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| Secondo le teorie "complottiste" (o "cospirazioniste") è stata
tutta una sceneggiata, e da foto e filmati ci verrebbero indizi o prove
sufficienti per sostenerlo.
Cominciamo con la prima evidenza: le Torri sarebbero crollate per l'eplosione di cariche poste nei giorni precedenti, e fatte detonare dopo che l'attenzione del mondo era collegata in diretta con Manhattan. Gli aerei sarebbero stati pilotati sulle Torri non dai dirottatori, ma attraverso sistemi di controllo remoto gestiti dai membri della "cospirazione". |
Queste
nuvole di gas miste a polveri sarebbero la "prova" delle avvenute esplosioni,
colte sul fatto dall'obiettivo del fotografo.
In realtà la sezione della torre è un quadrato di 54 metri
di lato. Ogni piano, altro tre metri, contiene 54x54x3 = 8.750 metri cubi
di aria, che schiacciata e compressa dalla parte che scende deve necessariamente
essere espulsa.
Così poco, diranno gli scettici? Un grattacelo tutto d'acciaio!
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Gli esplosivi,
a seconda dei tipi, detonano con velocità dai 3.000 ai 6.000 metri
al secondo. Generano però una onda pressoria che viaggia, ovviamente,
alla velocità del suono, che nell'aria a pressione atmosferica è
indicata appunto a Mach 1 (circa 1.150 Km/h)
In questa foto si vede chiaramente che le nuvole si generano "dopo" che la torre ha iniziato a muoversi. Se fossero esplose delle cariche le nuvole dovrebbero apparire "prima" che la torre si muova. Inoltre i detriti che si vedono scendere lungo le pareti sarebbero stati scagliati lontano. . |
I famosi "sbuffi"
di aria e polveri che si vedono sono relativi appunto a questo processo
di compressione di centinaia di migliaia di metri cubi d'aria.
Ma molto prima che le torri crollino, e quindi si generino gli "sbuffi", si vedono già punti da cui fuoriesce il fumo dell'incendio. Sicuramente vetrate che si sono rotte o erano aperte. A destra è la Torre Nord che è stata colpita da circa venti minuti, a sinistra la Torre Sud su cui incombe l'aereo. . |
Si può
facilmente verificare che sulla facciata dei grattacieli punti da cui esce
fumo, molto ma molto prima che le torre crollino, ci sono già.
Questa è la Torre Sud, appena colpita. Si nota che fino a questo punto, dopo l'enorme fiammata inziale, gli incendi sembrano poca cosa. In realtà la fiammata iniziale ha consumato tutto l'ossigeno che era all'intorno, ed ora per continuare ad ardere il carburante ha bosigno che arrivi altro ossigeno apportato dall'aria. E' il meccanismo di qualsiasi incendio: più forte è il vento e più arde. Se con un estintore si crea intorno all'incendio una zona priva di ossigeno (l'estintore diffonde appunto anidride carbonica) l'incendio si spegne. . |
Questo accade perchè l'aria è, in Fisica, un "gas perfetto", e quindi un "elastico perfetto". Tutta l'energia che accumulasse comprimendosi (e riscaldandosi) viene restituita nella fase di espansione (raffreddandosi) Si vede in alto la colonna di aria mista a polveri che erutta verso l'alto e in basso la parte ancora in piedi della torre. In alto a sinistra, sulla Torre Nord (che crollerà venti muniti dopo questo istante) si continuano a vedere i famosi "sbuffi" che sarebbero la prova delle "esplosioni" . |
La Torre contiene ben 1.100.000 metri cubi di aria che devono spostarsi dall'interno all'esterno in circa dieci secondi. E' vero che l'aria è "leggera", ma si tratta di una massa di 1.500 tonnellate (peso specifico= 1,297 kg/m3) E' importante rendersi conto che in pochi secondi si sono liberate energie gigantesche. . |
| Quindi si può dire che da quello che appare sulle fotografie
e sui filmati, i famosi "sbuffi", questi sono dovuti a dinamiche fisiche
di corpi in movimento, migliaia di tonnellate di detriti e migliaia di
metri cubi di aria, che interagiscono fra loro sottoposti alla forza di
gravità.
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Questa nuvola
di polveri che sta avvolgendo tutta Manhattan dopo il crollo delle torri
è composta da migliaia di tonnellate di cemento (i pavimenti dei
piani erano struttura metallica ricoperta di cemento), gesso (i pannelli
dei muri interni), amianto (la coibentazione protettiva delle travi metalliche)
e altro.
E, naturalmente, l'esplosivo. . |
In ogni attentato
dinamitardo la prima cosa che si fa è la repertazione degli esplosivi.
Nel caso delle Torri, secondo la stima fatta dal titolare della maggiore e più antica azienda che si occupa di demolizioni controllate, ne sarebbero state necessaire 75 tonnellate (75.000 Kg), presumibilmente di C4 (da noi si chiama T4). Nella tragica storia italiana di attentati terroristici potremmo citare molti casi, e sempre è stato possibile trovare i residui dell'esplosivo, che si reperta con tecniche semplici e consolidate, che sono nella conoscenza di chiunque abbia a che fare con indagini giudiziarie. In questo caso i residui di esplosivo si sarebbero sparsi per tutta
Manhattan.
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Gli esplosivi
non sono solubili in acqua, quindi sono repertabili a distanza di anni.
Nel caso Ustica ad esempio dopo una prima repertazione del 1982 (che evidenziò
sui reperti la presenza di T4) si fecero nuove analisi nel 1987, repertando
sia T4 che TNT (tritolo). Quindi a ben sette anni dal disastro. Con nuove
analisi sui reperti questi esplosivi verrebbero fuori ancora oggi.
Questa possibilità di analisi a così lunga distanza di tempo è possibile per due fattori. - La prima, come si è detto, è che gli esplosivi non sono solubili in acqua, e quindi le piogge non li portano via. - La seconda è che sono rilevabili in quantità infinitesimale, praticamente a livello di molecole. Chi sostiene le tesi "complottiste" non avrebbe dovuto far altro che
eseguire dei prelievi, sui muri, sui davanzali, sulle terrazze, sulle strade,
sui vestiti, sui libri, sulle antenne, dappertutto.
Ma, attenzione! Questa "repertazione" non si può fare in modo
"malandrino", cioè inquinare di esplosivo un davanzale e poi repertarlo.
Lo avrebbero già fatto.
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C'è
l'eplosivo a Manhattan?
No, lo sappiamo per certo grazie alla pignoleria (e alla professionalità) teutonica. Infatti si Liberty Street, di fronte alle Torri, si affaccia la sede di un edificio della Deutsche Bank tedesca. http://www.renewnyc.com/plan_des_dev/130Liberty/default.asp Questo edificio non è stato danneggiato dal crollo delle Torri,
ma appunto inquinato dalle nuvole di polvere. La banca tedesca, diligentemente,
ha fatto eseguire tutte le analisi possibili (spendendo circa trenta milioni
di dollari) per dimostrare che quell'edificio ormai è inquinato
oltre le norme di legge e quindi va abbattuto. Le analisi sono state fatte
per avere l'indennizzo dall'assicurazione, e quindi sono prove da esibire
in Tribunale perchè, ovviamente, l'assicurazione fa orecchie da
mercante.
Vi rimando al link dedicato a questo argomento, dove troverete i risultati
delle analisi.
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Questa è la foto aerea dell'area interessata. In basso al centro
si trova Liberty Street e il palazzo della Deutsche Bank (Bankers Trust) |
Una
pagina coi diagrammi delle analisi eseguite sull'edificio della Deutsche
Bank n Liberty Street.
L'edificio è in via di demolizione perchè la presenza di inquinanti di vario genere supera abbondantemente i limiti di legge, e sulle sue terrazze, ancora nel 2005, sono stati ritrovati centinaia di frammenti di essere umani. |
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| Continuando "anche" nell'ipotesi che le teorie complottiste si basino
sul preconcetto e la malafede (cioè a dire che sono costruite e
calibrate per "creare verità alternative" e non per "cercare la
verità) affrontiamo il nuovo coniglio tirato fuori da cilindro di
questi prestigiatori.
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Il Prof.
Jones, un fisico dell'Università america dello Utah, ha ipotizzato
che le torri non sono state demolite con gli "esplosivi", bensì
con una sostanza chiamata "Termite".
La Termite è un composto incendiario fatto di polvere di alluminio e polvere di ossido di ferro, che brucia a circa 2.800 gradi. In questo caso gli autori della "cospirazione" avrebbero legato alle travi portanti delle torri (quindi alla struttura interna) un gran numero di candelotti di Termite, che bruciando avrebbero "liquefatto" l'acciaio delle travi determinando il crollo degli edifici. Questa teoria è stata immediatamente fatta propria dai "complottisti" ed arricchita con una serie di prove ed evidenze, una delle quali sarebbe appunto la fotografia di questi pompieri che, dopo i crolli, sono affacciati su una cavità piena dell'acciaio fuso dalla Termite. Impressionante! Per adesso possiamo dire che essendo la Termite una sostanza incendiaria, e non un esplosivo, vengono automaticamente a cadere tutte le "prove" indicate in precedenza, gli "sbuffi" etc. Si può anche dire però che l'ipotesi Termite supera brillantemente
il problema che non siano stati repertate tracce di esplosivi. Infatti
la reazione incendiaria della Termite produce, come vedremo, Ferro e Ossido
di Alluminio, sostanze presenti in migliaia di tonnellate nei detriti delle
Torri.
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La "Termite"
è un composto di Alluminio e Ossido di Ferro.
La reazione chimica, che si innesca ed avviene ad alta temperatura (circa 2.800 gradi) trasferisce l'ossigeno presente dell'ossido di ferro verso l'alluminio, trasformandolo in ossido di alluminio. Al termine della reazione abbiamo Ossido di Alluminio e Ferro (quindi in pratica l'Ossigeno si è trasferito dal Ferro all'Alluminio). E' stata inventata in Germania nel 1893 dal Dott. Hans Golsmith. E' stata usata fino alla seconda guerra mondiale come prodotto incendiario, o anche come carica di demolizione. Famoso il suo utilizzo dai Ranger americani a Point Du Hoc, nello sbarco in Normandia, per mettere fuori uso i cannoni tedeschi. Vedremo meglio! . |
| Qui possiamo vedere una combustione di Termite. Click
Here.
Come si vede la Termite arde con luce vivissima e alta temperatura. . |
| Qui invece possiamo vedere un tentativo di demolizione fatto con la
Termite. Click Here.
Attenti che la scena è un po forte... . |
| A questo link potete vedere un filmato di soldati americani che usano
una bomba di "Thermite" per un tentativo di demolizione. Click
Here.
Siamo in guerra! . |
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| Dopo aver vistole terribili distruzioni che può fare la Termite,
vediamo di chiarire come funziona la faccenda.
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. In questa sequenza di immagini si vede rispettivamente 1) le due sostanze ancora da mescolare, polvere di Alluminio e Ossido di Ferro 2) Si è sistemato un crogiolo con la Termite, e sotto uno stampo in cui si è sistemato un bullone rotto (è privo della testa). 3) Acceso il micidiale miscuglio si vede il ferro fuso che cola verso il basso, quindi a elevatissime temperature 4) ed ecco il lavoro fatto, il ferro fuso che è colato nello stampo si è saldato al bullone e rifatto la testa che mancava. Con un buon lavoro di lima la vecchia automobile è bella che aggiustata. Quindi possiamo dire:
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Facciamo la
controprova.
Questo è un aggeggio molto simile al crogiolo di prima, ma si stanno saldando due rotaie. Il crogiolo è fatto in modo che il Ferro fuso che deriva dalla reazione cola fra i due binari, si salda ad essi e contemporaneamente riempie l'interstizio. Poi, con una buona lima a mazzo si appareggia la rotaia. Potete agevolmente notare che il crogiuolo, il coperchio e tutta la baracca sono a loro volta fatti di Ferro. La Termite non è in grado nemmeno di fondere il recipiente in cui arde, ed è ovvio, perchè il calore si sviluppa dove c'è la reazione fra ossido di ferro e alluminio. E' ovvio che questo sistema è "d'epoca", si faceva prima dell'invenzione della saldatura ad arco. . |
Però
viene ancora utilizzato per la saldatura delle rotaie dei carroponti industriali.
Si chiama "saldatura alluminotermica" e serve per evitare le sconnessioni
e gli spazi vuoti che danneggerebbero le ruote del carroponte (qui siamo
su un carroponte per container)
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Ora che
abbiamo visto come funziona la Termite, possiamo finalmente spiegare perchè
i Ranger americani la usarono nello sbarco in Normandia, a Point Du Hoc.
(Clik Here per sentire inni patriottici) Dovendo mettere fuori uso dei cannoni, gettando delle bombe alla Termite
ad esempio nelle canne il ferro fuso che sarebbe colato si sarebbe saldato
nelle canne (come con le rotaie) e il cannone non funzionava più.
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Ora possiamo
riguardare con occhio critico la fotografia che mostra i pompieri che si
affacciano sul laghetto di acciaio fuso che si troverebbe sotto i detriti
delle Torri.
Cominciamo col dire che l'acciaio fonde a circa 1.600 gradi. Nessuno può stare con la faccia o il corpo così vicino a una fonte di calore a quella temperatura: arderebbe in pochi secondi, morirebbero tutti in pochi secondi. Uno, quello con la pala, sembra addirittura che abbia le gambe dentro! Potremmo già dire che è una foto fasulla, creata da qualche furbacchione, e che circola tra i complottisti come "prova" che c'erano i laghetti di acciaio fuso. Viene pure mostrata in televisione, e il popolo finora ignaro prende coscenza che i fatti dell'11 settembre sono in realtà una cospirazione per dominare il mondo! . |
Questo è
lo schema di un altoforno, una apparecchiatura per la produzione del Ferro.
Come si vede il ferro fuso si estrae dal basso, mentre la carica dei minerali avviene dall'alto. Il ferro fuso (più pesante) si concentra in basso e viene estratto aprendo le apposite aperture, mentre in alto si concentrano le scorie e i fumi. . |
La parte
alta di un altoforno è esplosiva, una specie di vulcano attivo che
erutta continuamente scorie incandescenti e gas, a circa 2.000 gradi. Pensate
ai nostri poveri pompieri che ci stanno con la faccia sopra!
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Queste invece
sono le colate del ferro fuso, estratto dalla parte bassa. Essendo privo
delle scorie non c'è attività esplosiva.
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| Quindi avremmo due argomenti da discutere:
- Uno sono le tecniche di disinformazione usate dai complottisti. La foto dei pompieri è emblematica, quì sono stati colti con le mani nella marmellata, ma non è molto diversa dalle stupidaggini sulla termite o gli esplosivi. E' però indicativa di come, per supportare argomenti inconsistenti non si esita a "produrre" pretese prove oggettive. - Un altro sarebbe di capire come un gran numero di persone, mediamente intelligenti, mediamente scolarizzate, mediamente informate, abbocchino ciecamente a qualsiasi scemenza gli viene presentata senza farsi domande, elaborare un minimo di concetti e fare alcune semplici verifiche. |
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| Un altro punto di "mistero" riguarda la presnza di zone ad alta temperatura
nell'area del disastro.
Sono state rilevate da un aereo da rilevamento della NASA con due passaggi, il 16 e il 23 settembre, quindi cinque e dodici giorni dopo il disastro. http://pubs.usgs.gov/of/2001/ofr-01-0429/thermal.r09.html
Nel primo rilevamento appaiono circa una dozzina di "Hot Spots" (punti
caldi), con punte di temperatura di 800 gradi.
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![]() Questa immagine più ampia mostra gli "Hot Spots" ripresi il giorno
16 settembre.
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Positions are in degrees-minutes-decimal seconds, datum WGS84. Position accuracy is estimated to be approximately +/- 6 meters (18 feet). (NB- le temperature sono in gradi Kelvin, per convertire in gradi centigradi sottrarre 273)
Infine, nell'immagine sottostante, la posizione degli Hot Spots.
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| Appare evidente la piccola dimensione superficiale dei punti caldi
(da 0,08 a 0,8 mq) compresi in quadrati di lato da 0,9x0,9 mt a 0,3x0,3
mt.
Quindi stiamo parlando di 8 punti da 30x30 cm a 90x90 cm su un’are di circa 160.000 mq (considerando 400x400 mt) Sicuramente non si tratta di “acciaio fuso” in quanto la temperatura dovrebbe essere di circa 1.500 gradi centigradi Si deve inoltre considerare che queste temperature sono state prese il 16 settembre, a cinque giorni dal disastro, e che in una successiva rilevazione fatta il 23 settembre questi punti caldi erano praticamente esauriti. Secondo le teorie che contestano la “versione ufficiale” questi punti
sono indicativi di acciaio fuso al momento del disastro e che si sta raffreddando.
Acciaio che in questa ipotesi è stato fuso dalla “termite” utilizzata
per sciogliere, fondendole, le putrelle della struttura. Quindi questo
acciaio fuso deriva sia dal ferro fuso che si genera nella combustione
della Termite sia dall’acciaio delle stesse putrelle.
La mappatura delle zone calde nell’area del disastro, derivata dalla
stessa rilevazione del 16 settembre, pubblicata dalla stessa NASA a questo
indirizzo
Come si vede non si tratta più di “punti” molto caldi ma inferiori
a un metro quadrato, ma di zone importanti per estensione sparse su tutta
l’area del disastro, specificatamente dove sono crollati i tre edifici,
il WTC7 (in alto) e le due torri (al centro)
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| Per risolvere l'enigma dobbiamo capire da dove viene questo "calore".
Viene da due fattori
Nel crollo degli edifici oltre alle strutture sono state seppellite
migliaia di tonnellate di sostanze combustibili, quali carta, mobilia,
materie plastiche, insomma tutto quello che già aveva alimentato
gli incendi prima dei crolli.
Quindi si può concludere che gli “spot caldi” non sono dovuti
a corpi solidi caldi, ma a gas caldi, derivanti dalla lenta combustione
che avveniva magari metri sotto la superficie, e che si aprivano la strada
verso l’esterno.
![]() Questa immagine è stata ripresa il giorno 15 settembre, quello precedente al rilevamento della NASA. Si vede chiaramente il fumo nascere dagli stessi punti in cui sono rilevati gli Hot Spots Insomma, ce l’avete presente la brace?
![]() |
| Conclusioni:
- Gli esplosivi non c'erano perchè in tal caso le analisi eseguite
dalla Deutsche Bank li avrebbe trovati. Si tratta di una campagna di analisi
finalizzata ad avere le prove giudiziarie da esibire in Tribunale per ottenere
il risarcimento dalla assicurazione, dimostrando che il palazzo è
inquinato da decine di sostanze chimiche pericolose, fatta con larghezza
di mezzi e su centinaia di punti di prelievo.
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