Gli aerei
perchè non sono stati intercettati?
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 La prima domanda che ci si pone è proprio questa. Possibile che la più grande, più avanzata tecnologicamente, più addestrata aviazione del mondo, non sia stata in grado di fermare i quattro aerei civili dirottati prima che raggiungessero i loro obiettivi?

Per poter rispondere si devono esaminare due fattori:
- Le procedure operative, sia civili che militari.
- I fatti per come si sono svolti

- Procedure operative civili

Il centro di controllo del traffico aereo civile non ha ovviamente il compito di distinguere se un aereo è "amico" o "nemico".
Esso riceve prima del decollo un piano di volo, lo approva, assegna un "codice transponder di 4 cifre (esempio 1136) e sorveglia che quel dato aereoplano segua il piano di volo e non costituisca pericolo per il restante traffico aereo.
Il centro di controllo civile sorveglia il traffico aereo a mezzo di due strumenti, il radar e il transponder.
Il radar, che tutti conoscete, invia in aria un segnale elettromagnetico che viene "riflesso" dal bersaglio, e ritornando al radar genera un "plot" (un puntino luminoso sul monitor) che si dice "grezzo". La sequenza dei plot indica che "c'è un oggetto che vola".
In realtà l'antenna radar emette anche un altro segnale elettromagnetico, che viene ricevuto dal transponder e che determina una risposta automatica. Quindi, ad ogni giro d'antenna, il transponder invia al radar di terra un segnale che contiene alcune informazioni: la sigla del volo, il codice transponder (es. 1136), la quota, ed altre informazioni (direzione, velocità etc.)
L'elaboratore elettronico asservito al radar genera quindi un "plot sintetico", cioè un simbolo che presenta queste informazioni. Assolve anche ad altre importanti funzioni: ad esempio allerta l'operatore radar se due aereo sono in rotta di collisione, se un aereo esce dalla rotta o dalla quota assegnate, etc.

Quindi un centro di controllo del traffico aereo "sorveglia" il traffico aereo ai fini della sicurezza.
Il transponder montato sull'aereo invia i dati del volo al centro di controllo, e il pilota premendo un pulsante può inviare tre tipi di allarme: codice 7700 "Pericolo, generico", 7600 "Avaria radio", e 7500 "Dirottamento".

- Procedure operative militari

Il radar militare agisce in base a logiche completamente diverse: a lui spetta "l'identificazione" di un aereo in termini di "amico" o "nemico", e la sua attenzione è puntata agli aerei che provengono da fuori del territorio nazionale.
Ogni aereo avvistato dal radar militare viene inizialmente classificato cod. 40 "Pending" (significa che è in attesa di identificazione). Se i parametri di volo (orario, quota, direzione, codice transponder, sigla) corrispondono con quelli di un piano di volo precedentemente ricevuto l'aereo viene "identificato" con cod. 46 "Friedly".
Se l'aereo non ha presentato un piano di volo gli viene assegnato un codice diverso, ad esempio cod. 56 "Zombie" e, qualora non risponda alle chiamate radio, si effettua una "identificazione a vista" per mezzo dei caccia.
In questo caso da cod. 56 "Zombie" lo si passa a cod. 76 "Assegnato all'intercettore pilotato", e si crea la falsa traccia con cod. 64 "Intercettore pilotato", che serve a fare i calcoli di "vettoramento" (cioè a tracciare la migliore rotta per l'intercettazione, che il caccia dovrà seguire)

A questo punto, una volta che i caccia hanno raggiunto l'U.F.O. (Unidentified Flyng Obiect)
- Lo vedono e lo contattano sulla frequenza radio internazionale.
- Se non risponde un caccia gli si mette in coda e uno davanti. Quello davanti apre il carrello, che secondo le convenzioni internazionali significa "vi ordino di seguirmi all'atterraggio"
- Se non obbedisce, su ordine da terra, gli si spara una raffica di cannone davanti al muso, senza colpirlo.
- Se non obbedisce, su ordine da terra, gli si spara sulla punta di un'ala
- Se non obbedisce, su ordine da terra, si spara per abbatterlo.
 
Va puntualizzata una cosa:
- Tutti i voli che "nascono" dal territorio nazionale (quindi che "decollano" dal territorio nazionale) sono automaticamente considerati cod. 46 Friendly.

Quindi, nel caso specifico degli aerei dirottati l'11 settembre i caccia militari si sono levati in volo per "portare assistenza" a velivoli "amici", su richiesta specifica del centro di controllo del traffico aereo civile, che ne aveva rilevato lo spegnimento del trasponder e il cambio di rotta e di quota, e non aveva ricevuto nessun codice di allarme per "dirottamento".
Solo dopo l'ordine "scritto" inviato da Bush al Pentagono gli aerei dirottati potevano essere considerati "ostili" e abbattuti.
 

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Lo svolgersi degli eventi
Flyght n. 11 (Torre Nord)
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A sinistra, il disegno di fonte giornalistica (USA Today) illustra in maniera abbastanza fedele la rotta prevista (in rosso) e quella effettiva del volo AA11.
Il disco celeste indica la posizione della base aerea di Otis.
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07:59 decollo da Boston
08:13 e 31 ultima comunicazione radio normale
08:13 e 40 i terroristi prendono il controllo dell'aereo (stimato)
08:13 e 47 l'aereo non risponde alle comunicazioni radio
08:21 transponder OFF
08:24 e 57 ATC (Area Traffic Control) Boston comprende che è l'AA11 è stato dirottato
08:37 e 52 ATC Boston informa il NEADS
08:46 NEADS ordina lo scramble dei caccia di Otis
08:46 e 40 il volo AA11 impatta il WTC1
08:53 caccia di Otis in volo

Quindi per il primo volo i caccia si alzando dopo che questo si è abbattuto sul WTC1 (Torre Nord)
- I caccia si alzano disarmati, e nessuno se ne preoccupa, perchè si stanno dirigendo a prestare assistenza a un velivolo dirottato. Le procedure da seguire in caso di dirottamento erano quelle di assecondare le richieste dei dirottatori fino a portarli all'atterraggio.
- Quando il volo n. 11 impatta con il WTC1 ancora nessuno può avere la certezza che sia stato intenzionale.

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Lo svolgersi degli eventi
Flyght n. 175 (Torre Sud)
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A sinistra, la rotta prevista e quella effettiva del volo UA175, con indicata in celeste la base di Otis e la rotta approssimata seguita dai caccia.

08:14 decollo da Boston
08:42 ultima comunicazione radio normale
08:44 circa, i terroristi prendono il controllo dell'aereo (stimato)
08:47 cambio codice transponder 
08:55 ATC (Area Traffic Control) New York comprende che l'UA175 è stato dirottato 
09:03 ATC New York informa il NEADS (Northeast Air Defense Sector) 
09:03 e 11 il volo UA175 impatta il WTC1
09:05 ATC New York dichiara ATC Zero (non è più in grado di garantire il controllo del traffico aereo)
09:13 caccia di Otis autorizzati a stabilire CAP (Combat Air Patrol) su New York
09:25 caccia di Otis stabiliscono CAP su New York

Quindi il controllo civile del traffico aereo (ATC) comprende che anche il volo n. 175 è stato dirottato nel momento in cui il volo n. 11 si schianta sulla prima Torre (08.55)
Dopo solo 8 minuti anche il volo n. 175 impatta sul WTC1
Ma è solo dopo altri 22 minuti che i caccia arrivano nel cielo di New York, ormai autorizzati a stabilirsi a CAP, ma ovviamente non autorizzati ad abbattere un altro eventuale aereo civile che si dovesse presentare.
Combat Air Patrol significa che possono attaccare un altro velivolo che "compie atti ostili", dopo che ha comoiuto atti ostili.

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Lo svolgersi degli eventi
Flyght n. 77 (Pentagono)
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A sinistra, rotta prevista e rotta effettiva (in parte stimata) del volo AA77.Nel disco celeste, la base aerea di Langley.
La linea celeste indica la rotta dei caccia di Langley.

08:20 decollo da Dulles (Washington DC)
08:51 ultima comunicazione radio normale
08:53 i terroristi si impossessano dell'aereo (stimato)
08:56 transponder OFF
09:08 ATC Indianapolis chiede intervento soccorso aereo perchè pensa a incidente
09:20 ATC Indianapolis comprende che volo AA77 è stato dirottato
09:24 NEADS ordina scramble a base aerea Langley, per direzione Nord (giusto, verso Washington)
09:30 caccia di Langley in volo, ATC li dirige verso Est (sbagliato, ATC è ancora l'ente che da gli ordini ai caccia, e li mette in attesa sul mare)
09:32 ATC Dulles vede sul radar volo AA77 in avvicinamento a Washington
09:36 FAA Boston avvisa NEADS che volo AA77 è a sei miglia da Casa Bianca
09:37 e 46 volo AA77 impatta il Pentagono

Anche in questo caso la mossa vincente dei terroristi è stato lo spegnimento del transponder.
Passano infatti ben 27 minuti prima che il controllo del traffico aereo di Indianapolis comprenda che il volo AA77 è stato dirottato: addirittura pensa che ci sia stato un incidente.
Da rilevare che:
- Comincia una certa confusione, dove il NEADS (comando militare) dirige i caccia correttamente verso nord, ma l'ATC (controllo civile) li dirotta a EST
- I caccia non sono ancora stati autorizzati ad abbattere nessuno, e devono volare a velocità subsonica secondo le regole di volo sulle zone abitate. Quindi volano circa alla stessa velocità degli aerei che dovrebbero intercettare.

Per dare un'idea delle difficoltà che c'erano, in questa immagine è indicata la situazione del traffico aereo nella stessa zona alle ore 12.13 del giorno 12 dicembre 2005.
Quelli indicati sono i "plot sintetici" degli aerei che volavano con il transponder regolarmente acceso. Quelli dirottati, che lo avevano spento, erano come aghi in un pagliaio.
 

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Lo svolgersi degli eventi
Flyght n. 93 (precipitato in Pennsylvania)
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A sinistra, la rotta programmata e quella effettiva del volo UA93.Il cerchio celeste indica l'area in cui si trovano i caccia di Langley al momento in cui il volo UA93 è precipitato.
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Ore 08:42 il volo UA93 decolla da Newark
Ore 09:27 ultima comunicazione radio normale
Ore 09:28 i terroristi si impossessano dell'aereo
Ore 09.30 ATC Cleveland capisce che il volo è stato dirottato 
Ore 09:41 transponder OFF
Ore 09:45 Casa Bianca Evacuata. Mineta raggiunge Cheney nel PEOPS
Ore 09:57 passeggeri si ribellano
Ore 10:00 i caccia di Langley stabiliscono CAP su Washington DC
Ore 10:02 la FAA stima la posizione del volo UA93 su una rotta presunta.
Ore 10:02 Cheney viene informato che un altro aereo si dirige su Washington
Ore 10:03 e 11 il volo UA93 si schianta a Shanksville
Ore 10:07 ATC Cleveland informa NEADS che il volo UA93 è dirottato 
Ore 10:10 NEADS chiede ordini di abbattimento. Cheney sente Bush e dà l'ordine.
Ore 10:12 Cheney aggiornato su posizione (presunta) di UA93. Ribadisce ordine di abbattimento.
Ore 10:14 Pentagono informato che Cheney ha ordinato abbattimento
Ore 10:15 NEADS apprende che volo UA93 è precipitato
Ore 10:18 Bush conferma a Cheney ordine di abbattimento
Ore 10:19 Pentagono informato che Cheney ha confermato ordine di abbattimento
Ore 10:20 circa. Cheney apprende che volo UA93 è precipitato.
Ore 10:35 i servizi segreti sollecitano base aerea Andrews per decollo caccia
Ore 10:38 i caccia di Andrews decollano con autorizzazione a usare armi

In questo ultimo caso, se il volo UA93 fosse arrivato su Washington, avrebbe trovato i caccia ad aspettarlo, e probabilmente sarebbe stato abbattuto.

E' stato abbattuto?
No, secondo quanto ci dicono i dati della "Scatola Nera" (Fligth Data Recorder) (l'unica il cui contenuto è stato reso pubblico, mediante pubblicazione di una parte del Report sul disastro fatto (per legge) dall'ente per la sicurezza del volo (NTSB - National Trasportation Safety Board) 
 

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Lo svolgersi degli eventi
Poteva andare diversamente?
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Conclusioni:

- Più una organizzazione e complessa e più agisce secondo procedure standardizzate, concepite e collaudate per ogni tipo di evento.
- L'11 settembre non esistevano procedure che potessero far fronte a quello che stava succedendo, semplicemente nessuno aveva previsto, e quindi si era preparato, a fronteggiare una evenienza del genere.
- E' impensabile che l'aviazione potesse abbattere aerei civili pieni di passeggeri "nel dubbio" che questi si potessero andare a schiantare chissà dove.
- Il momento in cui il sistema di difesa capisce quello che sta succedendo, e quindi inzia ad agire, è solo alle 9.03, allo schianto del secondo aereo sulla Torre Sud. La "conferma" dell'ordine di abbattimento arriva alle 10.19, dopo oltre un'ora.
- Se anche uno degli aerei fosse stato abbattuto dal punto di vista dei terroristi sarebbe stato anche meglio: per rimediare all'impotenza l'Amministrazione americana non poteva far altro che uccidere i cittadini americani.

Non poteva andare diversamente.

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