, sull'arco dei sei anni presi in considerazione,
le energie rinnovabili non abbiano compensato nemmeno l'aumento dei consumi.
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Quì possiamo esaminare la situazione UE-15 relativa all'anno
2005, per "quantità" di energia elettrica da fonti rinnovabili (compreso
l'idroelettrico)
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Mentre ad esempio per l'Austria e la Svezia la produzione da rinnovabili
incide oltre il 50% sui consumi totali, per la Germania, che pure è
il secondo produttore europeo di energia rinnovabile, questa contribuisce
per appena il 10% al totale delle necessità.
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Esaminando la produzione di energia elettrica da eolico appare il primato
di Germania e Spagna, con l'Italia al quinto posto.
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La produzione da solare fotovoltaico vede nettamente in testa la Germania, con circa il 90% di quella prodotta in tutta la UE-15. Questo primato dipende da una "legge incentivo" intelligente e approvata già 15 anni fa (e poi copiata in tutto il mondo). Grazie a questa legge la Germania ha sviluppato un intero settore industriale, ed è prima al mondo, in questo settore, sia per tecnologia, sia per volume di affari, sia per numero di occupati. |
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Come si vede l'apporto delle energie rinnovabili sul totale dei fabbisogni è "modesto", e se si escludesse l'idroelettrico sarebbe addirittura "insignificante" (con l'eccezione della Germania che ha sviluppato seriamente eolico e solare fotovoltaico, e della Spagna che ha sviluppato l'eolico) Quindi, se pur auspicabilissimo il progressivo ricorso alle energie
rinnovabili cosiddette "nuove" (solare termico e fotovoltaico, eolico,
biomasse) ci si può ragionevolmente aspettare, sempre che si proceda
con la ricerca tecnologica, con l'installazione di sempre maggiori impianti,
e soprattutto con la volontà "operativa" di fare l'uno e l'altro,
di passare dal 3,9% attuale al 10% nel 2012.
Queste sono le previsioni realistiche, date da tutti gli studi di settore. I traguardi "effettivamente" raggiungibili. Chi racconta che ricoprendo l'Italia di pannelli fotovoltaici e pale eoliche risolveremmo facilmente e gratuitamente i nostri problemi energetici racconta balle, fantasie, scemenze. E lo fa o per completa incapacità di valutare la realtà o peggio per motivi ideologici e politici, inducendo il pubblico in errore per cavarne seguito politico e quindi "potere".
Questa tabella rappresenta il consumo storico di energia elettrica in
Italia dal 1900 al 2005.
Come potete vedere fino al 1950 l'energia idroelettrica è stata
sufficiente a coprire interamente i nostri consumi.
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Dipende, oltre che dalla disponibilità locale dell'energia che si vuole utilizzare, anche dal rapporto fra investimento e resa energetica che se ne ricava, e da questo rapporto dipende alla fine il costo dell'energia che vi arriva in bolletta. Per capirlo dobbiamo esaminare la seguente tabella, con riferimento al "coefficiente di utilizzo".
Ecco quindi spiegato l'arcano:
Se ci riferiamo alla tabella di prima, e quindi il consumo italiano del 2005 pari a 350.000.000 di MWh l'anno, per coprirlo interamente avremmo bisogno di: - 44 reattori nucleari da 1.000 MW di potenza (costo 88 miliardi
di €)
In realtà questo calcolo è solo teorico, diciamo pure
tutto sballato, infatti:
E ovvio che non possiamo avere l'energia elettrica solo quando non piove
e tira vento, è giorno e non è notte, d'estate e non d'inverno
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Ma è chiaro che per i motivi che sono stati indicati il loro apporto potrà coprire una aliquota importante ma marginale sul totale dei fabbisogni di energia elettrica, e a costi nettamente superiori rispetto all'energia nucleare. Quindi l'unico modo di utilizzarle seriamente è come stiamo proponendo: integrate con le altre forme di energia, in un sistema energetico complesso in grado di ottimizzare le specifiche caratteristiche di ognuna fonte. Nel quadro complessivo si otterrà, come vedremo, un risultato rimarchevole e positivo. |
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