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Personalmente avevo maturato l'opinione che i piloti si fossero addestrati
adeguatamente e che avessero pianificato l'operazione alla perfezione.
Il loro addestramento è troppo ben pianificato sul "sistema"
per poter essere casuale.
Dice Osama Bin Laden: “I fratelli che hanno eseguito l'operazione,
tutti loro sapevano che era un'operazione di martirio, noi gli avevamo
detto di andare in America ma non conoscevano i dettagli dell'operazione,
nemmeno un singolo particolare. Li avevamo addestrati ma non
avevamo rivelato loro nulla finché essi non furono lì,
poco
prima che salissero sugli aerei".
Questo è impossibile. I dirottatori hanno mostrato di aver pianificato
tutto alla perfezione, e di conoscere gli aerei alla perfezione.
Conoscendo le procedure aereonautiche hanno spento i transponder mandando
in crisi di confusione il sistema, conoscendo gli arei sono stati in grado
di usare il pilota automatico per dirigersi verso i bersagli, conoscendo
la rete delle radioassistenze sono riusciti a raggiungere i bersagli senza
problemi.
Proprio dalla lettura dei dati della scatola nera del volo UA93, precipitato
in Pennsylvania, si ricava che dopo il dirottamento il sistema di navigazione
fu riprogrammato inserendo i dati relativi a Washington, e queste non sono
azioni da "piloti della domenica".
Del resto la pianificazione degli attentati ha richiesto qualche anno.
Gli aspetti mediatici soprattutto, la pianificazione delle previste (e
non effettuate) sollevazioni popolari contro i governi degli stati arabi
moderati, la difesa contro la prevedibile reazione americana, la gestione
di tutto l'immenso movimento politico e di opinione che si sarebbe messo
in moto fra gli islamici di tutto il mondo, facendo di Al Quaeda e del
suo leader il punto focale dell'attenzione per mesi e per anni.
Gli organizzatori avrebbero affidato tutto questo a improvvisati piloti
della domenica?
E' cretino solo il pensarlo.
I piloti della domenica, addestrati dagli stessi americani per colpire
altri americani, serve ad alimentare sconcerto e confusione, e sono il
primo necessario tassello alle teorie complottiste, che senza di esso non
potrebbero nemmeno nascere.
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Piloti della domenica
Mohamed Atta Al-Sayed, nato il
1° settembre 1968 in Egitto
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Volo American AA11 Boston – Los Angeles
Boeing B767-223ER
Impatto: North Tower (WTC1)
Mohamed Atta Al-Sayed, nato il 1° settembre 1968 in Egitto.
PILOTA.
Laureato in Architettura presso l'Università del Cairo.
Nel 1993 si trasferisce ad Amburgo, in Germania, dove si iscrive alla
Technical University di Amburgo.
Il 3 giugno del 2000 entra negli Stati Uniti, sbarcando dall'aeroporto
di Newark, nel New Jersey.
Nel luglio del 2000 Atta, insieme a Marwan Al-Shehhi (un altro dei dirottatori),
si iscrive presso la “Huffman Aviation”, una scuola di volo di Venice,
in Florida. Atta si spaccia per un discendente della famiglia reale saudita,
e spaccia Al-Shehhi per la sua guardia del corpo.
Il 21 dicembre del 2000 entrambi ottengono le licenze di volo FAA,
dopo aver effettuato 260 ore di volo e aver pagato un totale di quasi 40.000
dollari per le lezioni.
Rudi Dekkers, responsabile della Huffman Aviation, in un'intervista
rilasciata il 21 ottobre del 2001 ha dichiarato che i due arabi ottennero
le abilitazioni di pilota commerciale e quella IFR (volo strumentale),
per aerei monomotore e plurimotore di peso non superiore alle 12.000 libbre.
Tra i velivoli abilitati, figurano il monomotore Piper Cherokee
e il bimotore Piper Seneca II.
Nel frattempo, il 5 novembre del 2000, Atta aveva acquistato materiale
video didattico relativo al cockpit (cabina di pilotaggio) dei velivoli
Boeing B747-200 e Boeing B757-200 dalla Sporty's Pilot Shop di Batavia
(Ohio).
L'11 dicembre del 2000, presso lo stesso fornitore, aveva comprato
materiale analogo relativo all'Airbus A320 e al Boeing B767-300ER.
Il 26 dicembre del 2000 alle 17.45, i due hanno un problema al motore
di un Piper Cherokee che stavano pilotando dopo averlo noleggiato alla
scuola Huffman e abbandonano il velivolo ai margini di una pista dell'aeroporto
internazionale di Miami, dove viene recuperato 35 minuti più tardi.
Il giorno successivo un funzionario della FAA telefona inferocito alla
Huffman e redarguisce il capo istruttore della scuola, Dan Pursell, ma
la cosa non ha ulteriori conseguenze.
Il 29 dicembre i due terroristi raggiungono l'Opa-Locka Airport, dove
si iscrivono alla scuola di volo “SimCenter” e si impratichiscono al
simulatore del Boeing B727 (un trimotore a getto largamente usato per
l'addestramento dei piloti di linea).
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| Il Piper Cherokee, su cui Atta ha preso il brevetto |
Il Cockpit del Piper Cherokee |
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| Il Piper Seneca, su cui Atta è stato abilitato al volo strumentale |
Il Cockpit del Piper Seneca |
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| Il Boeing 727, su cui Atta ha fatto pratica sul simulatore |
Il Cokpit del Boeing 727 |
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| Il Boeing 767, che Atta piloterà contro la Torre Nord |
Il Cokpit del Boeing 767 |
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Considerazioni
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Mohamed Atta è un architetto, e si iscrive ad Amburgo a una
facolta universitaria ingegneristica. E' perfettamente in grado di fare
un corso di pilotaggio. Secondo prassi si brevetta con un piccolo aereo
da turismo, poi ottiene l'abilitazione su bimotore e al volo strumentale.
Fin da sette mesi prima dell'operazione inizia a volare sul simulatore
di un grosso aereo commerciale, il Boeing 727, simile per dimensioni e
prestazioni al Boeing 767.
Vista la enorme differenza fra la strumentazione del Boeing 727 (analogica)
e quella del Boeing 767 (digitale) fin da sette mesi prima dell'operazione
acquista materiale didattico per lo studio della strumentazione digitale
del Boeing 767 |
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Piloti della domenica
Marwan Al-Shehhi, nato il 9 maggio
1978 negli Emirati Arabi Uniti
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Volo United UA175 Boston - Los Angeles
Boeing B767-222
Impatto: South Tower (WTC2)
Marwan Al-Shehhi, nato il 9 maggio 1978 negli Emirati Arabi Uniti.
PILOTA.
Figlio di un appartenente al clero musulmano, con legami di parentela
alla famiglia di Atta, si arruola nelle forze armate degli Emirati Arabi
Uniti e nel febbraio del 1996 viene inviato a Bonn, in Germania, per studiare
la lingua tedesca e l'ingegneria navale.
Tornato in Germania (2000), inizia a prendere lezioni di volo per aerei
a reazione, e acquista un simulatore di volo per il Boeing 747.
Il 29 maggio del 2000 Al-Shehhi raggiunge gli USA, sbarcando sull'aeroporto
di Newark nel New Jersey. Pochi giorni dopo è raggiunto da Atta.
I due si iscrivono e frequentano insieme i corsi di volo della Huffman
Aviation di Venice, in Florida, insieme ottengono le licenze di volo e
insieme continuano ad addestrarsi presso i simulatori di volo del plurimotore
a getto Boeing 727 (vedi sopra alla scheda di Atta).
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Considerazioni
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Marwan Al-Shehhi è un militare, inviato dal suo paese in Germania
per imparare il tedesco e diventare ingegnere navale.
Anch'egli è' perfettamente in grado di fare un corso di pilotaggio.
Secondo prassi si brevetta con un piccolo aereo da turismo, poi ottiene
l'abilitazione su bimotore e al volo strumentale. Fin da sette mesi prima
dell'operazione inizia a volare sul simulatore di un grosso aereo commerciale,
il Boeing 727, simile per dimensioni e prestazioni al Boeing 767.
Vista la enorme differenza fra la strumentazione del Boeing 727 (analogica)
e quella del Boeing 767 (digitale) fin da sette mesi prima dell'operazione
acquista materiale didattico per lo studio della strumentazione digitale
del Boeing 767 |
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Piloti della domenica
Hani Hanjour, nato il 30 agosto
del 1972 in Arabia Saudita
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Volo American AA77 Washington – Los Angeles
Boeing B757-223
Impatto: Pentagono
Hani Hanjour, nato il 30 agosto del 1972 in Arabia Saudita.
PILOTA.
Quello stesso anno (1996) ritorna in USA, ospite di alcuni amici del
fratello, e inizia a frequentare alcune scuole di volo. Talvolta utilizza
il nome Hani Hanjoor anziché Hani Hanjour.
In particolare prima frequenta la Sierra Academy Aeronautics di Livermoore
(California), una scuola prestigiosa che addestra i piloti di oltre 50
grandi compagnie aeree internazionali, ma si ritira dopo le prime lezioni
di orientamento e si iscrive alla CRM Airline Training di Scottsdale, Arizona,
una scuola di volo specializzata in cockpit management.
Nel 1998 frequenta la Arizona Aviation di Phoenix e la Sawyer School
of Aviation sempre di Phoenix, dove paga l'uso illimitato del simulatore
di volo per grandi plurimotori.
Nell'aprile del 1999 ottiene dalla FAA (l'agenzia americana che gestisce
l'aviazione civile in USA) la licenza di pilota commerciale per plurimotori.
Torna in Arabia Saudita e cerca un impiego come pilota, senza trovarlo.
Nel dicembre del 2000 torna negli USA, e va ad abitare a San Diego,
insieme ad Nawaf Al-Hazmi, un altro dei dirottatori del volo 77. Non è
chiaro come e quando i due si sono conosciuti.
Nei primi mesi del 2001 si addestra presso la “JetTech Flight School”,
sussidiaria della “Pan Am International Flight Academy”, sul simulatore
per il Boeing 737 (un aereo molto simile al Boeing 757).
E' qui che alcuni fra i suoi istruttori cercano di scoraggiarlo dal
proseguire nell'addestramento, perché ha serie difficoltà
con la lingua inglese e nell'apprendimento, e arrivano persino a segnalarlo
alla FAA perché non capiscono come abbia fatto a ottenere la licenza
di volo commerciale.
Ciò nonostante nel marzo del 2001 Hanjour caparbiamente completa
il corso di istruzione sul simulatore per il Boeing 737.
A partire dall'aprile del 2001 Hanjour si trasferisce in un appartamento
nel New Jersey dove si incontra con altri dirottatori, tra i quali Atta,
e fino a tutto agosto inizia a noleggiare aerei per dei voli “solo”,
ossia senza istruttore a bordo.
Gli istruttori della AFTS di Teterboro (New Jersey) e quelli della
Freeway Airport di Bowie (Maryland) gli negano il permesso di noleggio
senza istruttore a bordo, perchè lo giudicano non ancora pronto
a volare da solo, ma quelli della Caldwell Flight Academy di Fairfield
(New Jersey) glielo concedono senza problemi.
Durante i suoi voli, Hanjour sorvola sia il cosiddetto “Corridoio Hudson”,
che passa proprio nei pressi del WTC, sia l'area di Washington D.C. , per
studiare il suo bersaglio.
E' probabile che i voli sulla zona del WTC siano stati fatti a beneficio
di Atta e di Marwan Al-Shehhi, i due piloti destinati a colpire le Twin
Towers.
A fine agosto del 2001 Hanjour ha ormai 600 ore di volo sulle spalle.
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Considerazioni
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Hani Hanjour sembra essere l'unico ad essere diventato pilota molto
prima di essere affiliato ad Al Quaeda.
Già nel 1996 comincia a frequentare le scuole di volo e nel
1999 è abilitato alla guida di plurimotori, al punto che torna in
Arabia saudita per cercare impego come pilota.
Ma tornato in america da terrorista nei primi mesi del 2001 sembra essere
diventato un "schiappa", al punto che gli istruttori gli consigliano di
interrompere il corso al simulatore del Boeing 737, che invece termina
positivamente a marzo 2001.
A questo punto diventa di nuovo una "schiappa" e due ditte gli negano
il noleggio, ma poi è di nuovo un'aquila con la terza ditta, e ad
agosto 2001 esegue voli di ricognizione su Manhattan insieme ad Atta e
Al-Shehhi (che si schianteranno sulle Torri) e sul Pentagono, che è
il suo bersaglio.
Hanjour, che vanta ben cinque anni di esperienza di pilotaggio (rispetto
ai dieci mesi di Atta e Al-Shehhi), evidentemente "simula".
A riprova egli è quello che compie la manovra perfetta di "atterraggio"
dentro il Pentagono. |
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Piloti della domenica
Ziad Jarrah, nato l' 11 maggio
1975 in Libano
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Volo United UA93 Newark – San Francisco
Boeing B757-222
Impatto: Shanksville, Pennsylvania
Ziad Jarrah, nato l' 11 maggio 1975 in Libano.
PILOTA
Si conoscono molti particolari della vita privata di Ziad Jarrah prima
dei tragici fatti dell'11 settembre, probabilmente più di qualsiasi
altro dei 19 terroristi, perchè i familiari e in particolare la
sua ex fidanzata hanno accettato di parlarne con molti giornalisti.
Nel 1996 va a studiare in Germania.
La prima tappa è presso l'Università di Greifswald, dove
studia la lingua tedesca.
Nel 1997 Jarrah si iscrive presso l'Università di Amburgo, dove
studia ingegneria aeronautica e progettazione di aeromobili.
Il 27 giugno del 2000 Jarrah entra negli Stati Uniti, con un volo da
Monaco (Germania) ad Atlanta (Georgia).
Subito si trasferisce in Florida, dove inizia a frequentare un corso
di pilotaggio presso la Florida Flight Training Center di Venice.
A poca distanza, Atta e Al-Shehhi si addestrano presso la Huffman Aviation,
sempre a Venice.
Nell'agosto del 2000 Jarrah ottiene la sua licenza di volo di pilota
privato (secondo alcune fonti, Jarrah aveva già fatto altre esperienze
di pilotaggio presso una scuola di volo quando viveva in Amburgo).
Il 29 ottobre 2000 il terrorista rientra in USA e inizia ad addestrarsi
al pilotaggio di grandi aerei a getto presso la Aeroservice Aviation di
Miami, in Florida, che mette a sua disposizione i simulatori di volo per
aerei Boeing 727 e 737.
A fine novembre 2000 la sua esperienza di volo gli consente di noleggiare
un aereo privato con il quale si reca alle Bahamas.
Tra il dicembre del 2000 e il gennaio del 2001 Jarrah esce e rientra
più volte dal territorio degli USA, per recarsi in Germania e in
Libano.
Aysel, la sua ragazza, trascorre con lui una decina di giorni in Florida,
facendogli anche compagnia durante le lezioni di volo al simulatore.
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Considerazioni
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Ziad Jarrah viene anch'egli da esperienze di studio in Germania, dove
frequenta l'università in ingegneria aereonautica.
Fin da ottobre 2000 inizia ad addestrarsi al pilotaggio di grossi aerei
passeggeri, e a novembre 2000 affitta un aereo e va alle Bahamas. Non male
per uno che ha preso il brevetto appena tre mesi prima!
Non c'è dubbio che anche Jarrah era perfettamente in grado di
portare a termine la sua missione e centrare il suo obiettivo, la Casa
Bianca. Non ci è riuscito solo per la reazione dei passeggeri. |
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Considerazioni finali
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I piloti dell'11 Settembre non erano affatto degli sprovveduti piloti
della domenica.
Si erano preparati per una missione che non prevedeva di effettuare
ne decolli ne atterraggio, ma sicuramente, essendo stati abilitati sui
simulatori, avrebbero potuto farli.
L'unica difficoltà che appare è quella di aver dovuto
pilotare aerei dotati di strumentazione digitale mentre sui simulatori
avevano volato con arei dotati di strumentazione analogica.
A questo avevano potuto ovviare con circa dieci mesi di studio su simulatori
specifici, professionali, che Atta aveva acquistato.
Tutti erano abilitati al volo strumentale, e quindi in grado di usare
le radioassistenze (cioè tutto il sistema di radiofari), e quindi
non avrebbero avuto problemi a raggiungere i loro bersagli anche volando
manualmente.
Probabilmente (come risulta dalla scatola nera di uno di esse) hanno
inserito le coordinate e si sono lasciati portare dal pilota automatico,
riprendendo il controllo manuale negli ultimi minuti di volo.
Hanno mostrato di conoscere le procedure civili e militari per i casi
di emergenza dirottamento, e le hanno sfruttate per guadagnare tempo prezioso
per arrivare sui bersagli prima che il sistema fosse in grado di reagire.
Nell'economia dell'operazione "11 Settembre" appare che ai due piloti
meno esperti, Atta e Al-Shehhi, erano stati assegnati i bersagli più
facili, le due Torri, gli edifici più alti di New York, ben 400
metri.
Atta centrerà la Torre Nord (riconoscibile dalla enorme
antenna televisiva) con millimetrica precisione, esattamente al centro
e con l'aereo livellato.
Al-Shehhi invece per poco non manca la Torre Sud: la colpisce
di lato riallineando l'aereo con una virata disperata.
Hanjour, che sembra essere con i suoi cinque anni di esperienza
il più preparato pilota del gruppo, compie un "perfetto atterraggio"
contro il Pentagono, dopo aver fatto una virata in discesa di 270^
Jarrah, di cui abbiamo i grafici del Flygth Data Recorder, mostra
di saper padroneggiare benissimo l'aereo. Sale e scende di quota, inserisce
i dati del bersaglio nel pilota automatico. Precipita per la reazione dei
passeggeri.
Insomma, niente piloti della domenica. Erano gente preparata e decisa. |
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| E se non sono stati i "piloti della domenica" a condurre gli aerei
sui bersagli, allora chi è stato?
Semplice e ovvio, rispondono i complottisti, erano teleguidati da terra!
Ci sono appunto le "prove", trovate da un abile ricercatore spagnolo
esaminando in modo certosino i filmati dell'11 settembre, in particolare
quello del volo 175 contro la Torre sud, la seconda.
Tutta questa tematica è già trattata benissimo sul sito
web del giornalista Paolo attivissimo, a questo indirizzo:
http://paoloattivissimo.info/11settembre/pod/oggetto_sotto_boeing.htm
In sostanza il "misterioso oggetto" con il quale il Boeing 757 sarebbe
stato teleguidato contro la Torre Sud altro non è che la carenatura
di raccordo ali-fusoliera e le bande argentee della livrea dell'aereo.
Tant'è vero che su altre foto dello stesso aereo mentre si avvicina
alla Torre il misterioso aggeggio non c'è. Come pure non c'è
sul primo aereo che si schianta sulla Torre Nord.
Quindi uno sarebbe teleguidato e uno no?
Più semplicemente "l'oggetto misterioso" è ottenuto taroccando
l'immagine. Prima è stata ingrandita a dismisura, poi, visto che
non si capiva più niente, è stato necessario riaggiustarla.
Ed oplà! Viene fuori il terribile strumento con il quale l'aereo
pieno di passeggeri viene mandato a schiantarsi sul grattacielo, incolpando
artatamente quei poveri affiliati ad Al Quaeda che come noto passano il
tempo a distribuire le pastarelle davanti alle Moschee.
Questa pratica di costruirsi le immagini per svelare la "Verità"
(la Verità evidentemente è già conosciuta dal complottatore,
che gli da semplicemente un aiutino) la troveremo ancora.
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