Rivelatori di particelle
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Rivelatore di particelle per calorimetro del M.I.T. (Massachussets Istitute of Tecnology)
Il suo compito è quello di "rivelare" la presenza delle particelle "subatomiche" (cioè quelle di cui il nucleo atomico è composto) che si generano durante gli esperimenti nelle macchine acceleratrici.
E' facile, tramite un LINAC (LINear ACcelerator) si portano dei pacchetti di elettroni (o positroni se vi piace giocare coi buchi neri e l'antimateria) alla velocità della luce, e si mettono in orbita in un anello di accumulazione (il primo, A.D.A., aveva diametro un metro, a Frascati avevamo ADONE, di circa 70 metri, ora ce ne sono di decine di Km).
Poi li si estrae e li si manda a sbattere ("collidere") contro un "target" ("targhetta" nel gergo italiano in uso fra i tecnici). Da queste "collisioni" che avvengono a velocità relativistiche si generano appunto le particelle di cui l'atomo è composto, che vengono "viste" da strumenti come questo.

La "vita" di queste particelle è brevissima, dell'ordine dei "nanosecondi" (miliardesimi di secondo), e il numero degli "eventi" è elevatissimo, dell'ordine dei miliardi al secondo. E' così che si studia la "materia" nel campo della Fisica Nucleare.
Naturalmente questa "architettura" è stata studiata per un determinato esperimento. Ne abbiamo realizzati in migliaia di forme e dimensioni diverse. Ogni esperienza copre determinate energie e geometrie, e quindi ogni volta gli strumenti sono diversi.
Li facevamo noi.

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