Complotti & Misteri
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Secondo le teorie "complottiste" (o "cospirazioniste") è stata tutta una sceneggiata, e da foto e filmati ci verrebbero indizi o prove sufficienti per sostenerlo.
Cominciamo con la prima evidenza: le Torri sarebbero crollate per l'eplosione di cariche poste nei giorni precedenti, e fatte detonare dopo che l'attenzione del mondo era collegata in diretta con Manhattan.
Gli aerei sarebbero stati pilotati sulle Torri non dai dirottatori, ma attraverso sistemi di controllo remoto gestiti dai membri della "cospirazione".

Queste nuvole di gas miste a polveri sarebbero la "prova" delle avvenute esplosioni, colte sul fatto dall'obiettivo del fotografo.

In realtà la sezione della torre è un quadrato di 54 metri di lato. Ogni piano, altro tre metri, contiene 54x54x3 = 8.750 metri cubi di aria, che schiacciata e compressa dalla parte che scende deve necessariamente essere espulsa.
Dopo un solo secondo dal momento del collasso la parte superiore è scesa di 9,8 metri, e quindi ha già espulso 28.600 metri cubi di aria (casa vostra mediamente ne contiene 300 metri cubi)
L'aria che viene compressa nei piani via via che la parte superiore scende aumentando la pressione prima fa esplodere i vetri verso l'esterno e successivamente il resto delle pareti.
Basta una sovrappressione di 0,1 atmosfera (atm.) per i vetri e 0,3/0,4 per le pareti (la ruota dell'automobile la gonfiate a 2/2,2 atm.)

Così poco, diranno gli scettici? Un grattacelo tutto d'acciaio!
E invece si. 0,1 atm. corrisponde a 0,1 Kg per centimetro quadrato, e su un vetro da 1 metro per un metro di centimetri quadrati ce ne stanno 100x100= 10.000, che corrisponde a 1.000 Kg, una tonnellata. Smontate una finestra, la mettete su un cavalletto e poi sul vetro ci mettete l'automobile, e verificate che si sfonda.
Stesso discorso per le pareti. Una parete di 3x6 metri di centimetri quadrati ne ha 300x600= 180.000, che a 0,3 atm. fa la bellezza di 54 tonnellate (sono due TIR a pieno carico).
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Gli esplosivi, a seconda dei tipi, detonano con velocità dai 3.000 ai 6.000 metri al secondo. Generano però una onda pressoria che viaggia, ovviamente, alla velocità del suono, che nell'aria a pressione atmosferica è indicata appunto a Mach 1 (circa 1.150 Km/h)
In questa foto si vede chiaramente che le nuvole si generano "dopo" che la torre ha iniziato a muoversi. Se fossero esplose delle cariche le nuvole dovrebbero apparire "prima" che la torre si muova. Inoltre i detriti che si vedono scendere lungo le pareti sarebbero stati scagliati lontano.
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I famosi "sbuffi" di aria e polveri che si vedono sono relativi appunto a questo processo di compressione di centinaia di migliaia di metri cubi d'aria.
Ma molto prima che le torri crollino, e quindi si generino gli "sbuffi", si vedono già punti da cui fuoriesce il fumo dell'incendio. Sicuramente vetrate che si sono rotte o erano aperte.
A destra è la Torre Nord che è stata colpita da circa venti minuti, a sinistra la Torre Sud su cui incombe l'aereo.
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Si può facilmente verificare che sulla facciata dei grattacieli punti da cui esce fumo, molto ma molto prima che le torre crollino, ci sono già.
Questa è la Torre Sud, appena colpita.
Si nota che fino a questo punto, dopo l'enorme fiammata inziale, gli incendi sembrano poca cosa.
In realtà la fiammata iniziale ha consumato tutto l'ossigeno che era all'intorno, ed ora per continuare ad ardere il carburante ha bosigno che arrivi altro ossigeno apportato dall'aria.
E' il meccanismo di qualsiasi incendio: più forte è il vento e più arde.
Se con un estintore si crea intorno all'incendio una zona priva di ossigeno (l'estintore diffonde appunto anidride carbonica) l'incendio si spegne.
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Questo è il collasso della Torre Sud. Come si vede l'enorme massa dei detriti (in totale circa 60.000 tonnellate) si apre verso l'esterno a causa della resistenza dell'aria che si comprime e poi si riespande verso l'esterno.
Questo accade perchè l'aria è, in Fisica, un "gas perfetto", e quindi un "elastico perfetto". Tutta l'energia che accumulasse comprimendosi (e riscaldandosi) viene restituita nella fase di espansione (raffreddandosi)
Si vede in alto la colonna di aria mista a polveri che erutta verso l'alto e in basso la parte ancora in piedi della torre.
In alto a sinistra, sulla Torre Nord (che crollerà venti muniti dopo questo istante) si continuano a vedere i famosi "sbuffi" che sarebbero la prova delle "esplosioni"
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Questo è il collasso della Torre Nord. Anche quì possiamo notare la colonna di aria mista a polveri che trova il suo sfogo verso l'alto, uno "sbuffo" in basso a destra e il gigantesco frammento che sta per colpire il WTC7.
La Torre contiene ben 1.100.000 metri cubi di aria che devono spostarsi dall'interno all'esterno in circa dieci secondi.
E' vero che l'aria è "leggera", ma si tratta di una massa di 1.500 tonnellate 
(peso specifico= 1,297 kg/m3)
E' importante rendersi conto che in pochi secondi si sono liberate energie gigantesche.
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Quindi si può dire che da quello che appare sulle fotografie e sui filmati, i famosi "sbuffi", questi sono dovuti a dinamiche fisiche di corpi in movimento, migliaia di tonnellate di detriti e migliaia di metri cubi di aria, che interagiscono fra loro sottoposti alla forza di gravità.
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L'esplosivo
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Questa nuvola di polveri che sta avvolgendo tutta Manhattan dopo il crollo delle torri è composta da migliaia di tonnellate di cemento (i pavimenti dei piani erano struttura metallica ricoperta di cemento), gesso (i pannelli dei muri interni), amianto (la coibentazione protettiva delle travi metalliche) e altro.
E, naturalmente, l'esplosivo.
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In ogni attentato dinamitardo la prima cosa che si fa è la repertazione degli esplosivi.
Nel caso delle Torri, secondo la stima fatta dal titolare della maggiore e più antica azienda che si occupa di demolizioni controllate, ne sarebbero state necessaire 75 tonnellate (75.000 Kg), presumibilmente di C4 (da noi si chiama T4).
Nella tragica storia italiana di attentati terroristici potremmo citare molti casi, e sempre è stato possibile trovare i residui dell'esplosivo, che si reperta con tecniche semplici e consolidate, che sono nella conoscenza di chiunque abbia a che fare con indagini giudiziarie.

In questo caso i residui di esplosivo si sarebbero sparsi per tutta Manhattan.
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Gli esplosivi non sono solubili in acqua, quindi sono repertabili a distanza di anni. Nel caso Ustica ad esempio dopo una prima repertazione del 1982 (che evidenziò sui reperti la presenza di T4) si fecero nuove analisi nel 1987, repertando sia T4 che TNT (tritolo). Quindi a ben sette anni dal disastro. Con nuove analisi sui reperti questi esplosivi verrebbero fuori ancora oggi.
Questa possibilità di analisi a così lunga distanza di tempo è possibile per due fattori.
- La prima, come si è detto, è che gli esplosivi non sono solubili in acqua, e quindi le piogge non li portano via.
- La seconda è che sono rilevabili in quantità infinitesimale, praticamente a livello di molecole.

Chi sostiene le tesi "complottiste" non avrebbe dovuto far altro che eseguire dei prelievi, sui muri, sui davanzali, sulle terrazze, sulle strade, sui vestiti, sui libri, sulle antenne, dappertutto.
Lo si potrebbe fare ancora oggi, e la tecnica è semplicissima: si strofina con un batuffolo di cotone imbevuto di acetone da analisi, si mette in un contenitore di vetro da analisi, e si porta in un laboratorio universitario abilitato al Servizio di spettrometria di massa.
Il risultato viene accettato come prova da qualsiasi Tribunale.

Ma, attenzione! Questa "repertazione" non si può fare in modo "malandrino", cioè inquinare di esplosivo un davanzale e poi repertarlo. Lo avrebbero già fatto.
Se una mattonella è inquinata lo è anche quella vicino. Se è inquinato un davanzale lo è anche quello adiacente. Per cui il Giudice, che lo sa bene, ordina delle controanalisi e se avete fatto i furbi ha le prove per mettervi in galera. E questo è il motivo per cui nessuno ci prova, e come vederemo si è dovuta trovare una spiegazione alternativa, da furbi.
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C'è l'eplosivo a Manhattan?
No, lo sappiamo per certo grazie alla pignoleria (e alla professionalità) teutonica.
Infatti si Liberty Street, di fronte alle Torri, si affaccia la sede di un edificio della Deutsche Bank tedesca.
http://www.renewnyc.com/plan_des_dev/130Liberty/default.asp

Questo edificio non è stato danneggiato dal crollo delle Torri, ma appunto inquinato dalle nuvole di polvere. La banca tedesca, diligentemente, ha fatto eseguire tutte le analisi possibili (spendendo circa trenta milioni di dollari) per dimostrare che quell'edificio ormai è inquinato oltre le norme di legge e quindi va abbattuto. Le analisi sono state fatte per avere l'indennizzo dall'assicurazione, e quindi sono prove da esibire in Tribunale perchè, ovviamente, l'assicurazione fa orecchie da mercante.
Fra le decine di sostanze "rilevate e misurate" non ci sono esplosivi.
Da notare che su questo edificio è stata ritrovata anche la sostanza radioattiva che era contenuta in quantità infinitesimali (millesimi di grammo) nei segnalatori di fumo montati nel sistema antincendio delle torri.

Vi rimando al link dedicato a questo argomento, dove troverete i risultati delle analisi.
E' un lavoro imponente, impossibile farlo più completo e accurato.
http://www.renewnyc.com/plan_des_dev/130Liberty/characterization_study_report.asp
Potete liberamente scaricare i vari documenti in formato .pdf e verificare.

Questa è Liberty Street dopo il crollo delle Torri.

 

Questa è la foto aerea dell'area interessata. In basso al centro si trova Liberty Street e il palazzo della Deutsche Bank (Bankers Trust)
Una pagina coi diagrammi delle analisi eseguite sull'edificio della Deutsche Bank n Liberty Street.
L'edificio è in via di demolizione perchè la presenza di inquinanti di vario genere supera abbondantemente i limiti di legge, e sulle sue terrazze, ancora nel 2005, sono stati ritrovati centinaia di frammenti di essere umani.
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La Termite
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Continuando "anche" nell'ipotesi che le teorie complottiste si basino sul preconcetto e la malafede (cioè a dire che sono costruite e calibrate per "creare verità alternative" e non per "cercare la verità) affrontiamo il nuovo coniglio tirato fuori da cilindro di questi prestigiatori.
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Il Prof. Jones, un fisico dell'Università america dello Utah, ha ipotizzato che le torri non sono state demolite con gli "esplosivi", bensì con una sostanza chiamata "Termite".
La Termite è un composto incendiario fatto di polvere di alluminio e polvere di ossido di ferro, che brucia a circa 2.800 gradi.
In questo caso gli autori della "cospirazione" avrebbero legato alle travi portanti delle torri (quindi alla struttura interna) un gran numero di candelotti di Termite, che bruciando avrebbero "liquefatto" l'acciaio delle travi determinando il crollo degli edifici.
Questa teoria è stata immediatamente fatta propria dai "complottisti" ed arricchita con una serie di prove ed evidenze, una delle quali sarebbe appunto la fotografia di questi pompieri che, dopo i crolli, sono affacciati su una cavità piena dell'acciaio fuso dalla Termite.
Impressionante!
Per adesso possiamo dire che essendo la Termite una sostanza incendiaria, e non un esplosivo, vengono automaticamente a cadere tutte le "prove" indicate in precedenza, gli "sbuffi" etc.

Si può anche dire però che l'ipotesi Termite supera brillantemente il problema che non siano stati repertate tracce di esplosivi. Infatti la reazione incendiaria della Termite produce, come vedremo, Ferro e Ossido di Alluminio, sostanze presenti in migliaia di tonnellate nei detriti delle Torri.
Per cui quando uno gli contesta che gli esplosivi non ci stanno ti rispondono che è ovvio: le Torri le hanno bruciate con la Termite! Ne abbiamo le "prove"!
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La "Termite" è un composto di Alluminio e Ossido di Ferro.
La reazione chimica, che si innesca ed avviene ad alta temperatura (circa 2.800 gradi) trasferisce l'ossigeno presente dell'ossido di ferro verso l'alluminio, trasformandolo in ossido di alluminio.
Al termine della reazione abbiamo Ossido di Alluminio e Ferro (quindi in pratica l'Ossigeno si è trasferito dal Ferro all'Alluminio).
E' stata inventata in Germania nel 1893 dal Dott. Hans Golsmith.
E' stata usata fino alla seconda guerra mondiale come prodotto incendiario, o anche come carica di demolizione. Famoso il suo utilizzo dai Ranger americani a Point Du Hoc, nello sbarco in Normandia, per mettere fuori uso i cannoni tedeschi.
Vedremo meglio!
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Qui possiamo vedere una combustione di Termite. Click Here.
Come si vede la Termite arde con luce vivissima e alta temperatura.
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Qui invece possiamo vedere un tentativo di demolizione fatto con la Termite. Click Here.
Attenti che la scena è un po forte...
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A questo link potete vedere un filmato di soldati americani che usano una bomba di "Thermite" per un tentativo di demolizione. Click Here.
Siamo in guerra!
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Dopo aver vistole terribili distruzioni che può fare la Termite, vediamo di chiarire come funziona la faccenda.
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In questa sequenza di immagini si vede rispettivamente
1) le due sostanze ancora da mescolare, polvere di Alluminio e Ossido di Ferro
2) Si è sistemato un crogiolo con la Termite, e sotto uno stampo in cui si è sistemato un bullone rotto (è privo della testa).
3) Acceso il micidiale miscuglio si vede il ferro fuso che cola verso il basso, quindi a elevatissime temperature
4) ed ecco il lavoro fatto, il ferro fuso che è colato nello stampo si è saldato al bullone e rifatto la testa che mancava. Con un buon lavoro di lima la vecchia automobile è bella che aggiustata.

Quindi possiamo dire:
- E' vero che la Termite brucia a elevate temperature e che è in grado di fondere l'acciaio
- La reazione trasforma l'Alluminio in Ossido di Alluminio, e l'Ossido di Ferro in Ferro (o acciaio, l'acciaio è semplicemente ferro con poco carbonio)
- Il calore sviluppato dalla reazione viene utilizzato dentro la reazione per fondere lo stesso ferro contenuto nella Termite, non resta energia sufficiente (leggi: calore sufficiente) per fondere altro, nemmeno il bullone.
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Facciamo la controprova.
Questo è un aggeggio molto simile al crogiolo di prima, ma si stanno saldando due rotaie.
Il crogiolo è fatto in modo che il Ferro fuso che deriva dalla reazione cola fra i due binari, si salda ad essi e contemporaneamente riempie l'interstizio. Poi, con una buona lima a mazzo si appareggia la rotaia.
Potete agevolmente notare che il crogiuolo, il coperchio e tutta la baracca sono a loro volta fatti di Ferro. La Termite non è in grado nemmeno di fondere il recipiente in cui arde, ed è ovvio, perchè il calore si sviluppa dove c'è la reazione fra ossido di ferro e alluminio.
E' ovvio che questo sistema è "d'epoca", si faceva prima dell'invenzione della saldatura ad arco.
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  Però viene ancora utilizzato per la saldatura delle rotaie dei carroponti industriali. Si chiama "saldatura alluminotermica" e serve per evitare le sconnessioni e gli spazi vuoti che danneggerebbero le ruote del carroponte (qui siamo su un carroponte per container)

http://www.gantry.com/code/it/serv_03.asp#
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  Ora che abbiamo visto come funziona la Termite, possiamo finalmente spiegare perchè i Ranger americani la usarono nello sbarco in Normandia, a Point Du Hoc.
(Clik Here per sentire inni patriottici)

Dovendo mettere fuori uso dei cannoni, gettando delle bombe alla Termite ad esempio nelle canne il ferro fuso che sarebbe colato si sarebbe saldato nelle canne (come con le rotaie) e il cannone non funzionava più.
Non è che  l'ufficiale tedesco avrebbe trovato al posto del cannone un laghetto di acciaio fuso.
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Ora possiamo riguardare con occhio critico la fotografia che mostra i pompieri che si affacciano sul laghetto di acciaio fuso che si troverebbe sotto i detriti delle Torri.
Cominciamo col dire che l'acciaio fonde a circa 1.600 gradi. Nessuno può stare con la faccia o il corpo così vicino a una fonte di calore a quella temperatura: arderebbe in pochi secondi, morirebbero tutti in pochi secondi. Uno, quello con la pala, sembra addirittura che abbia le gambe dentro!
Potremmo già dire che è una foto fasulla, creata da qualche furbacchione, e che circola tra i complottisti come "prova" che c'erano i laghetti di acciaio fuso. Viene pure mostrata in televisione, e il popolo finora ignaro prende coscenza che i fatti dell'11 settembre sono in realtà una cospirazione per dominare il mondo!
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Questo è lo schema di un altoforno, una apparecchiatura per la produzione del Ferro.
Come si vede il ferro fuso si estrae dal basso, mentre la carica dei minerali avviene dall'alto.
Il ferro fuso (più pesante) si concentra in basso e viene estratto aprendo le apposite aperture, mentre in alto si concentrano le scorie e i fumi.
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La parte alta di un altoforno è esplosiva, una specie di vulcano attivo che erutta continuamente scorie incandescenti e gas, a circa 2.000 gradi. Pensate ai nostri poveri pompieri che ci stanno con la faccia sopra!
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Queste invece sono le colate del ferro fuso, estratto dalla parte bassa. Essendo privo delle scorie non c'è attività esplosiva.
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Quindi avremmo due argomenti da discutere:
- Uno sono le tecniche di disinformazione usate dai complottisti. La foto dei pompieri è emblematica, quì sono stati colti con le mani nella marmellata, ma non è molto diversa dalle stupidaggini sulla termite o gli esplosivi. E' però indicativa di come, per supportare argomenti inconsistenti non si esita a "produrre" pretese prove oggettive.
- Un altro sarebbe di capire come un gran numero di persone, mediamente intelligenti, mediamente scolarizzate, mediamente informate, abbocchino ciecamente a qualsiasi scemenza gli viene presentata senza farsi domande, elaborare un minimo di concetti e fare alcune semplici verifiche.
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Gli "Hot Spots"
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Un altro punto di "mistero" riguarda la presnza di zone ad alta temperatura nell'area del disastro.
Sono state rilevate da un aereo da rilevamento della NASA con due passaggi, il 16 e il 23 settembre, quindi cinque e dodici giorni dopo il disastro.
http://pubs.usgs.gov/of/2001/ofr-01-0429/thermal.r09.html

Nel primo rilevamento appaiono circa una dozzina di "Hot Spots" (punti caldi), con punte di temperatura di 800 gradi.
Nel secondo rilevamento si sono ridotti a cinque.
 

Questa immagine più ampia mostra gli "Hot Spots" ripresi il giorno 16 settembre.
Al centro è la zona delle due torri e in alto la zona del WTC7.
Secondo i complottisti questa è la prova inequivocabile della presenza dei famosi laghetti di acciaio fuso, in pratica la prova che sa le due torri sia il WTC7 sono state demolite con la micidiale "Termite"
Lo stanno a dimostrare, appunto, le temperatire superiori a 800 gradi che la NASA ha rilevato.
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 Location   Temperature  Area 
Positions are in degrees-minutes-decimal seconds, datum WGS84.
Position accuracy is estimated to be approximately +/- 6 meters (18 feet).

(NB- le temperature sono in gradi Kelvin, per convertire in gradi centigradi sottrarre 273)

Hot Spot
N Latitude W Longitude
(Kelvin)
% FOV sq meter
A
40o 42' 47.18" 74o 00' 41.43"
1000
15 0.56
B
40o 42' 47.14" 74o 00' 43.53"
830
 2 0.08
C
40o 42' 42.89" 74o 00' 48.88"
900
20 0.8 
D
40o 42' 41.99" 74o 00' 46.94"
790
20 0.8
E
40o 42' 40.58" 74o 00' 50.15"
710
10 0.4
F
40o 42' 38.74" 74o 00' 46.70"
700
10 0.4
G
40o 42' 39.94" 74o 00' 45.37"
1020
1 0.04
H
40o 42' 38.60" 74o 00' 43.51"
820
2 0.08

Infine, nell'immagine sottostante, la posizione degli Hot Spots.
A e B si trovano in corrispondenza del WTC7
C, D, E, F, G e H si trovano nell'area delle Torri


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Appare evidente la piccola dimensione superficiale dei punti caldi (da 0,08 a 0,8 mq) compresi in quadrati di lato da 0,9x0,9 mt a 0,3x0,3 mt.
Quindi stiamo parlando di 8 punti da 30x30 cm a 90x90 cm su un’are di circa 160.000 mq (considerando 400x400 mt)
Sicuramente non si tratta di “acciaio fuso” in quanto la temperatura dovrebbe essere di circa 1.500 gradi centigradi
Si deve inoltre considerare che queste temperature sono state prese il 16 settembre, a cinque giorni dal disastro, e che in una successiva rilevazione fatta il 23 settembre questi punti caldi erano praticamente esauriti.

Secondo le teorie che contestano la “versione ufficiale” questi punti sono indicativi di acciaio fuso al momento del disastro e che si sta raffreddando. Acciaio che in questa ipotesi è stato fuso dalla “termite” utilizzata per sciogliere, fondendole, le putrelle della struttura. Quindi questo acciaio fuso deriva sia dal ferro fuso che si genera nella combustione della Termite sia dall’acciaio delle stesse putrelle.
Quindi, è importante rimarcarlo, questa ipotesi nega l’utilizzo degli esplosivi.
Chiaro? La Termite non è un esplosivo, brucia ad alta temperatura (circa 2.000C) producendo ferro fuso che a contatto delle putrelle le ha fuse a loro volta.
Gli esplosivi avrebbero frantumato le putrelle senza fondere niente.

La mappatura delle zone calde nell’area del disastro, derivata dalla stessa rilevazione del 16 settembre, pubblicata dalla stessa NASA a questo indirizzo 
http://rst.gsfc.nasa.gov/Sect4/Sect4_2.html
ci permette di dare una spiegazione diversa

Come si vede non si tratta più di “punti” molto caldi ma inferiori a un metro quadrato, ma di zone importanti per estensione sparse su tutta l’area del disastro, specificatamente dove sono crollati i tre edifici, il WTC7 (in alto) e le due torri (al centro)
Di queste zone non sappiamo la temperatura media (o almeno in questa pagina non c’è), ma trattandosi di aree molto vaste evidentemente contengono una grossa quantità di “calore”, ma a temperature molto più basse dei 500-800 gradi centigradi rilevati dalla NASA (è ovvio, sarebbe stato impossibile accedere all'area)
Rimane quindi da capire cosa siano gli Hot Spots rilevati dalla NASA
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Per risolvere l'enigma dobbiamo capire da dove viene questo "calore".

Viene da due fattori
- Dagli incendi, e quindi dai combustibili che per ore hanno aumentato la temperatura di migliaia di tonnellate di acciaio e cemento, fino ai crolli che sono avvenuti quando una parte significativa della struttura portante (le putrelle) hanno raggiunti circa i 500 gradi. Possiamo considerare indicativamente in vento o trenta piani la zona direttamente scaldata dagli incendi
- Dal crollo, e quindi da quella parte di energia cinetica che si è trasformata in calore. Infatti, tranne l’energia consumata per compiere “lavoro meccanico” (ad esempio piegare o spezzare le travi, o frantumare i pavimenti in cemento) la restante energia cinetica si è trasformata in calore per urti e attriti.

Nel crollo degli edifici oltre alle strutture sono state seppellite migliaia di tonnellate di sostanze combustibili, quali carta, mobilia, materie plastiche, insomma tutto quello che già aveva alimentato gli incendi prima dei crolli.
E quindi questi combustibili si sono venuti a trovare, pur seppelliti in polveri e calcinacci, a contatto con le putrelle che si trovavano alle temperature di collasso, intorno ai 500C.
La carta si autoincendia a 451F (ricordate il famoso film?) cioè a 232C, e quindi ha avviato un processo di autocombustione.
Ma la combustione avviene tanto più velocemente quanto maggiore è il quantitativo di ossigeno disponibile, e quindi data la carenza di ossigeno nell’impasto di sostanze inerti e sostanze combustibili la combustione è avvenuta lentamente.
Stiamo parlando di migliaia di tonnellate di acciaio a 500C, di migliaia di tonnellate di sostanze combustibili e di tonnellate di ossigeno disperso fra i detriti, ossigeno che via via che entrava in combustione risucchiava lentamente altra aria (altro ossigeno) attraverso gli stessi detriti.

Quindi si può concludere che gli “spot caldi” non sono dovuti a corpi solidi caldi, ma a gas caldi, derivanti dalla lenta combustione che avveniva magari metri sotto la superficie, e che si aprivano la strada verso l’esterno.
E questi spiega le minuscole aree rilevate dalla NASA, è come se avessero fotografato, dall’alto, dei buchi di canne fumarie.
A questo punto, se ci sono le canne fumarie, è necessario che ci sia il fumo.
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Ed ecco il fumo
Questa immagine è stata ripresa il giorno 15 settembre, quello precedente al rilevamento della NASA. Si vede chiaramente il fumo nascere dagli stessi punti in cui sono rilevati gli Hot Spots

Insomma, ce l’avete presente la brace?
Se la smuovete il fuoco arde e si forma la fiamma, se la lasciate stare si consuma lentamente e la mattina dopo la trovate ancora calda.
Sostituite i pochi kg di legno con migliaia di tonnellate combustibili ed avete il rapporto.
Se l’aereo della NASA passasse sulla casa vedrebbe il buco del camino come un “hot spot”
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Conclusioni:

- Gli esplosivi non c'erano perchè in tal caso le analisi eseguite dalla Deutsche Bank li avrebbe trovati. Si tratta di una campagna di analisi finalizzata ad avere le prove giudiziarie da esibire in Tribunale per ottenere il risarcimento dalla assicurazione, dimostrando che il palazzo è inquinato da decine di sostanze chimiche pericolose, fatta con larghezza di mezzi e su centinaia di punti di prelievo.
- Gli "sbuffi" derivano dal movimento di migliaia di tonnellate di materiali solidi e aria. Addirittura si vedono chiaramente sulla Torre Nord venti minuti prima che essa crolli.
- La termite non avrebbe fuso le travi di acciaio, visto che l'unico acciaio che può fondere è quello che contiene essa stessa. Anzi, visto che si usa per saldare fra loro le rotaie avrebbe avuto l'effetto opposto: saldare fra di loro le travi metalliche delle torri.
- I pompieri non possono stare affacciati sulla bocca superiore degli altoforni, a dire che "le bugie hanno le gambe corte".
- Gli Hot Spots rilevati dalla NASA sono le fumarole della cambusione che ancora ardeva fra i detriti.

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