Pentagono: l'aereo sparito
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Anche per il Pentagono esistono, ovviamente, le tesi complottiste.
Il Boeing 767 sarebbe in realtà stato fatto atterrare in una base militare (esattamente come quello precipitato in Pennsylvania). i passegger sterminati segretamente, seppelliti segretamente, e contro il Pentagono sarebbe stato lanciato un missile Cruise.
Le prove, manco a dirlo, starebbero nelle evidenze rilevabili da foto e filmati.

Gli argomenti sono:
1) - Non ci sono filmati che mostrano l'aereo mentre impatta sul Pentagono
2) - Non ci sono i resti dell'aereo
3) - Il "foro" d'entrata è troppo piccolo
4) - L'oggetto che impatta sul Pentagono è un missile teleguidato, un "Cruise"

Ai punti 1) e 2) si è già risposto sufficientemente nel capitolo precedente, comunque daremo qualche indicazione ulteriore.
Il filmato c'è ed è quello della telecamera del passo carraio esterno, i frammenti dell'aereo ci sono a sufficienza per riconoscere proprio il Boeing 767 della American.
Il Boeing 767 della American Airlines.
Un frammento di fusoliera recante una porzione della scritta "American".
Siamo a pochi minuti dal disastro, e la facciata del Pentagono non è ancora crollata.
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L'identificazione di due frammenti del motore ritrovati fra i rottami. Si tratta di parti della turbina a bassa pressione.
  Il motore del Boeing 757.
Un motore a turbina è composto dal "compressore" (a sinistra) che deve comprimere l'aria e inviarla alla "camera di combustione" (al centro) dove viene miscelata con il carburante e incendiata. Si ottiene così una sorta di esplosione continua, i gas si espandono enormemente e defluiscono attraverso la "turbina" (a sinistra, punto rosso) mettendola in rotazione.
Come si vede la turbina ha un diametro molto inferiore al compressore.
Alcuni hanno dubitato che il disco alettato che si vede nelle fotografie appartenesse al motore del Boeing proprio per questo motivo.
 
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Come è fatto l'aereoplano
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La "sparizione" del Boeing 757 nel Pentagono ha lasciato perplessi molti. E' uno degli argomenti di forza delle teorie complottiste.
Abbiamo già visto per l'aereo precipitato a Shanksville che un aereo che impatta contro un ostacolo fisso si può disintegrare, dipende unicamente dalla velocità, dall'angolo di impatto e dalla natura del bersaglio.
Per spiegare meglio questo processo sarà interessante vedere come è fatto un aereoplano moderno.
Questo era un Boeing 747 Jumbo, un aereo molto più grande dei 767 e 757 dell'11 settembre.
Dove è finito il Jumbo?
Semplicemente si è incendiato, e tutto quello che non è bruciato (sedili, arredi etc.) si è liquefatto, essendo di alluminio. L'alluminio fonde a circa 600 gradi, mentre un incendio di carburante arriva facilmente a 1.000 gradi.
In questo caso si riconoscono la coda e parte del muso che non sono stati raggiunti dalle fiamme, mentre tutta la parte centrale comprese le ali sono scomparse.
Da un incendio del genere si salvano solo i componenti massicci in acciaio, che possono essere ritrovati. Sono parti dei carrelli, dei motori, pompe idrauliche ed altro componenti del genere.
  Questa immagine rappresenta le parti in materiali "compositi" di un Boeing 757. Gli aerei delle ultime generazioni ne fanno largo uso perchè a parità di peso sono più leggere dell'alluminio e molto più resistenti.
I materiali "compositi" sono realizzati con fibre tecniche (fibra di carbonio, o "Graphite", Kevlar) impregnati con resine epossidiche. I pezzi si ricavano su appositi enormi stampi e poi "polimerizzati" in speciali forni sotto pressione (autoclavi)
Questi materiali se incendiati bruciano e ne rimangono solo le ceneri di combustione.
Tutto il resto dell'aereo (in bianco) è di alluminio. Si tratta di leghe aereonautiche (quindi di leghe realizzate appositamente per l'uso aereonautico, che fondono appunto intorno ai 600 gradi.
Questa è la rappresentazione di una sezione di fusoliera di un aereo Douglas DC9.
Si tratta di una struttura molto leggera ma resistente, ottenuta con una serei di lamierini di alluminio spessi appena 1,2 millimetri, tenuti assieme da rivetti di alluminio.
Ancora un esempio di struttura di fusoliera.
Ecco invece un componente massiccio, un carrello.
Si tratta di una struttura "dinamica", che non solo deve sostenere l'aereo a terra, ma soprattutto deve assorbire e disperdere l'enorme energia cinetica che si libera al momento dell'atterraggio.
La foto non rende bene le dimensioni, ma ognuna delle ruote è alta quasi quanto un uomo.
Ecco il carrello in manutenzione
Ed ecco il relitto del carrello ritrovato all'interno del Pentagono.
Come si vede ha subito l'incendio (ossidazione di colore rosso) ed è letteralmente imprigionato in una massa di alluminio fuso.
Si tratta di uno dei due carrelli posteriori.
Raffronto fra il relitto e il carrello.
Raffronto fra il relitto e il carrello.
Qui possiamo apprezzare meglio il relitto del carrello immerso in parte in una grande quantità di alluminio che si è fuso con l'incendio e successivamente risolidificato.
Questa foto è stata scattata subito dopo il disastro, non ci sono ancora soccorritori.
L'incendio arde particolarmente violento e dopo qualche ora causerà il collasso di quella parte della struttura direttamente esposta.
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Queste sono le parti dell'aereo che sono state riconosciute fra i rottami.
In primo luogo i relitti di carrelli e motori. Poi elementi di struttura, elementi della scala anteriore (anche essa ha componenti massicci di acciaio che servono per farla estendere e retrarre. Le "utility system" sono pompe della benzina, valvole, attuatori meccanici del movimento delle superfici, sensori vari. In sostanza tutto quello che era di acciaio non è stato fuso nell'incendio, e a meno di componenti minuscoli e leggeri che possono essere stati resi irriconoscibili, è stato recuperato.
Quasi tutto il resto, alluminio, strutture in materiale composito, plastiche, arredi etc. è fuso o bruciato.
Diciamo "quasi" tutto il resto perchè i rottami dell'aereo si sono sparsi su migliaia di metri quadrati, un'area contigua che comprende ben tre anelli della costruzione, e quindi con zone in cui l'incendio era meno violento e la temperatura non è arrivata a temperature tali da fondere l'alluminio (660 gradi)
La sottile linea celeste rappresenta la traiettoria dell'aereo riferendosi al muso. La lunghezza può essere stimata in circa 100 metri.
- In alto a destra si vede la parte crollata, sia perchè quella maggiormente indebolita dai danni ricevuti sia perchè quella dove l'incendio ardeva più violentemente.
- In basso a sinistra si vede il foro di uscita sul muro causato dal carrello anteriore.
- Tutta l'area sottostante ai tre "Ring", ai tre anelli, è un'unico grande ambiente. Si può vedere facilmente che mentre l'anello "C" ha quattro piani (quattro livelli di finestre) gli anelli "D" ed "E" ne hanno solo tre. Quindi quelli indicati come "Second story roof" sono i solai  di un'unico enorme ambiente al pianterreno che comprende tutti i tre anelli.
- In alto a sinistra si vede la "Roll-up" door" (una porta con serranda, carrabile) e la "Single door" (una porta di accesso per pedoni)
- Benchè si veda che dalle tre aperture (le due porte e il foro sul muro) sia uscito il fumo dell'incendio che ha annerito le pareti, appare chiaro che si questo lato l'incendio è stato di bassa intensità e di più breve durata, mentre invece si è concentrato verso la zona dell'impatto, come è testimoniato dal parziale crollo, il completo annerimento e la mancanza di finestre dell'anello più esterno "D"
L'ambiente attraverso il quale si è disintegrato l'aereo.
Si ripropone lo schema delle colonne abbattute.
Posizione delle colonne interne (rosso, scomparse; blu, strappate e abbattute; verde, strappate; giallo, danneggiate)
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Il "foro troppo piccolo"
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Un altro argomento che lascia perplessa molta gente è il "foro troppo piccolo".
Vediamo.
Queste sono le dimensioni del Boeing 757, apertura alare 38 metri.
Queste sono le dimensioni dei danni sulla facciata del Pentagono
Questo è il foro di uscita sull'anello "C" causato dal carrello anteriore.
(Qualche volta è capitato che in televisione, mentre la voce fuori campo parla di "foro troppo piccolo" viene mostrata questa immagine anzichè quella precedente. E' comunque un modo per disinformare, sia che ne sia vittima anche il giornalista sia che agisca consapevolmente)
Lo stesso foro visto dall'interno. Si vedono chiaramente i residui dell'incendio.
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 Conclusioni:
- Non c'è alcun dubbio che i danni sul Pentagono sono stati causati dal Boeing 757 che vi ha impattato contro. Il relitto del carrello semiannegato nell'alluminio possono essere considerati una prova inoppugnabile.
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